Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Enovarie

Il regime punisce i ristoratori in protesta per il reato di “assembramento”

Pubblicato

il

Ma ai nostalgici del 25 aprile e di Bella ciao nessuna multa…

Squallide notizie in arrivo dall’Italietta triste dell’era del coronavirus. Mentre in Germania, come leggo su un giornale spagnolo, nonché sul sito dell’Ansa, un governo responsabile e capace decide di ridurre per un anno l’Iva a ristoratori e bar (dal 19 al 7%), mentre in Svizzera, senza troppe formalità e semplicemente rispettando regole di buon senso e prescrizioni sanitarie, viene autorizzata la riapertura dei ristoranti da lunedì 11 maggio, cosa succede nella mia civilissima Milano?

E’ successo che ieri mattina un gruppo di ristoratori e baristi che protestavano pacificamente all’Arco della Pace chiedendo che venga loro concesso non di evadere le tasse, ma di tornare a lavorare per tentare di salvare aziende familiari a forte rischio di chiusura definitiva, vengano multati per il reato di “assembramento” non autorizzato e contrario a regolamenti emergenziali oggi vigenti, come mostra questo video del Corriere della Sera.

A parte l’assoluta idiozia di questo provvedimento, che limita il sacrosanto diritto di manifestare pacificamente il proprio pensiero, come previsto dalla Costituzione e di esprimere una protesta più che giustificata, viene da chiedersi come mai questo regime iperciliuto e rigoroso non si sia dimostrato altrettanto severo con altri. Ad esempio nei confronti di quei nostalgici della Resistenza (a 75 anni dalla fine della seconda guerra mondiale e dalle tante pagine oscure e tragiche che hanno fatto seguito – vedi “triangolo della morte” e mille episodi raccontati nei libri dal giornalista di sinistra Giampaolo Pansa e da Gianfranco Stella…), che lo scorso 25 aprile, come ampiamente documentato (leggi qui e qui) hanno formato “assembramenti” (però democratici e antifascisti, ça va sans dire..) in varie città italiane, senza essere multati di 400 euro, com’è accaduto ai ristoratori milanesi il 6 maggio.

Cosa dovevano fare quegli operatori della ristorazione per essere graditi alla Polizia, all’ex prefetto e ora ministro Lamorgese e vedere autorizzata la loro protesta senza essere sanciti? Dovevano agitare bandiere rosse? Devono intonare anche loro Bella Ciao, come aveva invitato a fare il santone della sinistra buonista, buona pulita e giusta, il capataz di Slow Food Carlin Petrini da Bra?

Devono rassegnarsi in silenzio e a capo chino, e magari piegati a 90 gradi, a vedere andare a remengo le loro attività, a fallire con il beneplacito e la benedizione di questo scalcinato governo Conte, a fare domanda di quel reddito di cittadinanza che questo ed il precedente governo giallo verde (la misma mierda come direbbero in Spagna) hanno concesso anche a spacciatori e trafficanti di droga?

Cosa aspettiamo noi italiani per andare (non uso altro verbo più giusto per non essere tacciato di apologia di fascismo…) tutti uniti a Roma, di qualsiasi idea politica, uniti dall’essere concittadini vessati e nauseati con le palle piene, per abbattere questo governo di incapaci, cialtroni e nemici del popolo italiano? Quanti altri rospi, ingiustizie, assurdità, dovremmo sopportare per deciderci finalmente di prendere in mano il nostro destino?

p.s. la mia è l’incazzatura di uno che, lo racconterò più dettagliatamente nei prossimi giorni, ha da pochi giorni ricevuto dal comando dei vigili urbani del paese alla periferia di Bergamo dove risiedo un verbale dove mi viene intimato di pagare entro 30 giorni 281 euro per il gravissimo reato di essere stato avvistato da una pattuglia senza mascherina.

A proposito: come diceva quella canzone di Marco Masini?

n.b. non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
3 Commenti

3 Commenti

  1. Giancarlo

    07/05/2020 at 14:56

    Totalmente d’accordo Sig. Franco. È sempre un piacere leggerla!
    Giancarlo

  2. Oltrepo mai piu

    07/05/2020 at 21:36

    Vivo da non molto in Germania. E noto con dispiacere che più uno stato è corrotto.(es Italia /Spagna). Più sfrutta questa banale influenza per distruggere l economia e soggiogare le menti deboli con notizie false e multe.
    Da quanto ho visto in Germania o Svizzera o Olanda . La gente va avanti la propria vita senza allarmismo e con semplici cautele .

    Ps aspetto di leggere novità sulla telenovela della Cantina di Canneto)))

  3. Giancarlob

    09/05/2020 at 15:58

    Stiamo veramente perdendo il controllo del ben dell’ intelletto, stiamo sfiorando il regime.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy