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Enovarie

Alla scoperta dei vini pre-philloxera dell’Etna

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La finestra sull’Etna di Renato Gangemi

L’amico Renato Gangemi, sommelier AIS e titolare dell’enoteca Vin-canto di Zaffarana Etnea, che raccomando a tutti coloro che amano come me i vini della Muntagna e non hanno la possibilità di procurarseli là dove vivono, mi ha mandato questo articolo su una serie di vini dell’Etna da vigne di epoca prefillosserica di grande qualità.

Continua dunque l’appuntamento mensile dove l’enoteca Vin-canto ci porta alla scoperta dell’Etna del vino, tra aziende note e altre meno conosciute. Grazie a Renato e buona lettura a tutti e viva la Muntagna!

La Philloxera (fillossera, in latino Daktulosphaira vitifolia) è un insetto della famiglia dei  Phylloxeridae, un fitofago associato alla specie Vitis, che attacca le radici delle viti europee. Originario del nord America, è comparso in Europa nella metà dell’Ottocento, distruggendo buona parte dei vigneti di tutta Europa. In Italia arrivò intorno al 1880. Il rimedio contro la Philloxera non è stato un trattamento chimico sulla pianta, ma il portainnesto americano, cioè nuovi impianti creati con radici di vite americana, su cui poi è stato innestato il vitigno desiderato; questo perché la vite americana è immune all’insetto. E sull’Etna?

Come si è manifestata la problematica da philloxera? Parlando con alcuni agronomi del territorio, un po’ tutti confermano quanto possa essere accaduto. La Philloxera non riesce facilmente ad arrivare alle radici delle viti etnee, a causa delle particolari caratteristiche del terreno lavico. L’insetto prova a farsi strada nel suolo vulcanico scavando gallerie ma queste crollano con frequenza. Un altro elemento anti-philloxera è la neve; i vigneti sull’Etna si trovano a quote dove spesso nel periodo invernale è facile appunto che nevichi.

Una storia affascinante da raccontare, a proposito, riguarda i vigneti dell’azienda Gurrida di Randazzo. I vigneti  furono impiantati nei primi dell’800, per ordine dell’allora Duca di Bronte Horatio Nelson, inviato in Sicilia da Re Ferdinando IV di Borbone. Le terre da poter coltivare erano abbondanti, quindi il Duca fece chiamare un importante enologo francese, il quale portò con se delle barbatelle di Grenache o Alicante Grenache e ne piantò centinaia di ettari, decimati purtroppo dalla philloxera. Solo una piccola particella ha resistito: una vigna impiantata sul fondo di un lago stagionale, chiamato appunto “ Lago Gurrida”. Le viti si erano ormai ambientate al luogo, anche ad essere sommerse sott’acqua  per diversi mesi, preservandosi così dagli attacchi dell’insetto. Quindi, è accertato che la maggior parte degli alberelli vecchi, sia di Nerello Mascalese che di Carricante, siano PRE-PHILLOXERA, o quanto meno a piede franco.

Io ho selezionato alcuni vini che ritengo tra i migliori. Il primo ad etichettare sull’Etna un vino PRE-PHILLOXERA è stato Marco De Grazia, di Tenute delle Terre Nere, con il suo La Vigna di Don Peppino, situata in contrada Calderara Sottana, a circa 600 metri di altitudine, nel territorio di Randazzo. Ci sono due piccole particelle impiantate con Nerello Mascalese che hanno circa 140 anni di età. 

Solo nel 2006 Marco De Grazia decise di vinificare separatamente le uve provenienti da questo piccolo vigneto: il risultato è stato eccellente. Elegante, gentile e raffinato, un vino di colore rubino con riflessi mogano. Al naso è complesso con gradevoli sentori di fiori di campo, frutti rossi e spezie, armonico ed elegante, con un finale lungo e persistente.

Il secondo vino di cui parliamo è il Vigna Vico Pre-Philloxera di Tenute Bosco. Il vigneto si trova nella località di Passopisciaro, nel territorio di Castiglione di Sicilia, ed è collocato tra due colate laviche, formando un bell’anfiteatro naturale di terrazzamenti. Siamo sui 700 metri di altitudine. Il Vigna Vico è il vino di punta di Tenute Bosco; il suo colore è rubino luminoso con riflessi granati, al naso minerale, speziato e balsamico, arricchito da gradevoli sentori di sottobosco, ciliegie e frutti di bosco maturi. In bocca è ricco, intenso e fresco, con un bel tannino ed un finale lungo.

Il terzo Pre-Philloxera selezionato è il Vigna Barbagalli di Pietradolce. Il vigneto si trova in contrada Rampante, appena sopra la località di Passopisciaro. Qui raggiungiamo quasi i 1000 metri di altitudine, e gli alberelli hanno raggiunto il secolo di età. Rosso rubino con riflessi granato, al naso esplodono note di tabacco e spezie dolci, oltre a frutti rossi e ciliegia sotto spirito. Vellutato ed elegante, tannino fine, ottima freschezza.

L’Altero di Theresa Eccher, quarto vino in rassegna, nasce tra le località di Passopisciaro e Solicchiata, dai 700 ai 900 metri di altitudine. Qui le viti hanno oltre 120 anni. Rosso rubino tendente al granato, l’Altero è al naso intenso, con sentori che vanno dal tabacco al balsamico, dai piccoli frutti rossi alla marasca. In bocca è  elegante, equilibrato e fresco; buona la struttura, lungo, sapido e persistente.

Il quinto vino è il Prefillossera di Palmento Costanzo, nato dalla vigna di Contrada Santo Spirito, appena sopra Passopisciaro. Alberelli  centenari  siti tra i 700 e gli 800 metri di altitudine. Colore rosso rubino, al naso note di frutta rossa, grafite, polvere vulcanica e gradevoli note balsamiche. In bocca è avvolgente, con tannino vellutato, lungo e con un finale piacevolmente sapido.

Questi cinque vini nascono tutti nel versante nord dell’Etna, mentre il nostro sesto vino,  invece, viene prodotto da una vigna Pre-Philloxera  situata sul versante Est dell’Etna, in territorio di Trecastagni, esattamente nella zona di Monte Gorna, e si chiama Milleottocentroquaranta, dell’azienda Eudes di Giovanni Messina. Un ettaro di vigna, che ha quasi due secoli di vita, in una posizione magica: ad est la vista del mare, a nord l’Etna. Si producono solo 1000 bottiglie. Il colore è rubino con riflessi granati, al naso esaltano sentori speziati e balsamici, sottobosco e frutti rossi maturi. In bocca è elegante, di buon corpo, fresco e con un bel tannino avvolgente.

Ci sono infine molti altri vini, che amo particolarmente, i quali non hanno espressamente la dicitura Pre-Philloxera ma sicuramente sono prodotti da vigneti a piede franco. Tra questi, il Contrada R di Franchetti, il Millemetri di Feudo Cavaliere, il Magma di Frank Cornelissen, il Barbabecchi Quota 1000 di Graci, il Musmeci di Tenute di Fessina, il Rovittello di Benanti, il Profumo di Vulcano di Federico Graziani, il Vinupetra di Salvo Foti, ed il Milice di Cantine di Nessuno.

Renato Gangemi

n.b.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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