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Degustazioni

Metti una serata d’estate a Firenze con vini audaci

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Benvenuta su Vino al vino a Katarina Andersson!

Allegria bella gente, la banda di Vino al vino si allarga. Saluto l’arrivo, come nuova prestigiosa collaboratrice, di una wine writer che solitamente scrive in inglese, ma è svedese e vive a Firenze da anni.

Una che ha un curriculum della Madonna, laurea, specializzazione, dottorato, che non si accontenta di scrivere ma è anche Social Media Strategist (che non solo esattamente cosa voglia dire ma suona bene), fa video interviste, filmati, é presente su You Tube e parla l’inglese perfettamente non come me che sono un absolute beginner.

Ingaggiarla (strappandola a Wine Spectator, Decanter, Topolino) mi é costato un occhio della testa (e per mesi sarò costretto a pane, cipolle e Barolo) ma cosa volete che sia indebitarmi fino al collo se posso dire che oggi Katarina Andersson di Grapevine Adventures è nella mia squadra?

 

Lei non sa ancora cosa la attende, magari un reportage sul vino degli islandesi  e sui consumi di vino in Svezia, sul perfetto servizio dello Champagne, on the rocks, in Groenlandia (con quello che la pago deve essere pronta a partire 24 ore su 24 e affrontare le Grapevine adventures più avventurose..), ma state certi che Kate ce ne racconterà delle belle.

Per esordire su questo blog ha scelto un reportage quasi sotto casa, dedicato alla serata di Vini audaci che è stata organizzata sere fa a Villa Le Piazzole unica azienda produttrice di vino situata “dentro le mura di Firenze”.

Cosa fare a questo punto se non mettermi in un angolino e bearmi come voi ascoltando Katarina raccontare la serata?

n.b.

le foto qui pubblicate sono di Maurizio Rufino per Vini Audaci

Che cosa di più bello che spendere una serata d’estate sulle colline fiorentine? Ancora più bello che questo primo evento di vino post-Covid lockdown, cioè Vini Audaci, sia stato organizzato a Villa Le Piazzole che è forse l’unica azienda vitivinicola per così dire “dentro le mura di Firenze”.

Quando Andrea Ciancolini mi ha invitato all’evento Vini Audaci ho subito detto di sì perché sapevo che sarebbe stato senz’altro un evento divertente, e non vedevo l’ora di poter incontrare produttori di vino, degustare vini e vedere gente di nuovo. Soprattutto poi in un posto così bello come Villa Le Piazzole antica dimora estiva della famiglia Acciaioli.

Ora non so se Andrea mi inviterà di nuovo perché come al solito ovunque vada mi capita sempre qualche casino – ‘chaos is my middle name’. Chi mi conosce sa sicuramente di cosa parlo…;-) Dico solo che mi ero persa sulle colline fiorentine da qualche parte…

Continuiamo a parlare di Vini Audaci

Questo è un evento di cui mi ha parlato Andrea Ciancolini già a gennaio quando eravamo ancora in uno stato di felice normalità pre-Covid. Riccardo Chiarini e Andrea hanno ideato insieme questo evento che doveva essere un evento grande all’Ippodromo del Visarno a Firenze a maggio, ma a causa del lockdown hanno dovuto cancellarlo. Invece hanno organizzato questo più intimo mini-evento, parte di una serie di eventi durante luglio, a Villa Le Piazzole in rispetto delle regole di distanziamento sociale.

E’ stata davvero una chicca iniziare con una degustazione guidata dal sommelier Paolo Bini – di cui io ho perso gran parte, essendo persa da qualche parte per le colline – per poi continuare con un buffet e dei banchi d’assaggio più o meno a bordo piscina a Villa Le Piazzole.

Credo che se tutti gli eventi potessero essere come questo anche nel futuro, cioè all’aperto con poca gente e solo 7 o 8 produttori, sarebbe davvero perfetto. Non c’era la folla davanti a ogni banco d’assaggio, era possibile veramente poter parlare con ogni produttore senza che gente ti spingesse da dietro o che il produttore non sapesse con chi parlare. Era davvero una serata con una bellissima atmosfera dove tutti erano entusiasti a raccontare i loro vini e le loro storie.

Essere sperimentale, essere audace…

Come il nome dell’evento indica, l’idea é di mettere vignaioli e vini audaci sotto i riflettori. Il tema della prima serata del 2 luglio era: “Vino: Se ne vedono di tutti i colori”. Ed è vero che c’erano dei vini di tutti i colori, quasi tutti dei bei colori.

L’idea degli organizzatori di Vini Audaci è di concentrarsi su vino biologico, biodinamico e naturale e di mettere l’ambiente, i vignaioli e il loro lavoro ‘coraggioso’ al centro dell’attenzione. Credo sia un’idea molto bella quella che hanno avuto di organizzare un evento di questo tipo.

Dicono inoltre che il loro obiettivo è di evidenziare le differenze e i punti in comune fra produttori di vino biologico, biodinamico e naturale. Quindi sarebbe stato bello secondo me essere più educational anche nel format per comunicarlo. Magari con qualche mini-workshop per tema, zona o altro. Forse potrebbe essere una futura idea invece di una classica degustazione guidata dove un sommelier poi parla delle solite note gustative e un po’ di contesto. Lo so che tutti oramai usano (o abusano) la parola ‘masterclass’, ma una masterclass è qualcosa di leggermente diverso, non è una degustazione guidata.

Con questo non voglio dire che la degustazione guidata non è una cosa interessante e bella, perché lo è senz’altro. E in questo caso il sommelier Paolo Bini è stato bravissimo. Però è una cosa che fanno tutti, soprattutto col sommelier che vuole dire il suo naturalmente, ma dopo che hanno parlato i vignaioli stessi sembra un po’ superfluo. E visto che il resto dell’evento è bellissimo e l’idea è di avere un tocco innovativo, è un peccato non andare one step further.  Poi potrebbe essere che l’evento originale pensato per l’Ippodromo del Visarno probabilmente avrebbe incluso anche altre iniziative educational. E’ chiaro che questo è un evento ideato per il periodo difficile in cui ci troviamo. Ma alla fine, secondo me, questo è un tipo di evento molto più figo.

E post-Covid vogliamo essere più fighi…in rispetto del social distancing.

Degustando vini audaci con la vista sulle colline fiorentine

Torniamo a parlare dei produttori e dei loro vini che erano i veri protagonisti della serata a Villa Le Piazzole. Vini audaci è chiaro che indica che si tratta di vini che in qualche modo vanno controcorrente o almeno che sono innovativi. Poi magari innovativo non è la parola giusta perché, in verità, tanti di questi vignaioli hanno recuperato vecchi modi tradizionali o più contadini, oppure hanno scelto soltanto di fare un-agricoltura ecologica per fare vino che oggi si definisce audace o sperimentale.

Se volessi entrare in un discorso su passato, presente e futuro e il sovrapporsi fra di loro da un punto di vista da storica accademica e dalla teoria empirica contro quella postmoderna, parlando di tutto come frammenti e costruzioni della realtà potrei divertirmi.  Soprattutto in merito a qualche produttore e vino, ma questo non è il luogo per un discorso del genere e preferisco parlare di quelle cose che mi piacciono. Infatti, voglio parlare di quattro produttori e dei loro vini che mi hanno fatto stare bene e divertirmi alla serata di Vini Audaci.

La Damigiana…

I primi vini che ho assaggiato ai banchi erano quelli di Val di Buri che è di Giacomo Lippi e sua moglie, la mia amica, Marina Ciancaglini. La loro è una piccola realtà che è iniziata con la voglia di avere una ‘vigna casalinga’ per poter farsi un po’ di vino Trebbiano da bere a casa. Hanno trovato circa due ettari di pezzi di vigne con Trebbiano, Canaiolo, Ciliegiolo, Sangiovese, Mammolo e Malvasia sparse tra Valdibure, Casalguidi e Quarrata nella zona di Pistoia e la prima produzione era già troppa per poter consumare tutto a casa. Per questo hanno cominciato ad imbottigliare e la loro prima annata era il 2018 con la modesta produzione di 800 bottiglie.

Ho imparato una cosa nuova per me con i loro vini, cioè che il loro vino rosato – Bure Chiara – fa la fermentazione spontanea e l’affinamento in damigiane di varie dimensioni da 34 a 54 litri. Il Bure Chiara è un blend di 70% Canaiolo e 30% Sangiovese. E’ un rosato fresco, con belle note fruttate[GT1] , di molto piacevole beva, che è perfetto per un aperitivo in relax nel giardino d’estate.

Non avevo mai assaggiato un vino imbottigliato che è stato fermentato e affinato in damigiana prima, ne avevo solo letto di un vino bianco trentino di Matteo Furlani menzionato da The Internet Gourmet.

Poi devo dire che anche se mi è piaciuto questo rosato credo che il rosso Eco della Valle (un blend di vari vitigni rossi e bianchi toscani) sia il loro vino che mi è piaciuto di più. Non matura in damigiana ma in acciaio.

In anfora…

Un altro vino buono che ho trovato durante la serata di Vini Audaci è stato il Camporella IGT Bianco 2018 e 2019 di Fattoria Le Masse che è una piccola azienda biologica e biodinamica in Barberino Val d’Elsa. Conoscevo questa azienda per i loro vini rossi – Chianti DOCG e Chianti Classico – che ho assaggiato varie volte e che mi piacciono un sacco, ma non avevo mai provato il loro Trebbiano macerato. E’ un Trebbiano pulito, che credo sia fermentato e affinato in anfora, dove senti il vitigno venir fuori con delle note floreali e di frutta, per esempio albicocca e pesca.  A me è piaciuto. Fanno solo poche bottiglie e forse per questo il prezzo è abbastanza elevato.

Un rosso in anfora…

Continuiamo a parlare di anfore, questa volta si tratta di un Sangiovese fermentato e maturato in orci di terracotta, cioè il Terra Divino 2017 dell’azienda agricola La Querce. Questa è un’azienda a Impruneta che fa dei vini interessanti ed affascinanti come Belrosso, il loro Canaiolo in purezza, e M, il loro Merlot in purezza (e io non è che beva facilmente dei Merlot ;-)), Chianti, e altri.

Questo Sangiovese in anfora è un vino che hanno cominciato a sperimentare nel 2017. E’ un vino che la scorsa settimana, quando l’ho assaggiato, ho trovato un po’ astringente e ‘orso’ come vino, ma progressivamente anche con una certa morbidezza, quasi velvety in bocca. E’ un Sangiovese che ti coinvolge anche se ancora leggermente ballerino. Marco Ferretti, il direttore dell’azienda, mi ha infatti detto che all’inizio era molto astringente e difficile, mentre dopo un anno in anfora si è evoluto sino a diventare questo vino pieno e bello che è ora. Non è un vino facile, probabilmente è più un vino quasi da meditazione, ma è molto interessante.

Andiamo a Cortona per un Syrah…

Un altro produttore che voglio menzionare qui è Cantina Canaio di Cortona. Conosco altri produttori di Syrah a Cortona, ma questa piccola azienda non la conoscevo ancora. Il proprietario è molto simpatico e ci ho chiacchierato un bel po’ mentre ‘sippavo’ i loro vini. Mi ha raccontato che loro azienda è nella località Farneta dove dice che la coltivazione di Syrah a Cortona sia iniziata.

Sia Il Calice 2017, il loro Syrah in acciaio, che Terra Solla 2017, il loro Syrah che fa tonneaux, sono una espressione di quello che è il Syrah di Cortona. E’ vero che Terra Solla è più strutturato e complesso come vino ma a me è piaciuto Il Calice giusto perché li senti il vitigno, la bella frutta rossa e le spezie.

Dopo questo primo evento non vedo l’ora di scoprire più delle bollicine alla serata “Mossi con brio…le bollicine dell’estate” il 9 luglio a Villa Le Piazzole.

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it


 

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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1 Commento

1 Commento

  1. Richard

    10/07/2020 at 04:35

    Great article; you must ready with this music!
    https://youtu.be/FMA3lIeqV8M

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