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Mon coeur mis a nu...

Franco Ricci, core de Roma e re della sommellerie italiana

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Un francobollo celebrativo e un libro per i 20 anni di Bibenda

Lo sanno anche i sassi, anche se è romano (e io milanese vedo i capitolini come un mazzo di ortiche nelle mutande) che voglio veramente bene a Franco M. Ricci, l’uomo che anni fa ha detto addio a quell’AIS che più di qualsiasi altro aveva contribuito a diventare grande, nota, conosciuta, stimata anche a livello politico, fruitrice di spazi televisivi su Rai 1, per creare la Fondazione Italiana Sommelier.

Potremo, l’ho fatto anch’io, criticare alcuni aspetti del suo agire, la singolare amicizia con un losco personaggio prestato al vino come il “signor” Porta a porta, in arte Vespa Bruno, servitore di mille padroni e ora produttore di vino in quel di Manduria. E poi la passione per i vini, francamente imbarazzanti, di Albano Carrisi, un certo modo, tipicamente romano (e io non casualmente non metto piede nella cosiddetta capitale da circa quindici anni, ci tornerei, ma solo con un preciso obiettivo, il 28 ottobre…) di rappresentarsi e di tenere i contatti con il mondo della televisione e di proporre il vino come un grande spettacolo.

Criticatelo pure, ma provate a mettere in dubbio il senso (il culto) dell’amicizia che ha Franco Ricci, la sua umanità, la sua bontà d’animo, e sono pronto a prendervi a calci in culo.

Se io ho collaborato per anni, ai massimi livelli (conducevo serate di degustazione di Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino in tutta Italia e anche a Londra, ho curato per oltre tre anni le news del sito Internet dell’Associazione, prendendolo, dati Google Analytics alla mano, che non se lo filava nessuno e portandolo a numeri di visite incredibili, ho scritto per l’ex rivista De Vinis), con la più importante associazione della sommellerie italiana, è solo merito, oltre che della mia bravura, di Franco (che mi ha fatto scrivere anche diversi articoli per Bibenda) che vinse lo scetticismo dell’ex presidente Medri (pace all’anima sua, era un brav’uomo) e “impose” la mia collaborazione. Che andava benissimo e sarebbe continuata per anni (AIS era la mia principale fonte di reddito) se sul mio cammino non avessi incontrato l’innominabile duo, il Gatto e la Volpe, che ancora oggi sono presidente e vice presidente dell’onorata Associazione.

Voglio bene a Franco Ricci, ho condiviso la sua scelta dolorosa e sofferta (e con strascichi legali) di dare addio ad AIS per tirare fuori dal cappello del mago la FIS, Fondazione Italiana Sommelier, e anche se non ho accolto i suoi inviti a collaborare, perché in cuor mio io sono ancora innamorato dell’A.I.S. e aspetto che arrivi il 2022 per poter riallacciare un dialogo amoroso con il suo mondo, i suoi associati, tanti delegati provinciali e presidenti regionali, che non si è mai interrotto (i presidenti, di basso livello, passano, l’Associazione resta) sono sempre rimasto in contatto con Ricci.

Ci si vuole bene e al cuore, come si sa, non si comanda. So che Franco Ricci è capace di grandi slanci di entusiasmo e generosità, l’ha dimostrato tante volte, ma quando oggi mi sono visto recapitare da un corriere un paccone con il cuore rosso di Bibenda in bella mostra e poi l’ho aperto e ho visto il contenuto e la bellissima dedica vergata a mano nel librone stampato con ogni cura grafica per celebrare i primi vent’anni di Bibenda, rivista e poi guida, ebbene sì, non ho problemi a dire che mi sono commosso. Ancora di più quando ho chiamato Franco al telefono per dirgli grazie e quanto abbia gradito il suo pensiero, la sorpresa che mi ha fatto.

Nei prossimi giorni, tra un impegno e l’altro (martedì e mercoledì tornerò dopo anni nella fatidica Montalcino, quella di cui ho raccontato l’oscena Brunellopoli meglio di qualsiasi altro al mondo: se ne accorse nientemeno che il New York Times intervistandomi e dedicandomi due articoli, fecero finta di nulla i lacché della stampa nazionale, sempre ossequiosi con utenti pubblicitari e potenti come Banfi, Marchesi Antinori e Frescobaldi) vi racconterò in dettaglio di questo librone che documenta come Ricci e l’A.I.S. Roma da lui guidata in maniera unica abbiano “lottato contro l’ignoranza, osteggiato l’incultura e le bugie di Stampa, Televisione, Medicina”, questo “a guardia dell’identità culturale del Pianeta Vino Italiano, delle sue tradizioni, delle sue eccellenze, delle sue diversità”.

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Se il potere politico ha concesso a Franco Ricci il privilegio ed il riconoscimento il francobollo celebrativo dei 20 anni di Bibenda ci sarà pure un perché. Ed è un riconoscimento meritato che premia innanzitutto un Uomo con gli attributi, un grande Uomo, prima che un pirotecnico campione della migliore sommellerie italiana.

Al grande Franco M.Ricci, core de Roma, il mio più sincero e pubblico grazie, dal profondo del mio cuore milanese orobico. Che i potenti Dei ti sorridano caro Franco e ti concedano mille anni di vita ancora.

n.b.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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4 Commenti

4 Commenti

  1. sommelierAIS

    17/07/2020 at 19:44

    vede Ziliani, qui in AIS solo i dementi rimpiangono la sua collaborazione. Ai vertici siamo ben felici di esserci tolti dai coglioni un rompiballe cronico come lei… Scrive bene, degusta bene, ha fatto un eccellente lavoro per noi ma aveva sempre da dire con tutti, anche con il nostro Presidente. Lei conta di tornare a lavorare per noi? Credo che sarà molto ma molto difficile, anche nel 2022

    • Franco Ziliani

      17/07/2020 at 21:54

      Mi immaginavo che qualche scherano del boss spezzino si sarebbe palesato. Complimenti, come servo sciocco è perfetto

  2. Giovanni Manzoni

    17/07/2020 at 19:45

    complimenti per le parole su Franco Ricci. Credo che Franco apprezzerà molto questa sua pubblica dichiarazione di amicizia. E penso che quelli che lei chiama Il Gatto e la Volpe non gradiranno molto le sue parole…

    • Franco Ziliani

      17/07/2020 at 19:48

      Giovanni grazie, di quello che pensa il metifico duo non me ne può fregare di meno. Mi basta cogliere ogni occasione possibile per esprimere il disprezzo totale che provo nei loro confronti, un profondo disprezzo

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