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Enovarie

Il Premio Francesco Arrigoni all’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo

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Una decisione nel perfetto spirito dell’indimenticabile Franz

Sono felice di pubblicare questo comunicato stampa del Comitato Francesco Arrigoni, nato per ricordare il bravissimo collega e amico bergamasco scomparso nove anni orsono (ma sempre nel cuore di chi, come me, abbia avuto la fortuna di conoscerlo, di frequentarlo, di viaggiare con lui, di assaggiare insieme, in Piemonte, Alto Adige o al Seminario Veronelli…), comitato che ha creato un premio destinato a un agricoltore, un vignaiolo o un ristoratore che si è distinto per il valore etico del proprio lavoro.

Quest’anno la giuria del Premio, che ha sede a Villa d’Adda vicino a Sotto il Monte (dove Francesco risiedeva e aveva contribuito fortemente a far rinascere la tradizione vitivinicola locale, come può ben testimoniare Giuseppe Magni dell’azienda Tassodine produttrice di un valido Pinot nero sostenuto nel suo nascere proprio da Franz e che oggi porta il suo nome) ha preso una decisione nobile che rende omaggio ad autentici eroi che hanno combattuto strenuamente il coronavirus nelle barricate, medici, infermieri, e volontari dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Brava Antonella!

“Il premio assegnato dal Comitato Francesco Arrigoni che riunisce familiari, amici e colleghi del noto giornalista gastronomico, prematuramente scomparso nel 2011, non andrà quest’anno a un agricoltore, un vignaiolo o un ristoratore che si è distinto per il valore etico del proprio lavoro.

Non si aggiungeranno, perciò, un nome e un viso nuovi ai premiati nelle precedenti edizioni: Don Ciotti di Libera Terra, i pescatori di Lampedusa, il casaro Guglielmo Locatelli, i rifugiati e richiedenti asilo di Maramao, i responsabili delle fondazioni Francesca Pecorari ed Ernesto Pellegrini e gli olivicoltori del Pratomagno. O meglio, se ne aggiungeranno tanti: i visi e i nomi dei medici, degli infermieri, degli operatori e dei volontari dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, di tutti coloro che, quotidianamente, hanno fronteggiato l’emergenza covid-19, mettendo professionalità e dedizione al servizio della collettività.

«Quest’anno ci fermiamo, nel rispetto delle regole e, soprattutto, nel rispetto della sofferenza che riguarda tutti così profondamente. Abbiamo ritrovato comunque i principi ispiratori del Premio: la generosità, l’impegno civile e la montagna, intesa non solo come passione e coraggio, ma anche come determinazione nel superare le difficoltà per giungere alla meta» dichiara Antonella Colleoni, moglie di Francesco e Presidente del Comitato.

Una decisione che sottolinea il valore civile dei servizi offerti non solo dall’ospedale di Bergamo ma da tutte le strutture sanitarie italiane, per ricordare, con Francesco Arrigoni, altri due grandi uomini che recentemente ci hanno lasciati: Gianni Mura, geniale giornalista sportivo, grande amico di Francesco e componente del Comitato, e Vittorio Fusari, chef franciacortino, infaticabile sostenitore del premio”

n.b.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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