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Enovarie

Puglia Igt Susumaniello Somarello 2018 Masseria Croce Piccola

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Un sorprendente rosato dai Beni Povia Vineyard

Devo fare un doveroso errata corrige a questo mio recente articolo dedicato al Puglia Nero di Troia Puragioia 2018 di Antica Enotria.
All’elenco delle numerose varietà autoctone della meravigliosa terra (anche da vino) di Puglia, ho dimenticato di aggiungere l’Ottavianello di Ostuni (leggete qui) che è imparentato con il francese Cinsault, e il Susumaniello, un vitigno che esprime vini rossi estremamente interessanti e personali che ho avuto modo di conoscere per la prima volta ormai più di una dozzina di anni orsono grazie a Gregory Perrucci che il suo Sum del progetto Accademia dei Racemi Torre Guaceto oggi confluito nell’agricola Le Felline mi aveva fatto provare, in magnum, a pranzo a casa sua in quel di Manduria.
All’epoca il Susumaniello era una rarità, oggi sono una quindicina almeno le aziende che lo producono. Non solo ottenendo rossi strutturati, ma da qualche tempo anche rosati.

In attesa di parlarvi, spero, di quelli che producono Apollonio e Agricole Vallone, sono felice di parlarvi, con entusiasmo, di un rosato di Susumaniello di un’azienda di cui si è scritto e si parla poco, anche se nel 2016 il Corriere della Sera, in questo articolo, lo aveva giudicato uno dei migliori rosati dell’estate.

L’azienda, che ho scoperto casualmente (ho verificato e diversi conoscitori di vini pugliesi non la conoscono, nemmeno l’ambasciatore di vini pugliesi Davide Gangi) ha sede nella bellissima Valle d’Itria, a Martina Franca, su un promontorio panoramico a 503 metri sul livello del mare e si chiama Masseria Croce Piccola.

Suo animatore Bepi Povia, designer, paesaggista e viticultore, che “ha fondato un nuovo modo di ‘fare agricoltura’, recuperando questa masseria e reintroducendo la coltivazione di antiche cultivar in via di estinzione, antiche varietà di grano tenero e grano duro, legumi, ortaggi e vitigni autoctoni che, per via di una scarsa resa per ettaro, sono state per molto tempo “dimenticate”. 17 ettari di natura rigogliosa, tra querceti, uliveti e vigneti autoctoni rigorosamente biologici e campi destinati ad un’agricoltura organica scelta in maniera consapevole. Masseria Croce Piccola possiede inoltre un piccola cucina e due trulli storici, finemente ristrutturati, con 11 posti letto. Povia, pugliese di origine veneta, ama dire: “coltiviamo la terra rispettando il paesaggio, la biodiversità e l’uomo: da questo connubio deriva un vino indigeno, sano ed organico”.

Due i vini prodotti nei Beni Povia Vineyard: un bianco e un rosato. Il bianco si chiama Mareminu ed è una cuvée tra uve Minutolo (Povia è stato allievo del grande enologo che ha recuperato questa varietà, Lino Carparelli) e la sconosciuta Maresco. Entrambi i vini nascono da vigne piuttosto giovani (meno di dieci anni) posti su suoli calcarei e sono lavorati in biologico, con rese per ettaro dichiarate bassissime, 25 quintali. Entrambi nascono con fermentazioni lente con lieviti naturali in botti di acciaio.

In attesa di assaggiare il Mareminu sono rimasto folgorato (anche dal prezzo di vendita in cantina: 14 euro… prezzo decisamente elevato) dal rosato di Susumaniello, annata 2018, che si chiama Somarello, un nome che richiama la generosa dell’uva, un vitigno “molto produttivo, tanto da caricarsi in modo quasi spropositato di grappoli di uva, proprio come un “somarello”, instancabile lavoratore delle campagne”.

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E’ già uno spettacolo, come potete vedere nel bicchiere, ovviamente quello di Luca Bini, il colore, un rosa pallido – corallo, ma poi che sorpresa il naso, finissimo, salato, ben teso, con note di rosa e agrumi in evidenza, piccoli frutti rossi, profumi che fanno pensare di trovarsi di fronte ad un vino secco, che non cede, come fanno troppi produttori di rosati in terra di Puglia, all’insana tentazione di ricavare rosati dolcioni e noiosi, con stupidi residui zuccherini.

La bocca parte fresca, simpatica, ma una volta che il vino si apre (non servitelo troppo freddo, mi raccomando) dalla sapidità si passa alla succosità da ribes e lampone, una bella “fruttuosità” cremosa, con una bella persistenza e una coda lunga. E una capacità di questo Somarello di farsi bere copiosamente e gioiosamente.

Non è questo, forse, il destino di ogni rosato degno di questo nome?

Masseria Croce Piccola Beni Povia Vineyard

e-mail info@masseriacrocepiccola.it

tel. 39 333 703 4067

sito Internet www.masseriacrocepiccola.it

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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