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Editoriali

Guide dei vini con la faccia come il culo: non chiedono solo campioni ma soldi

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Furbetti della degustazione con l’animus del ragiunatt alla ribalta

Vi chiedevate forse se vista la temperie del coronavirus che ha impedito gli spostamenti da regione a regione le varie guide dei vini (lo so che sono inutili e mal fatte e poco attendibili ma esistono finché ci saranno “fenomeni” che le acquistano) sarebbero ancora state pubblicate visto che i vari esperti degustatori non hanno potuto, come dicono di fare, effettuare le loro visite in cantina.

Niente paura, se avevate il timore di rimanere senza l’edizione 2021 dei vostri adorati baedeker enologici, delle guide che non guidano (non dimenticate che il compianto Gianni Mura amava ricordare che l’anagramma di guida è giuda…), sappiate che seppure rabberciate e messe in piedi in qualche modo le vostre amatissime guide, quelle senza le quali non sapreste mai quali vini scegliere e quali pesci pigliare, torneranno, puntuali come le tasse e come le scemate di uno dei ministri dell’attuale governo a vostra scelta, tra fine ottobre e novembre.

Come faranno a fare i loro assaggi le italiche guide non lo so e non me ne può fregare di meno, posso però prendere nota, grazie a qualche amico che mi ha informato della cosa, che in questa temperie nel mondo guide e dintorni c’è qualcuno che ha pensato “bene” di dar prova di suprema furbaggine. Ovviamente trattasi di eufemismo…

Un tizio, che non nomino perché non voglio fargli pubblicità, ha pensato bene di proporre la sua guidarella, non so se cartacea o solo online, provando a cogliere l’occasione di farci sopra dei dané.

Non si è limitato, come fanno tutte le varie guide, (come faccio tranquillamente anch’io che guidaiolo non sono), a chiedere campioni alle aziende per i suoi assaggi ma, (avvalendosi anche della collaborazione / complicità di qualche Consorzio che invece di mandarlo aff.. gli sta dando una mano), ma scritto loro una mail informandole che è avviata la ricezione dei campioni per la guida Top of the pops (ovviamente questa e la seguente sono nomi di fantasia) e le selezioni best wine and best cellar invitando le azienda ad “Effettuare contestualmente il bonifico all’IBAN xxxxxx in base a questi criteri:

Fino a due campioni: 50 euro

Tre campioni: 70 euro

Cinque campioni: 100 euro

Fino a 8 campioni: 120 euro

Oltre 8 campioni: 150 euro”

Si informa inoltre che “le etichette ricevute, a discrezione della redazione, potranno essere recensite prima della pubblicazione delle guide (prevista per gennaio) sulle testate di riferimento online con relativo punteggio in centesimi.

L’editore della guida invita poi ad indicare nella “mail o nel documento cartaceo allegato alla campionatura gli estremi per la relativa fattura, che sarà emessa da…. sulla base della cifra corrisposta dalla cantina”.

Avete capito? Nemmeno un ragiunatt (traduco per i non lombardi: un ragioniere) avrebbe potuto essere più preciso nelle indicazioni burocratiche.

Intendiamoci, non si tratta di cifre impossibili (anche se moltiplicate per 100 diventano interessanti), ma, mi chiedo e vi chiedo, vi sembra giusto che i produttori, oltre a fornire i campioni gratuitamente debbano pagare per vedersi giudicare e recensire i loro vini? Questo tizio, dal bel pelo sullo stomaco, riesuma antichi metodi maroniani (nel senso di L.M. Luca Maroni) ma senza la classe e la ieratica espressione da predicatore americano dell’eno guru romano.

Mala tempora currunt sed peiora parantur se il futuro della comunicazione sul vino è in mano a simili giovani marpioni…

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Pierluigi Gorgoni
Pierluigi Gorgoni
6 mesi fa

Scusa Franco, ma perchè non fai i nomi?

Roberto
Roberto
6 mesi fa
Reply to  Franco Ziliani

Di nome per caso è Davide ?

Pierluigi Gorgoni
Pierluigi Gorgoni
6 mesi fa

… no perchè c’è anche chi ha fatto le guide ( o comunque ha dato un contributo importante alla loro realizzazione), non chiedendo niente alle aziende oltre la bottiglia e una scheda tecnica da compilare, e lo ha fatto stando 4 mesi in giro e lontano da casa, a proprie spese (sottolineo a proprie spese) ad assaggiare in consorzi, camere di commercio, istituti vari, ristoranti e bar che offrissero accoglienza, chiedendo al massimo due campioni di vino … dal editore avendone in cambio neanche l’equivalente di un rimborso spese …

e c’è pure chi lo fa ancora
Quindi facciamo attenzione a parlare di Guide come se le Guide fossero tutte come quella di Maroni
… alcune guide hanno dato un contributo fondamentale alla formazione di una sana coscienza di bevitori senza pregiudizi negli appassionati e professionisti più attenti ed avvertiti …
ci sono Guide che assaggiano i vini con grande sensibilità e cultura…
ci sono state Guide che hanno anticipato le attuali tendenze del bere, di fatto promuovendo i vini buoni e con un’anima non le etichette più a la plage e neanche quelli di quelle aziende che bisogna tenersi care…
e non dimentichiamo Porthos che guida non era ma è stata una rivista capace di formare schiere e schiere di bevitori diversi (anche di-versi, considerando la liricità di certi scritti di Sangiorgi e le sue citazioni, nonchè la poesia di cui sono intrisi molti vini del suo privilegio)

Tendenza

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