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Editoriali

Oggi, 13 luglio, ho ricevuto una grande lezione di vita

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Stupido come sono, dimenticavo che quando uno è un animale, animale resta

Oggi, lunedì 13 luglio, vigilia del 14 luglio, fatidica data nella storia di Francia, mi sono preso una grande e solenne lezione di vita. Questa mattina, dopo essermi inizialmente molto divertito scrivendo, d’accordo con un collega che ritenevo un amico (mi sbagliavo), una cosa simpatica e divertente, che anche un imbecille era in grado di capire fosse solo uno scherzo (ma quanti hanno abboccato!), ho ricevuto una solenne lezione di vita.

Ho stupidamente pensato che un determinato personaggio di cui 17 anni fa, in questo articolo che vi invito a rileggere (è di un’attualità assoluta) e che racconta di una storia di prepotenza e arroganza, di un prepotente vanaglorioso, avevo capito l’intima natura e di cui avevo preso le misure, fosse cambiato. Avevo pensato, stupido che sono, che oltre a fare buoni metodo classico da Contratto, talmente buoni che ne ho scritto qui, il personaggio in oggetto fosse cambiato, che in lui, per grazia divina, fossero arrivati, oltre all’indubbio sense of business, ad un colossale pelo sullo stomaco, anche intelligenza, ironia, sense of humour.

Pensavo, che pirla!, che qualche suo collaboratore rispettasse un accordo, tra gentiluomini, (coglione che sono, parlare di gentiluomini nel caso di G.R. è una pia illusione!) che uno scherzo venisse avvertito come tale e che lo scherzo dovesse rimanere tale sino ad un incontro con che con quel prepotente vanaglorioso avrei dovuto avere venerdì 17 (data che porta sfiga) in terra toscana.

Errore clamoroso di valutazione: dimenticavo che siccome, come dice un proverbio “la mamma degli stupidi è sempre incinta”, il mondo è pieno di sciocchi e che quando uno era arrogante vent’anni fa è molto difficile che migliori. Arrogante e limitato resta. Quando uno è un rinoceronte, animale che non brilla per intelligenza ma si fa notare solo per la sua forza bruta, rinoceronte resta, non può tramutarsi in delfino o gatto o canarino.

Compiendo questo clamoroso errore di valutazione, imperdonabile alla mia età, ho pubblicato stamane questo articolo su questo blog e lo stesso su Lemillebolleblog.

Cosa è successo invece? Che l’ex amico che aveva pubblicato la mia intervista immaginaria dove rivelavo (e ho fatto cadere nel tranello decine e decine di persone, anche celeberrimi personaggi del mondo del vino e del giornalismo del vino), il mio immaginario passaggio a Contratto e Rivetti come brand ambassador, l’ha cancellata dal suo sito, forse obbedendo ad un diktat padronale, senza nemmeno farmi una telefonata per avvisarmi.

E l’animale che era vent’anni fa e animale è rimasto, un rinoceronte, ha avuto la bella, “intelligente”, brillante idea di pubblicare sulla pagina Facebook della sua azienda di Canelli questo comunicato che allego:

“A tutti gli Amici di Contratto e La Spinetta.
Come qualcuno ci ha fatto notare, il giornalista Franco Ziliani ha dichiarato di essere diventato Brand Ambassador delle Cantine Contratto.
Totalmente non a conoscenza e un po’ sorpresi di questa sparata, dopo aver letto il l’articolo in cui dichiara di non essere più “Storico Nemico” di Giorgio Rivetti e di essere divenuto Ambasciatore di Contratto, urge prendere le debite distanze da quanto dichiarato dal Signor Ziliani, chiarendo che è una sua scherzosa invenzione.

Accettiamo sempre di buon grado gli scherzi, ma essendo lo scherzo per natura bello finchè dura poco, ci assumiamo noi il compito di smentire quanto dichiarato dal Signor Ziliani, cogliendo l’occasione nel ringraziarlo per aver elogiato i nostri vini “Barolo Campé, i Barbaresco Starderi, Valeirano e Gallina”.

Un caro saluto. Giorgio Rivetti

Che dire? Lo ripeto, che un rinoceronte non può che restare un rinoceronte, non una lince, una volpe, ma solo un rinoceronte, e che ovviamente il sottoscritto non avrebbe mai potuto, nemmeno di fronte ad una “proposta indecente”, collaborare con una persona che, alla prova dei fatti, ha dimostrato tutti i suoi limiti, la sua natura, la totale assenza di un briciolo di ironia, autoironia, capacità di scherzare e di non prendersi troppo sul serio. Ovviamente quando parlavo dei suoi vini “Barolo Campé, i Barbaresco Starderi, Valeirano e Gallina”, si trattava solo ed esclusivamente di elogi immaginari.

Perché sempre di vino stiamo parlando, non del rimedio miracoloso al cancro, al coronavirus o la bacchetta magica per risolvere i mille problemi del mondo. Il primo dei quali, ahimé, è la clamorosa durezza di comprendonio in tanti esserI umani. Non si può cavare sangue dalle rape, dovevo pure saperlo.

Ecco il testo dell’intervista immaginaria, scritta da me, che il bravo collega ed ex amico Filippo Larganà aveva pubblicato questa mattina sul suo blog Sapori del Piemonte e poi ha cancellato. Buona lettura e buon divertimento!

Clamoroso a Canelli: Franco Ziliani firma un contratto per Contratto

Sapori del Piemonte è in grado di riferire una notizia clamorosa, che farà molto rumore nel mondo del vino, e del giornalismo del vino.

Il giornalista e wine blogger Franco Ziliani, responsabile dei blog Vino al vino e Lemillebolleblog, ben noto particolarmente in Piemonte per le sue battaglie a favore del Barolo tradizionale, le crociate contro l’uso della barrique sul Nebbiolo e la fiera opposizione alla filosofia di innovazione in Langa rappresentata da Langa In e dai suoi esponenti (Altare, Clerico, Conterno Fantino, Rivetti, ecc), ha deciso di compiere un clamoroso salto della quaglia.

Non solo ha scelto di abbandonare, dopo 36 anni, l’attività di giornalista del vino, passando dall’altra parte della barricata e mettendosi a collaborare con una azienda vinicola con il ruolo di brand ambassador, ma per fare questo cambiamento radicale ha scelto un’azienda piemontese di antica storia, che dal marzo 2011 è proprietà di un “nemico” storico di Ziliani, Giorgio Rivetti, produttore di Moscato e Barolo e Barbaresco, a marchio La Spinetta, che il giornalista milanese abitante a Bergamo ha sempre ferocemente combattuto.

E’ il secondo caso, in breve tempo, di comunicatori del vino passati a collaborare con aziende vinicole in questo 2020. Dopo Eleonora Guerini, ex degustatrice di Vini d’Italia Gambero Rosso che ha assunto la direzione marketing Bertani domains dopo una precedente esperienza a Terra Moretti in Franciacorta, toccherà a Ziliani lasciare degustazioni e punteggi (che Ziliani del resto dava solo quando collaborava a riviste inglesi quali Decanter e The World of Fine Wine) per occuparsi invece di comunicare e rappresentare l’immagine dell’azienda spumantistica di Canelli, fortemente impegnata con l’avventura Alta Langa Docg.

Da noi raggiunto telefonicamente, un emozionato Franco Ziliani ci ha raccontato questa non facile scelta di vita.

“Io amo il Piemonte, dove da tempo medito di trasferirmi da Bergamo, credo fortemente nel progetto Alta Langa e la proposta di Rivetti, con il quale sono segretamente in contatto da oltre un anno, è arrivata al momento giusto della mia vita e non ho potuto francamente dire di no”.

Ma come Franco, ma che fine ha fatto la tua antica antipatia per Rivetti?

“Devo confessare che sono almeno due anni che nelle mie degustazioni private, alla cieca, di Barolo e Barbaresco, i vini di Giorgio escono sorprendentemente bene, spesso meglio dei Barolo di alcuni miei campioni della tradizione. Alle prime ero turbato, temevo che il mio palato fosse andato a farsi benedire, poi ho capito, parlando con Rivetti, che “il Rinoceronte”, come da anni lo chiamo sfottendolo un po’, ha profondamente riveduto le proprie idee in materia di vinificazione e affinamento e quindi per me oggi il Barolo Campé, i Barbaresco Starderi, Valeirano e Gallina sono esemplari nelle loro denominazioni e non hanno nulla da invidiare ai vini di Rinaldi, Mascarello, Cavallotto, Comm.G.B.Burlotto”.

Stupefacente Franco, ma cosa farai per Giorgio?

“Con lui ed i suoi collaboratori stiamo elaborando un programma, ma credo che il mio ruolo di brand ambassador mi porterà a viaggiare in Italia e in Europa (per gli States e altri Paesi sto aspettando di disporre del passaporto che non avevo e delle autorizzazioni relative agli spostamenti in regime di coronavirus) per promuovere e rappresentare il marchio Rivetti – La Spinetta – Contratto”.

Quindi, perdonami il gioco di parole, possiamo dire che Contratto ti abbia messo sotto contratto?

“Proprio così, Rivetti, forse impazzito, chissà, mi ha fatto un’offerta molto generosa alla quale non ho potuto dire di no. Mi trasferirò da Bergamo a Canelli e cercherò di non deluderlo e di essere all’altezza della fiducia che mi ha dimostrato”.

Prima uscita pubblica in questo nuovo ruolo?

“Incredibile ma vero l’esordio avverrà, e io, che sono superstizioso, tremo al pensiero, venerdì 17, nel corso di una serata di degustazione dei suoi vini che Giorgio terrà in Toscana presso l’Osteria Le Terme di Massaciuccoli di Stefano Bergamini”.

E i tuoi blog Franco, cosa ne sarà di Vino al vino e Lemillebolleblog?

“Non farmi questa domanda Filippo, perché il solo pensiero di doverli abbandonare mi fa soffrire e mi fa venire quasi la tentazione di rimangiarmi la mia scelta. Ho trattative in corso, perché vorrei che i miei blog non morissero e continuassero la loro vita (Vino al vino nasce nel 2006 e Lemillebolleblog nel 2010 quindi hanno una loro storia, come il mio Wine Report del 1999 che è ancora online incredibilmente) e finissero in mano a qualche collega, non sono moltissimi ma ci sono, gente come te, in gamba, in grado di mandarli avanti con il loro spirito originale.

Ma non ti nascondo che un importante gruppo americano, considerando (bontà sua) strong il brand Vino al vino, mi ha fatto un’offerta economica molto interessante per rilevarli, ma senza garanzie sulla linea editoriale. Non vorrei proprio che in mano yankee Vino al vino finisse a parlare bene dei vini dei Braccobaldi o di Feudi di San Gregorio e Lemillebolleblog delle bollicine di Bruttavista o del Prestige di Cà del Bosco. Meglio chiuderli piuttosto!”.

Che dire, se non augurare all’amico Franco buona fortuna in questa sua nuova stimolante avventura?

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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