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Mon coeur mis a nu...

Caro Gianni, sempre nel mio cuore ieri come dieci, vent’anni fa…

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Ricordando un amico indimenticabile, Gianni Bortolotti da Aosta…

Come vola il tempo… Sembra ieri, invece sono passati già dieci anni, due lustri nei quali è successo di tutto nella mia così pure come nelle vite di tutti noi, ultimo episodio la temperie del coronavirus, da quando uno degli amici più preziosi e insostituibili mi ha lasciato.

Dieci anni fa oggi, ricordo il caldo feroce, la folla commossa, le lacrime che scendevano a fiotti dai miei occhi e che non riuscivo, non volevo fermare, eravamo ad Aosta ad abbracciare Ines, la sua compagna, a dire a Gianni quanto gli abbiamo voluto bene, quanto sia stato prezioso per tutti noi che l’abbiamo incontrato averlo incrociato sul nostro cammino, quanto siano stato balsamo e sprone i suoi consigli, i suoi rimbrotti, le sue incazzature, il suo modo formidabile di esprimere consenso o disgusto per un vino assaggiato insieme, per un piatto gustato in ristoranti stellati o piole…

Chi sia stato Gianni Bortolotti, aostano di genio e gusto sopraffino, polemista inarrivabile, conoscitore impareggiabile di fontine e di uomini, attivo in Onav e persona alla quale tutti i produttori di vino valdostani dovrebbero elevare un monumento per aver fatto conoscere le loro creazioni al colto e all’inclita, è difficile da dire. Consultando gli archivi di questo blog utilizzando nel motore di ricerca il suo nome potrete leggere una serie di miei articoli e ricordi che gli ho dedicato, ma se non lo si è conosciuto, se non si è finiti almeno una volta sotto il suo sguardo implacabile e indagatore, se non si è sentita la sua voce profonda, cavernosa (anche per colpa delle sigarettacce puzzolenti che fumava, nazionali senza filtro, MS e Gitanes) non si può avere l’idea di chi sia stato il Bortolo.

Questo breve video pubblicato sul sito dell’Associazione degli Enotecari professionisti creata dal comune fraterno amico Francesco Bonfio, che gli fu vicino e complice, può dare solo una pallida idea, con la definizione della differenza tra seta e velluto nella percezione di un vino, di quali capacità di analisi Gianni fosse dotato.

Già dieci anni, e tra i mille amici giunti da ogni dove per salutare Gianni c’era (eternamente al telefono) un altro amico incommensurabile, un altro Maestro, Giorgio Grai da Bolzano, che a fine ottobre dello scorso anno ha avuto la cattiva idea di volare nel cielo dei giusti, lasciando tutti noi ancora più soli…

Non riesco ad aggiungere altro Gianni, se non dirti, ovunque tu sia, con Giorgio, Rinaldo, Giacomo, Gino, Francesco, a stappare bute e a discutere quale fosse la più buona, quale la fontina da lasciare stagionare ancora e quale quella da lasciare ancora qualche tempo in cantina, quale la sfumatura di gusto trovata in quella Petite Arvine, un Fumin o un Petit rouge, quanto mi manchi, quanto ti abbia voluto bene, quale vuoto immenso tu abbia lasciato.

Avrei voluto vederti, sacramento di un Uomo, alle prese con la mascherina da portare, con il divieto di uscire di casa e andare per vigne e valli alla scoperta dell’ultima bontà da gustare…

Oggi, come dieci anni fa ad Aosta, fa un caldo bestiale e soffocante, ma come dice meravigliosamente Paolo Conte è estate ma “ho sentito l’inverno arrivare dagli angoli, da tutti i mille spifferi del nord”…

Grazie amico mio, sarà ora che torni nella Vallée per riabbracciare Ines, Moreno Costantino, Vincent e tutti gli amici che ti hanno amato come un fratello, un padre, un Maestro, una persona speciale, di quelle che, boia fauss, non nascono più… Alzeremo il calice avendoti vicino nei nostri cuori…

n.b.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. Moreno

    30/06/2020 at 14:51

    Franco hai detto bene, solo conoscendolo si può sapere chi era Gianni, potrei scrivere un libro sulle nostre avventure, ma le parole non basterebbero allora preferisco ricordarlo, ricordare l’uomo che era, il legame che ci univa, il posticino che ha sempre saputo occupare nel mio cuore. Ciao

  2. Gualtiero

    02/07/2020 at 14:24

    Grazie per questo bel ricordo, e grazie a entrambi per la passione condivisa per i vini valdostani

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