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Interrogativi

Luca Gardini: ma Corriere della sera e Gazzetta dello Sport sanno chi é?

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Incidenti di percorso a ripetizione per il sommelier pop

Ricordate Luca Gardini (junior, è bene precisarlo, il padre, Roberto è personaggio di altro stampo, professionalità e serietà) il sommelier già campione italiano AIS nel 2004, che nel 2010, dieci anni fa, quando aveva solo 29 anni, fu proclamato miglior sommelier del mondo secondo la Wsa? Tutti i giornali ne parlarono, anche il Curierun, e il giovane fenomeno, all’epoca lo era veramente, un incredibile talento naturale, divenne una eno-star. Ospite di diversi programmi televisivi, Gardini jr. (oggi 39enne) si vide spalancare una carriera incredibile. Collaborazioni, consulenze, articoli, libri, show.

Una cosa pazzesca, per reggere la quale (oltre che un bravo commercialista e consulente fiscale dati i fatturati a molti zeri su cui si spera abbia pagato le tasse sino all’ultimo centesimo) ci voleva le physique du rôle. La storia insegna che non tutti l’hanno e che non tutti sanno gestirsi, gestire il talento avuto in dono dagli Dei, in questo caso da Bacco.

Più passano gli anni e più Luca Gardini mi ricorda un altro talento incapace di gestirsi e finito sempre più male, l’ex enfant prodige nella mitica Inter del triplete di Mourinho, Mario Balotelli…

Entrambi, Gardini e Super Mario, hanno fatto i dané, ma guardate un po’ che fine hanno fatto. Il calciatore ha sprecato l’ennesima occasione offertagli, dal Brescia del presidente Cellino, ed è avviato sempre più verso un malinconico declino. Il sommelier fenomeno, sempre più fenomeno da circo, sembra essere entrato in una spirale di sfiga senza fine.

Dapprima, a parte alcuni problemi personali sui quali per umana pietas sorvolerò, l’ex campione del mondo, espressione di una sommellerie italica che pure ha espresso ed esprime veri professionisti (ne cito solo tre: Nicola Bonera, grande sommelier bresciano ex campione italiano, Giovanni Ferlito, chef sommelier del Ritz di Londra e mio amico, nonché l’ottimo trentino Roberto Anesi) ha fatto la scelta ridicola, sicuramente ben remunerata, di fare, insieme ad altri due compari, il testimonial del Tavernello (mentre aziende serie continuavano imperterrite ad affidargli degustazioni e presentazioni lautamente pagate…). Questo dopo essere stato precedentemente testimonial del discount Eurospin.

Infine la disavventura, ridicola e squallida, con alcuni wine tasters internazionali da lui invitati a far parte del panel tasting di uno dei premi più inutili della storia del vino, i Biwa awards, e non pagati, a mesi e mesi di distanza dalla prestazione fornita, come convenuto.

Ora il Gardini junior, cui farebbe bene andare a farsi benedire, andare in pellegrinaggio a piedi a Santiago de Compostela o dove preferisce, come leggiamo qui e qui, si è trovato coinvolto in un’inchiesta a carico di un personaggio, tale Antonio Moretti, imprenditore della moda, nonché produttore di vino (finito ai domiciliari nell’aprile 2019) che come si legge è stato inquisito dalla Magistratura per reati “che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta e all’appropriazione indebita, a una lunga serie di reati fiscali e alla contestazione originaria, quella dell’autoriciclaggio, ovvero il riutilizzo di risorse economiche provenienti da precedenti illeciti penali commessi dagli stessi protagonisti. I Moretti avrebbero distratto circa 12 milioni di euro dalle società poi finite in fallimento, mentre per il reato di autoriciclaggio la somma si aggirerebbe intorno ai 22 milioni”.

Sempre nello stesso articolo si legge che nelle “maglie dell’inchiesta è finito anche Luca Gardini, accusato di aver emesso fatture false per 20.000 euro nei confronti di una delle società di Moretti, la “Orma”. Uno dei vini di punta della sua Tenuta Sette Ponti, l’Oreno 2015 (blend di merlot, cabernet sauvignon e petit verdot prodotto nell’aretino), fu nominato miglior vino italiano proprio da Luca Gardini nel suo concorso Best Italian Wine Awards 2017.

Ohibò, il Gardini ed il suo amico Moretti (un cognome diffuso nel mondo del vino e che in ogni caso è sinonimo di aziende e vini che non mi piacciono affatto..), saranno sicuramente innocenti e vittime di un destino cinico e baro, ma devo citare Andreotti, quando affermava che “a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina”, per cogliere la coincidenza clamorosa, ovvero la vittoria di un vino della Tenuta Sette Ponti di Moretti, (uno che era nella manica di James Suckling quando “Giacomino” era il responsabile italiano di Wine Spectator, nonché di Luca Maroni, hai detto mai…) nel Best Italian Wine Awards 2017?  Cosa dicono gli altri membri della giuria del Biwa nel 2017, Andrea Grignaffini, Tim Atkin, Luciano Ferraro, Antonio Paolini, di fronte al solare “conflitto di interessi” del sommelier romagnolo?

Con questa serie di clamorosi incidenti di percorso verrebbe da pensare che le porte per Gardini finissero inevitabilmente per chiudersi, invece, inopinatamente, nel gruppo editoriale Corriere della sera – Gazzetta dello Sport, continuano a considerarlo partner serio e affidabile.

Leggo qui difatti, che “Codice Gardini passa così dalla forma cartacea a quella digitale. All’inizio era una guida di degustazione pop, scritta da Luca Gardini e Pier Bergonzi, vice direttore della Gazzetta dello Sport e curatore di Gazza Golosa. E’ stata pubblicata a dicembre 2015 dalla Gazzetta.

L’idea era di puntare alle emozioni, lasciando perdere il linguaggio tecnico del mondo del vino, che allontana molti appassionati. La guida è ancora oggi disponibile in pdf dal sito della Gazzetta. La decisione di Luca Gardini di fare un salto digitale e di portare le storie del settore in una wine series arriva anche dopo l’esperienza di questi mesi, in cui sono stati presentati con dirette Facebook i personaggi della prossima guida ai “Migliori 100 vini e Vignaioli d’Italia” del Corriere della Sera, la cui pubblicazione, prevista ad aprile, è stata rinviata da settembre a causa dell’emergenza Covid-19”.

Domanda secca: ma al gruppo Corriere della Sera e il sor Bergonzi sono a conoscenza degli incidenti di percorso (eufemismo) del Balotelli della sommellerie italica, del sommelier pop? O sono compagni di merende dell’ex talento e fanno finta di nulla? Si può prendere sul serio uno che fa il testimonial di Eurospin e Tavernello, che non paga i collaboratori e che è finito in una torbida inchiesta della Magistratura?

Come dicebbe Giampiero Mughini, ma dai!

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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