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Enoriflessioni

Serralunga d’Alba accende i riflettori sulla Langa aspettando la ripartenza

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Una bella iniziativa langhetta per ricominciare alla grande dopo il lockdown

Amici del più grande vino italiano (solo italiano o del mondo?), ovvero, inutile dirlo, Re Barolo, siete / siamo tutti in apprensione per le sorti (commerciali) del vino del nostro cuore. Ci chiediamo tutti come ripartirà il settore una volta finita la prima fase (maledetta) del fottutissimo bastardo coronavirus, se riprenderà il circolo virtuoso che vedeva i vini partire dalle cantine per raggiungere il mondo. Appassionati privati e collezionisti, ma soprattutto enoteche, ristoranti, attraverso importatori e distributori.

Un circolo che vedeva gli appassionati del Barolo raggiungere, in ogni stagione, e non solo in quello di fine anno del tartufo, del cardo gobbo, delle nebbie, dei tajarin fumanti nei piatti, i luoghi di produzione, le splendide colline e sori’ vitate a Nebbiolo, Dolcetto, Barbera, Freisa…

Ripartirà questo circolo virtuoso? Ritorneranno a volare gli aerei, finirà questo divieto di viaggiare e muoversi liberamente, di godersi (se ce lo si può permettere) una trasferta, da vicino, o da lontano, in Piemonte, in provincia di Cuneo, nelle terre patria di Pavese, Fenoglio, Oscar Farinetti, di Giovanni e Aldo Conterno, Bartolo Mascarello, Beppe Rinaldi, Bruno Giacosa, Quinto Chionetti, Gigi Rosso, Beppe Colla?

Ritornerà a fiorire quel’enoturismo che è uno dei volani dell’economia, basata su vino, ristorazione e turismo, che è uno dei volani del Piemonte, della Langa e dell’Italia tutta?

In attesa di scoprirlo – qui si viaggia a vista, giorno per giorno, non esistono ancora scadenze, strategie, certezze – da un bellissimo borgo della zona di produzione del Barolo, patria di cru (o Mga come bisogna chiamarli) come Vigna Rionda, Falletto, Cerretta, Gabutti, Lazzarito, Parafada, Arione, Broglio, Marenca, Margheria, Prapò, San Bernardo, tanto per citare solo i più noti, (a proposito: se non l’avete procuratevi il fondamentale lavoro di Alessandro Masnaghetti Barolo MGA, che potete acquistare direttamente qui) e sede di aziende come Cappellano, Fontanafredda, Ettore Germano, Guido Porro, Paladino, Giovanni Rosso, Cascina Bruni, Luigi Pira, Schiavenza, Luigi Baudana, Massolino Vigna Rionda, Paolo Manzone, Giacomo Anselma (per citare solo le prime che mi vengono in mente e senza citare le cantine che hanno vigne straordinarie a Serralunga d’Alba: Bruno Giacosa, Vietti, Poderi Oddero, Luigi Oddero, Pio Cesare, ad esempio) è partita ieri un’iniziativa bellissima. Un segno di fiducia, un segnale della volontà tosta, dei piemontesi, dei miei amati langhetti, di non arrendersi e di andare avanti.

Il villaggio, l’avrete capito spero, se non l’avete ancora capito non meritate di essere miei lettori ma al massimo di intravino…, è Serralunga d’Alba, paese di lunga storia, dove oltre a cantine da sballo troverete ottimi ristoranti e trattorie, possibilità di soggiornare in piccole locande, costosi e invadenti resort da ricchi, e ospitali agriturismi.

A Serralunga d’Alba, scegliendo come teatro lo splendido Castello costruito nella seconda metà del XIV secolo, restaurato nel 1950 per volere del grande Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, il migliore che abbiamo avuto, un economista, un liberale, nativo di Carrù, la capitale del bue grasso di razza piemontese, e un produttore di eccellenti vini (i suoi, non gli attuali), in quel di Dogliani, si sono inventati una genialata, un modo di accendere, non per modo di dire, ma davvero, i riflettori su questo splendido borgo, le sue vigne ed i suoi vini.

Di cosa si tratta è presto detto e lascio la parola ad una gentile Signora francese, Véronique Enderlin, che ha curato la comunicazione ed è autrice del comunicato stampa della bella iniziativa. Buona lettura e viva Serralunga d’Alba e viva Re Barolo!

“Da sabato 25 aprile fino a martedì 2 giugno, il Castello di Serralunga d’Alba sarà illuminato ogni sera dalle 20.30 alle 01.30 con il tricolore italiano: oltre 30 fari led a basso impatto ambientale coloreranno di verde, bianco e rosso il maniero trecentesco che domina Serralunga, le sue colline, i suoi vigneti famosi nel mondo intero.

L’illuminazione, simbolo forte in un periodo così delicato e particolare, è stato voluta e promossa da oltre 30 serralunghesi tra produttori vitivinicoli, ristoratori e proprietari di Hotel, gestori di strutture di accoglienza e promozione turistica, uniti nel nome della valorizzazione del patrimonio culturale locale e nazionale, insieme al Sindaco Sergio Moscone.

L’illuminazione di Serralunga d’Alba si unisce idealmente a quella di altri monumenti in città italiane anche loro diventati tricolori, una rete culturale ed esperienziale che vuole dare coraggio e fiducia ai cittadini del Bel Paese.

I serralunghesi si sono organizzati per regalare al loro territorio un messaggio importante: stiamo uniti e guardiamo avanti, partendo da quello che abbiamo e da quello che sappiamo fare.

Sergio Moscone, Sindaco di Serralunga d’Alba, commenta:

“Le parole di Cicerone rispecchiano appieno quanto avvenuto a Serralunga in questi ultimi giorni. Il Paese intero, nelle sue diverse peculiarità produttive, si è prodigato per regalare a tutti una grande emozione con il Tricolore a illuminare le mura del proprio castello medievale.

Quando il sogno è condiviso da tutta una comunità, non rimane tale e non svanisce all’alba, ma diventa azione e si fa concretezza. Così Serralunga, cuore della Langa vitata del Barolo e del cnquantesimo sito Unesco patrimonio mondiale dell’umanità, anche in questo momento così difficile, ha saputo concretizzare una visione per non dimenticare il dono della libertà e della memoria.

Memoria, storia e libertà sono le luci che il borgo intende tenere accese, per farsi ricordare e guardare al futuro con rinnovata speranza. Serralunga è pronta a ripartire, per portare nuovamente sé stessa, ossia il suo territorio, che è storia e geografia, nel cuore di coloro che l’hanno da sempre amata per i suoi vini, le sue colline, il suo paesaggio, i suoi profumi. Nel tenace agire della sua gente sta il segreto di questo piccolo Paese di Langa che nei secoli è sempre stato pronto a difendersi, a lottare e a resistere. E il suo maniero tricolore, in queste notti primaverili, a tutti lo ricorda.”

L’illuminazione è curata  da Microfase, leader nel settore dello show business. Sono stati installati oltre 30 fari professionali, normalmente utilizzati durante i più importanti concerti ed altri eventi del mondo dello spettacolo. I fari sono led a basso consumo, nel pieno rispetto dell’ambiente”.

n.b.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. PierLuigi Gorgoni

    26/04/2020 at 17:46

    Caro Franco,
    Mi torna alla mente, ancora in clima di 25 aprile, lo striscione di ribellione e di orgoglio che Bartolo Mascarello, Giuseppe Rinaldi e Baldo Cappellano tenevano sollevato 20 anni fa e più.
    Quando a quei tempi pochissimi, tu però eri alla loro testa, sembravano apprezzare i Barolo della tradizione: “Resistere! Resistere! Resistere! “ . Resistiamo ancora. Bartolo, Baldo e Beppe hanno vinto . Noi intanto resistiamo ad altra sfida che è già economica-finanziaria . Adesso le luci sollevatesi dal castello a Serralunga sono un moto di orgoglio e di resilienza! Forza! Torneremo a cantare.

  2. marta rinaldi

    27/04/2020 at 20:16

    Il meraviglioso Castello di Serralunga! intanto aspettiamo che Cavallotto metta le ringhiere alla torre di Castiglion Falletto per goderci una vista mozzafiato!

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