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Mon coeur mis a nu...

Ritorno in Langa seconda giornata

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Memorabile e piena di grandi assaggi, di incontri emozionanti, di abbracci, lacrime, tajarin e carne cruda battuta al coltello, e di tanto Barolo la mia seconda giornata di questo meraviglioso riabbraccio con la sacra terra di Langa.

Ho rivisto Marina e Elio Grasso e il loro figlio Gianluca nello splendore dei Gavarini e ritrovato la classicità dei loro Barolo di Monforte d’Alba, riabbracciato un intellettuale del vino come Maurizio Rosso, figlio del grande Gigi e conosciuto la sua compagna Maria Grazia bevendo il supremo Dolcetto di Diano d’Alba Moncolombetto e il Barolo Arione, e poi sono tornato in quel posto stupendo terra di grandi vini che è Verduno.

Qui ho riabbracciato un altro amico carissimo, Fabio Alessandria alias Comm.G.B.Burlotto, e ho ritrovato più grandi che mai tutti i suoi vini, dal Pelaverga alla adorata Freisa, ma mi sono inchinato di fronte alla grandezza assoluta del suo Barolo top, Re Monvigliero.

Il 2016, 100/100 secondo il mio collega americano Antonio Galloni, è già seta e una solare carezza dagli aromi mediterranei. Del 2004, che abbiamo gustato ieri sera a cena all’Osteria Veglio all’Annunziata di La Morra (ieri sera festosamente pieno, evviva, andateci, sono dei grandi professionisti) ne berrei a secchiate…

E oggi ritorno nel mio villaggio barolesco prediletto, Castiun Falåt, dove ieri a pranzo alle Due Torri ho mangiato bene, insieme a Maurizio e Maria Grazia e al caro amico Giorgio Rinaldi, ma non benissimo… Tajarin da rivedere.

Spero che Alfio Cavallotto, Luca Roagna e il presidente del Consorzio del Barolo Matteo Ascheri, che ho in programma di incontrare, non mi tirino un pacco come ha fatto ieri mattina un produttore di Monforte d’Alba con cui avevo appuntamento alle 10 ma che in cantina non si è fatto trovare…

Forse all’ultimo momento ha pensato che non fossi all’altezza di assaggiare i suoi vini e che dedicarmi un’ora fosse una perdita di tempo… chissà, magari aveva ragione….

P.S. Stasera insieme ad un altro amico, Sergio Germano da Serralunga d’Alba sarò a cena da Silvia e Nino, ovvero Felicin a Monforte d’Alba. Comunque vada sarà un successo. Loro non sbagliano mai un piatto e la loro professionalità e arte dell’accoglienza sono da quattro stelle. Quelle di Ziliani, mica quelle Michelin…

 

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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1 Commento

1 Commento

  1. oreste

    29/06/2020 at 14:36

    Quindi niente Mauro Mascarello?

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