Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Degustazioni

Langhe Riesling Pètracine 2017 Vajra

Pubblicato

il

Posso dirlo? Lo dico: forse il miglior Riesling renano italiano

L’ho detto e lo ripeto, non mi sono fatto mancare nulla (beh, qualcosina è mancata, immaginate cosa, ma non si può avere tutto dalla vita… e sarà magari per la prossima volta..) nei cinque giorni del mio riabbraccio dopo il lungo auto-esilio con la terra del vino del cuore, la Langa.

Ho mangiato alla grande (ho messo su un chilo e mezzo in meno di una settimana), soprattutto bevuto (e benissimo), ho pianto, riso, scherzato, cazzeggiato, mi sono emozionato cento volte, ho respirato l’aria unica di quella zona che amo perdutamente (credo riamato) ho osservato i suoi tramonti e le albe, da questo balcone del raffinato residence Palazzo Boeri di Felicin che mi ospitava, insomma, mi sono sentito, come mi accade dalla prima volta, nell’aprile di 36 anni orsono, chez moi, come a casa mia.

E prima di ritrovare (e ritrovarmi) la Langa, Castiun Falàt, Monforte d’Alba, Verduno, Barolo, Serralunga d’Alba, La Morra… mi sono concesso, tanto per non farmi mancare nulla, un prologo. E a mezza via da Bergamo dove abito e l’albese, ho fatto sosta in quel posto bellissimo che è la Tenuta Le Fracce a Casteggio, nell’amato/odiato Oltrepò Pavese. Perché qui? Semplice, perché è una delle migliori aziende di questa zona stupenda ma sfortunata e bisognosa di un esorcismo, perché vi si producono vini che amo, e perché a dirigerla, guarda te, è da anni un langhetto purosangue, made in Monforte d’Alba, l’amico Roberto Gerbino.

Con Roberto si discute, ci si confronta da anni su vari temi vinicoli e prevedendo questa mia trasferta a Barolo e dintorni abbiamo deciso di costruire insieme un momento di discussione e di analisi su un tema affascinante: il Riesling, ovviamente renano, in Italia.

Gerbino è uno di quelli che in terra oltrepadana il Riesling renano lo produce bene, si chiama Landò il loro vino, e dieci anni fa, qui, raccontai in sintesi una verticale di undici annate a ritroso, dal 2009 al 1995, che descrissi in un articolo pubblicato sul sito Internet di una benemerita Associazione il cui presidente ha pensato bene, nella sua suprema “intelligenza”, di resettare cancellando quattro anni di miei contributi. Per la serie premio Nobel per la grullaggine… Articolo il cui testo sono però riuscito a recuperare e pubblicherò nei prossimi giorni su questo blog e vedremo se il “fenomeno” avrà qualcosa da dire…

Con Gerbino abbiamo dunque pensato di mettere assieme un tasting di Riesling renano italiani che così ampio e comprensivo penso non fosse stato ancora organizzato. Abbiamo scelto sette Riesling dell’Oltrepò Pavese, oltre a due annate del Landò, poi ho selezionato tutto il meglio (ci ho provato) che sul Riesling renano viene prodotto in Italia: un friulano del Collio, uno del Garda bresciano, uno del Trentino, l’ottimo Riesling della meravigliosa tenuta San Leonardo dei marchesi Guerrieri Gonzaga, la créme de la créme dell’Alto Adige più alcuni piemontesi, prodotti in Langa o nel Roero.

Abbiamo shakerato bene, abbiamo invitato ad assaggiare con noi alcuni amici comuni, il fraterno amico Patrizio Chiesa, profeta inascoltato ma indomito della sua terra, alias portale Oltrepò Pavese e mille altre cose tra cui Oltrepò a casa tua, e il gatto e la volpe di Monsupello, ovvero il paron Pierangelo Boatti e quel santo del suo cantiniere, enologo, direttore, chef de cave, Marco Bertelegni.

Dalle 11 circa (il tempo di arrivare da Bergamo dove il buon Gerbino mi era venuto a prendere: da settembre 2018 mi è scaduta, non rinnovata, la patente e da febbraio di quest’anno non sono più automunito ma solo scimunito…) ci siamo messi a degustare e devo dire che si è trattato di una verifica di grande interesse.

La cronaca dettagliata della degustazione, con tutte le note d’assaggio, le riflessioni e le conclusioni la rimando a tra qualche giorno. Per ora mi garba dire che il vincitore, indiscusso, della degustazione, che è nata soprattutto per capire non per proclamare “the winner is…”, è stato, guarda te, un Riesling langhetto.

Di Riesling piemontesi in assaggio ne avevamo quattro, quello che Borgogno – Andrea Farinetti producono, da una vigna che ha sette anni solo, a Madonna di Como sopra Alba, quello, molto interessante, di Giovanni Almondo nel Roero, il classico Herzu, ma era solo il 2018 (provate oggi il 2008…), del mio amico Sergione Germano da vigna a 500 metri in Alta Langa e il Riesling al quale un noto produttore di Barolo, pardon, Vergne frazione alta sopra Barolo, lavora nientemeno che dal 1985.

Ebbene sì, mi costa, per qualche verso (il discorso sarebbe lungo e complesso e doloroso, lassuma pert…) riconoscerlo, ma il Langhe Riesling Pètracine che la famiglia Vaira, alias G.D.Vajra produce da vigne piantate l’anno in cui nacque il primo dei tre figli, Giuseppe (a 35 anni già tre volte padre..), a 420-480 metri di altezza, su suolo calcareo, nella vigna Fossati in Barolo e a Bricco Bertone nel comune di Sinio, esposte a est sud-est, è proprio un gran vino. Il più Riesling, Landò 2015 a parte (eccellente!), di tutti, il più austro-tedesco-alsaziano. Molto di più dei top Riesling altoatesini, di cui purtroppo non disponevo di annate più vecchie, ma solo di 2018 e addirittura 2019.

E’ un Riesling che in enoteca ad Alba e dintorni viene via intorno ai 30 euro e su Drinks & co (dove sabato ho acquistato un’altra bottiglia di 2017 e una di 2019) intorno ai 25 più sette euro di spese di spedizione, un Riesling, se riuscite a mettere le mani su qualche 2017 o annate precedenti, che vi consiglio di acquistare e lasciare in cantina.

Dite quello che volete (io ne avrei da dire parecchie, ma taccio per carità cristiana anche se sono orgogliosamente laico ma non laido…), su questa famiglia che rappresenta un’isola bianca in un paese orgogliosamente rosso come Barolo, ma i Vajra sono una macchina da guerra che da Milena e Aldo si estende ai tre figli Giuseppe, Francesca e Isidoro, e che ormai controlla un numero indefinito di ettari e produce, vendendole a prezzi importanti, un bel numero di bottiglie (quante Aldo?) di vini tutti buoni.

 

Da questo Riesling Pètracine (davvero un bel cine..) ad uno dei migliori Moscato d’Asti in circolazione (bevuta giusto un anno fa una bottiglia di 2014, era da andar via di testa…), dalla Freisa Kyé, venduta a prezzi da Barolo, sino al Dolcetto d’Alba Coste & Fossati (super) al metodo classico Rosé (che non avendo più rapporti con loro non so se producano ancora), alla Barbera d’Alba e, ultimi della serie, i Barolo. Non tanto il Bricco delle Viole da vigne a Vergne, ma quelli che producono in joint venture con Luigi Baudana a Serralunga d’Alba.

Bevetelo questo Langhe Riesling 2017 e condividete con me la meraviglia: colore paglierino traslucido luminoso e un naso che subito dalla Langa ti porta nella Wachau o nella Mosella o da Petaluma in Australia, dove nel 1996 ho bevuto alcuni dei più grandi Riesling della mia vita.

Profumi elegantissimi di fiori bianchi, un filo di agrumi e tanta pietra e sale e accenni di idrocarburi e un gusto grasso il giusto, ma snello e scattante. Freschezza, complessità, nerbo, carattere, la giusta combinazione tra frutto, acidità e sale, insomma tutto quello che ti aspetti e vuoi chiedere ad un Riesling renano.

Non dico, anche se facendolo farei contento la pia famiglia Vaira, che bevendolo vedi gli angeli e la Madonna, ma sicuramente, più terra terra, è un Riesling esemplare, che fa godere.

Un altro dei mille, ma che dico, infiniti miracoli della Langa… Quella terra che mi fa impazzire…

 

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
8 Commenti

8 Commenti

  1. Giacomo

    07/07/2020 at 13:55

    scusi Ziliani, bell’articolo, ma mi sembra di cogliere tra le righe un velenoso sfottò nei sconfronti della famiglia Vajra…
    Sbaglio? E se non sbaglio, se ricordo bene, un tempo lei non era molto amico loro e non perdeva occasione di parlarne bene?
    Se ho ragione, si può sapere cosa sia successo da farle cambiare radicalmente idea su Aldo e Milena e figli?

    • Franco Ziliani

      07/07/2020 at 14:01

      caro Giacomo, lei non sbaglia. Furono amici, li considerai tali, facendo un clamoroso errore di valutazione. Oggi mi limito, quando capita, ad assaggiare i loro vini. Sempre eccellenti e ben fatti. Ma preferisco vini meno impeccabili, ma prodotti da persone impeccabili, che non tradiscono… E qui mi taccio

  2. Richard White

    07/07/2020 at 13:56

    Ziliani chieda ai suoi amici Vajra di raccontarci dei vini a marchio Monterustico che commercializzano a meno di 13 dollari negli States…

    • Franco Ziliani

      07/07/2020 at 14:02

      Thanks Richard, non so nulla, può farci sapere di più su questi Monterustico wines?

  3. langhettosveglio

    07/07/2020 at 13:59

    qui in Langa abbiamo smesso da anni a credere alla favoletta bella dei Vajra tutti casa e chiesa. Sono dei gran furbetti, capaci di chiedere ad un viticoltore che dà in affitto una vigna ad un loro collega di lasciarla a loro, che sono pronti a pagare il doppio.
    Mi scusi l’anonimato, ma i tipi sono pii ma vendicativi.
    Una cosa é certa: se si azzardano a fare con me quello che hanno fatto con altri colleghi si troveranno con qualche loro vigna bruciata o tagliata.
    Vajra avvisati..

  4. Giancarlo

    07/07/2020 at 22:18

    Buonasera Sig. Franco, strano… anche stavolta la penso esattamente come lei. Anni fa comprai direttamente in azienda la Freisa: ottima, come del resto il Moscato. Però quando tornai in macchina dissi a me stesso che non sarei più tornato.

  5. Giancarlo

    07/07/2020 at 22:55

    … lo scrive lei…”preferisco vini meno impeccabili ma prodotti da persone impeccabili “…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy