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Editoriali

Lettera aperta ad uno Stappato che sa di tappo e sui Franco Ziliani ignora che..

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A Stappato’: lei non sa chi sono io!

Come recita il proverbio “a caval donato non si guarda in bocca”, che deriva dal latino Noli equi dentes inspicere donati dovrei essere grato per il riconoscimento ricevuto, che non è il primo nella lunga storia della mia presenza sul Web (Wine Report, Vino al vino, Lemillebolleblog, due blog sui rosati o vini rosa creati e poi purtroppo lasciati morire, anni di gestione delle news del sito Internet dell’Associazione Italiana Sommelier, tre anni di rubrica di rosati sul sito del Cucchiaio d’argento, ecc. ecc.) da parte non del New York Times, che nel 2008, nel pieno di Brunellopoli mi intervistava e mi citava in due articoli, bensì da parte di un a me sinora sconosciuto sito (dalla grafica moderna e accattivante) come Stappato. Si deve essere sempre grati per i regali ricevuti, anche se il loro valore è relativo.

Però alla banda di Stappato, formata da persone a me ignote o solo sentite nominare come la bella Livia Berardelli, collaboratrice del buon Daniele Cernilli a Doctor Wine, oppure il duo della simpatica Puntarella rossa, che ha avuto la bontà di selezionare questo blog e Lemillebolleblog in questo loro articolo – selezione dei migliori siti italiani sul vino, (inserendoli in una selezione che personalmente avrei completato inserendo Lavinium di Roberto Giuliani e Maurizio Taglioni, gli eterni ragazzi, in rete dal 1999, mica da ieri, de L’AcquaBuona, il sito di Luciano Pignataro, anche se molto più food che wine oriented, e, anche se il boss del sito, tale “Carriera”, mi sta sui maroni, Cronache di gusto) vorrei sommessamente chiedere e senza arroganza: voi non sapete chi sono io!

No che non lo sanno, altrimenti i ragazzi di Stappato non avrebbero scritto questa corbelleria, ovvero: “E’ il blog del sulfureo Franco Ziliani, entrato nella storia del vino per avere di fatto inventato il Franciacorta, nel 1961, e nelle cronache della rete per una valanga di prese di posizioni, polemiche, scontri accesissimi, tenzoni più o meno cavallereschi. Si può o meno essere d’accordo (per esempio su certe posizioni politiche), ma Ziliani merita sempre di essere letto. Vino al Vino e Le Mille Bolle”.

Se fossero informati, cosa che hanno dimostrato di non essere, eppure dicono di leggere i miei blog, ma non hanno mai scorso questa mia presentazione che spiega chiaramente, al colto e all’inclita, e quindi anche agli ignoranti (nel senso che ignorano) di Stappato, saprebbero che io, anche se mi chiamo Franco Ziliani come lui, non sono quel Franco Ziliani, il genio che si è inventato la Franciacorta nel 1961, quando io avevo 5 anni e giocavo con i soldatini e non con le pupitres, e che è patron, insieme ai figli Cristina, Arturo e Paolo, di un’azienda da oltre quattro milioni di bottiglie nella zona spumantistica bresciana.

Io, simpatici ragazzi e ragazze di Stappato, sono uno che si limita a scrivere di vino e non lo produce. Sono nato il 23 settembre 1956 e non il 21 giugno 1931 e il mio magro conto in banca non è quello del re dei franciacortini…

Mi piace molto che mi definiscano “sulfureo” (mi sarebbe piaciuto anche se mi avessero chiamato velenoso, impudente, Don Chisciotte, bastian contrario, franco tiratore, scassamaroni…), e che non condividano le mie posizioni politiche (che sono talmente di destra che spesso mi ritrovo a sinistra, come sa bene l’amico Oscar Farinetti, e che mi trovo più a mio agio con quelli di sinistra (quella vera, non il mefitico PD) che con i fan di un ignorante Matteo lombardo, della coatta romana Giorgia o, peggio ancora, del puttaniere di Arcore.

Ci mancherebbe altro. Io ci tengo ad essere quello che sono, il giornalista che ha difeso il fraterno amico Fulvio Bressan, che ha plaudito, 17 anni fa, ad un cazzotto tirato sul muso di un arrogante prepotente, un tizio per il quale solo gli ingenui (e sono stati tanti) potevano pensare potessi mai andare a lavorare. Sono quello delle infinite battaglie a difesa del Barolo tradizionale contro l’assalto di farabutti e rinoceronti, lo Ziliani che ha lottato, rischiando grosso, a tutela del Brunello di Montalcino contro infami e potenti taroccatori. Quello che dirà sempre e senza esitazioni viva Franco Ricci e abbasso il Gran Bugiardo spezzino

Sono anche quello, ahimé, del pugnetto sul labbro ad uno dei tre sommelier, ex AIS, testimonial del Tavernello, ma orgogliosamente quello che ha scritto di Le Roi Angelo Gaja le cose che nessuno ha avuto le palle, in Italia e nel mondo, di scrivere e che lui ha accettato perché sapeva essere vere, quello che ieri ha mandato dove meritava di essere mandato un borioso pezzo da novanta franciacortino e che non si è fatto mettere i piedi in testa dal mefitico duo Cruciani – Parenzo della Zanzara di Radio 24, come potete ascoltare qui dal minuto 50.

E allora cari stappatori, vi chiedo troppo se vi propongo di aggiornare il vostro articolo sui migliori siti del vino italiani (ma siete sicuri che tale Intra… meriti di essere inserito? Io ho seri dubbi…) dando al Franco Ziliani, il vero inventore della Franciacorta, quello che è del grande Franco Ziliani e al vostro modesto cronista in servizio polemico effettivo, quello che gli spetta? Grazie ragazzi…

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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