Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Degustazioni

Oltre il confine… Etna, un’isola nell’isola

Pubblicato

il

La finestra sull’Etna di Renato Gangemi

L’amico Renato Gangemi, sommelier AIS e titolare dell’enoteca Vin-canto di Zaffarana Etnea, che raccomando a tutti coloro che amano come me i vini della Muntagna e non hanno la possibilità di procurarseli là dove vivono, mi ha mandato questo articolo su una serie di vini dell’Etna da vigne “Quota mille” e più oltre il confine della Doc.

Continua dunque l’appuntamento mensile dove l’enoteca Vin-canto ci porta alla scoperta dell’Etna del vino, tra aziende note e altre meno conosciute. Grazie a Renato e viva la Muntagna!

Mi  piace raccontare l’Etna ed il suo territorio a 360 gradi: un territorio magico, unico nel suo genere. L’Etna può davvero definirsi un’isola nell’ isola. Parlando di viticoltura sull’Etna, quelli che conosciamo di più come territori vocati sono i tre versanti: sud, est e nord, tutti ricadenti all’ interno del perimetro delineato dalla denominazione consortile e con vigneti situati al di sotto dei 900/1000 m di altitudine. Ma cosa si trova sulla montagna a quote maggiori o dirigendoci verso il versante ovest?  Cosa ci riserva insomma l’Etna oltre il confine della DOC?  Magnifiche sorprese!

Nel versante nord, il limite della DOC segue quasi fedelmente la strada provinciale chiamata “Quota Mille”. Al di sopra di queste altitudini, alcuni produttori hanno trovato piccoli vigneti, in parte ancora coltivati da anziani contadini, altri abbandonati, da riportare in produzione; vigneti spesso prefillosserici o quantomeno a piede franco.

La neve e la permeabilità del suolo vulcanico, caratteristiche tipiche di questi terreni d’ alta quota, hanno costituito un forte deterrente per lo sviluppo della fillossera, che ha dovuto scegliere di stabilirsi altrove. Vediamo adesso di scoprire una piccola selezione di vini prodotti  oltre il confine della doc, tra i più interessanti.

Inizierei dal Contrada R di Franchetti, prodotto da un vigneto ben visibile percorrendo la provinciale “Quota mille”, in contrada Rampante, oltre i mille metri di altitudine, da Nerello Mascalese e Cappuccio, all’interno di un piccolo anfiteatro naturale. Le particolari condizioni climatiche della zona portano a vendemmiare tra fine ottobre e i primi di novembre. Eccellenti i sentori di frutta rossa matura, melograno e arancia rossa. La struttura  è potente, nonostante il moderato contenuto alcolico.

Proseguendo la rassegna dei vini oltre il confine non si può non citare il Magma di Frank Cornelissen, celebrato vino della contrada Barbabecchi, situata sempre sulla quota mille, prodotto da uve di una vecchia vigna a piede franco piantata nel 1910. E’ il Gran Vin di Frank Cornelissen, profondo, ricco ed elegante, con sentori di liquirizia e spezie orientali. Viene prodotto solo nelle annate riconosciute eccellenti e la produzione non supera le 1500 bottiglie.

Sempre in contrada Barbebecchi, ma leggermente più in alto, la cantina Graci produce il suo Contrada Barbabecchi, da Nerello Mascalese a piede franco: è il Cru della Cantina. Al naso è elegante con piacevoli sentori di frutti di bosco, note balsamiche e macchia mediterranea, per finire con spezie e liquirizia. In bocca morbido e fresco con un tannino vellutato. Lunghissima la persistenza.  

Passando al  versante ovest dell’ Etna, reso famoso soprattutto dal pistacchio di Bronte, in alta quota tra boschi di lecci e querce, sono collocati alcuni vigneti considerati tra i più alti d’Europa. I vini qui prodotti sono chiaramente al di fuori della Doc Etna, non solo per una questione di perimetrazione ed altitudine ma anche per la varietà dei vitigni coltivati, spesso internazionali o non autoctoni. Cionondimeno sono nate delle vere eccellenze.

E’ il caso di uno dei miei vini bianchi preferiti, il Mareneve di Federico Graziani: un blend di Riesling, Gewurztraminer, Grecanico, Chenin Blanc e Carricante. Il vigneto si trova in Contrada Nave di Bronte ad una altitudine di 1200 metri. Un bianco brillante, dalle sfumature verdoline, profumi intensi e lievemente aromatici di frutta tropicale, muschio bianco, granita al limone, pietra lavica e sale. In bocca è aromatico, estremamente fresco, salino e molto persistente. Ricorda la freschezza della neve e la salinità del Mediterraneo. Grande Vino.

bty

Nel medesimo versante ovest,  il maestro Salvo Foti de I Vigneri produce il suo Vinudilice: un rosato prodotto in Vigna Bosco, all’interno di un ampio bosco di Lecci, sempre nel territorio di Bronte, ad una altitudine di 1300 metri. I vitigni sono l’Alicante, il Grecanico, la Minnella ed altri minori. La vigna è ultracentenaria ad alberello e la lavorazione è fatta a mano e con l’aiuto di muli. Rosa brillante intenso, al naso sentori di fragola, lamponi, melograno e petali di rosa, in bocca frutta a bacca rossa, leggerissimo  tannino e un’ottima persistenza.

Chiudiamo con il Vino di Anna ed il suo Q1000 Tartaraci, contrada tra la “Quota mille” e il comune di Maletto. Viti ad alberello, di almeno 70 anni, di Nerello Mascalese e Alicante. Rosso vivace con riflessi violacei, al naso presenta netti sentori di mirtilli rossi mentre al gusto è dotato di una buona freschezza, bilanciata dal sapore pieno di frutta succosa e da tannini fini ed austeri.

Oltre il confine della doc Etna, quindi, spiccano vini di alta quota o prodotti da vigneti quasi celati alla vista, immersi nella vegetazione selvaggia del versante più misterioso del vulcano. Tutti assolutamente da non perdere.

Renato Gangemi

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
1 Commento

1 Commento

  1. Enrico

    12/06/2020 at 13:52

    Complimenti dott. Ziliani per i suoi blog e un applauso al sig. Gangemi per questa splendida panoramica dei vini dell’Etna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy