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Enoriflessioni

Il Derthona Timorasso Montecitorio 2016 Vigneti Massa conquista The World of Fine Wine

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Il bianco simbolo dei Colli Tortonesi alla consacrazione internazionale

Gran colpo del più affascinante e birichino (lo dicono le donne, che stravedono per questo enfant terrible dal volto da ragazzino nonostante l’anagrafe dica che ha superato la barra delle sessanta primavere….) tra i vignaioli piemontesi, Walter Massa.

Non contento di aver portato il Timorasso, l’uva principe dei Colli Tortonesi, da lui strappato al rischio di scomparsa, nell’olimpo delle uve da vini di alta qualità non solo piemontesi ma italiani, non soddisfatto di aver sedotto (intellettualmente) il baffo Farinetti e di averlo indotto a credere nella vocazione strepitosa della zona che ha dato i natali al grande pittore cantore del Quarto Stato, Pellizza da Volpedo, e ad acquistarvi terreni, non pago di aver indotto, dopo Oscar e suo figlio Andrea, altri prestigiosi produttori di Langa, barolisti di vaglia come Oddero, Pio Cesare, Vietti, Roagna, a diventare produttori di Timorasso, il Walter nazionale, tra gli artefici massimi di quella bella cosa che è la Fivi (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) cosa ci combina?

Tranquilli, ha rinunciato alla tentazione insana di candidarsi in Parlamento (e con chi ? Con quegli storditi e furbetti del PD? Con i pazzi cialtroni Cinque Stelle? Con quella specie di opposizione che abbiamo?), non ha deciso, per la legge del contrappasso, di mettersi a produrre Barolo (che farebbe sicuramente buonissimo), e continua a inanellare, annata dopo annata, vini da urlo. Che hanno un solo grande difetto: costano un sacco…

La conferma di questa consolidata, affermatissima, e sudata, vocazione all’altissima qualità, arriva non certo da riconoscimenti delle varie guide italiche (del cui giudizio Walter, come tanti produttori dotati di cervello diffida e se ne strafrega) ma da valutazioni di una stampa internazionale che sa il fatto suo e quando assaggia è open mind, valuta a 360 gradi, sa quello che dice, sa distinguere il grano dal loglio, la fuffa dal veramente buono.

Succede così che nella prima parte, dedicata ai Northern Italian whites, ai vini italiani del Nord, di un triplice maxi tasting (il più ampio mai organizzato) dedicato ai bianchi made in Italy organizzato dalla più bella e autorevole rivista di vino del mondo, la britannica The World of Fine Wine, curata sin dalla fondazione dall’editor scozzese Neil Beckett, e dotata di un comitato editoriale, un editorial board, zeppo di nomi altisonanti (ne cito alcuni: Hugh Johnson, Michel Bettane, James Halliday, Paul Symington, Alain Carbonneau e per l’Italia il marchese Piero Antinori e il vostro modesto cronista…), Walter Massa e il Timorasso e Derthona salgano sul gradino più alto del podio.

Nel wine tasting, ovviamente blind tasting, cui hanno partecipato due Master of wine, il mio maestro e amico Nicolas Belfrage, Michael Palij (importatore in UK di Giuseppe Mascarello) e il celebre sommelier Bruno Besa, come possiamo leggere nel numero 67, appena pubblicato, della rivista, che reca in copertina il volto leggendario di Lalou Bize-Leroy, due Derthona di Vigneti Massa salgono sul primo e secondo gradino del podio. 94/100 la valutazione per il Derthona Timorasso Montecitorio 2016 (primo ex aequo con il mitico Weissburgunder Rarità 2005 della Cantina di Terlano) 93/100 per il Derthona Timorasso Colli Tortonesi 2016. “Solo” 90/100 per il Derthona Timorasso Colli Tortonesi Sterpi 2017.

La consacrazione a livello internazionale del Timorasso è confermata poi dai 92/100 del Vigna Marina Coppi Fausto Colli Tortonesi 2016, dai 90/100 del Derthona Timorasso Colli Tortonesi 2017 di Claudio Mariotto, dai 90/100 del Derthona Timorasso Colli Tortonesi La Vecchia Posta Il Selvaggio 2018, dagli 89/100 del Derthona Timorasso Colli Tortonesi Pitasso 2017 ancora di Mariotto, dagli 88/100 del Derthona Timorasso Colli Tortonesi 2018 de La Colombera di Elisa Semino, dagli 88/100 del Derthona Timorasso Colli Tortonesi 2018 Diletto di Pomodolce.

E poi dagli 87/100 del Derthona Timorasso Colli Tortonesi 2018 di Borgogno, dagli 87/100 del Timorasso Colli Tortonesi 2017 Oltretorrente, dagli 86/100 del Derthona Timorasso Colli Tortonesi Cavallina 2017 di Claudio Mariotto, dagli 86/100 del Derthona Timorasso Colli Tortonesi 2017 Pomodolce Grué e infine dagli 80/100 del Derthona Timorasso Colli Tortonesi Bricco San Michele 2017 ancora di Claudio Mariotto.

Cosa aggiungere se non dire al Fausto Coppi dei bianchisti italiani, all’uomo solo in fuga al comando, bravo, bravissimo?

https://youtu.be/peVrlajvQ_M

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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