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Mon coeur mis a nu...

Langhe mie arrivo! Cinque giorni nel paradiso di Bacco

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Dopo tre anni di doloroso esilio riabbraccio le terre da vino del mio cuore

Mi conosco bene, lo so già che questo pomeriggio, quando dopo tre anni di assenza, di un esilio che è stato lungo e doloroso per mille ragioni private e pubbliche, farò ritorno nella landa del vino dei miei sogni, nella terra dove più che in qualsiasi altro posto al mondo ho percepito la sensazione che la mia lunga esperienza di eno-cronista avesse un senso, mi prenderà un groppo alla gola. E che farò fatica, anzi non frenerò affatto le lacrime, a non piangere.

In fondo, anche se sono franco tiratore e bastian contrario, sono un tenerone e riabbracciare le “mie” Langhe del Barolo, dove misi piedi per la prima volta nel marzo di 36 anni orsono, per andare ad intervistare su al Monfalletto, all’ombra del celebre cedro del Libano, l’indimenticabile “cunt” Paolo Cordero di Montezemolo, padre dell’amico Gianni e nonno di Alberto, sarà un’emozione fortissima. Un sogno che si realizza dopo giorni e settimane tristi e nude nelle quali non pensavo ad altro che a prendere congedo da questo mondo e quando escludevo, mi sembrava impossibile, che sarei potuto tornare a Castiglione Falletto, Barolo, Verduno, Monforte d’Alba, La Morra, Novello, Serralunga d’Alba e dintorni.

Invece, la vita è imprevedibile e ha una forza, la forza della vita, incredibile e impensabile, eccomi qui di nuovo, come ho fatto decine e decine di volte, su per bricchi e surì, cercando di capire, di cogliere la voce di queste terre uniche e magiche, le mille sfumature aromatiche e gustative dei Barolo, la differenza che passa da un fazzoletto di terra ad un altro, e di raccontarlo, a cuore aperto, con onestà, senza nascondere mai le mie idee, le mie predilezioni e i miei disgusti (il mio disprezzo assoluto ed eterno per i farabutti che hanno cercato di “uccidere” Re Barolo, uscendone però con le ossa rotte, sconfitti dal buon senso e dal gusto, che non puoi prendere in giro, dei consumatori).

Saranno giorni intensi e bellissimi, emozionanti, palpitanti, gioiosi, pieni di ricordi, (il ricordo grato di persone splendide come Bartolo, Baldo, Beppe, Giovanni, Aldo, Bruno, Quinto, Gigi, e altri ancora che ho avuto il privilegio di conoscere, ascoltandone le parole frutto di lunga esperienza e saggezza), quelli che andranno dal pomeriggio di mercoledì 24, quando reduce da una degustazione di 25 Riesling renano di tutta Italia fatta in terre d’Oltrepò (ve la racconterò, promesso, vero Roberto?), sbarcherò a Monforte d’Alba. Per riabbracciare due amici sinceri, due persone meravigliose, Silvia & Nino, anima del mio ristorante di Langa prediletto, Felicin.

Non potrò rivedere tutti gli amici che ho conosciuto in questi lunghi anni di esperienze langhette (e non potrò spostarmi, lo farò più oltre, nelle terre del Barbaresco e nel Roero) ma non mi farò mancare nulla, incontrando via via Oscar, Ferdinando, Maurizio, Marina & Elio, Fabio, Alfio, Luca, Matteo, Sergio, Enzo, Maria Teresa, Marta & Carlotta, Federico, Piero, Roberto, Mauro, Edoardo, in giornate che resteranno scolpite per sempre nella mia memoria.

E che festa sia dunque, hallelujah amici miei e che Barolo sia, ora e sempre!

n.b.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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