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Editoriali

I vignaioli italiani sostengono la filiera del vino

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#ilvinononsiferma  Un appello di resistenza, orgoglio, speranza

Ricevo dall’amico Walter Massa, re del Timorasso, impavido vignaiolo dei Colli Tortonesi, questa lettera aperta, questa orgogliosa rivendicazione della volontà di un folto gruppo di vignaioli italiani di ogni regione di reagire a questa terrificante e raggelante situazione di stallo dovuta al maledetto #coronavirus e di ribadire la volontà di reagire, di riaffermare la ferrea volontà e caparbia intenzione di ricominciare una volta superato questo incubo.

Vino al vino sottoscrive questo appello e spera che venga accolto da un numero ancora più grandi di donne e uomini del vino del nostro benedetto Paese, Enotria tellus come la chiamavano i latini.

Siamo oltre duecento vignaioli italiani, grandi e piccoli, e oggi vogliamo farvi arrivare la nostra voce, che uniamo con forza a quella dell’intera filiera che vive di vino, una filiera fatta di contadini, distributori, agenti, ristoratori, sommelier, enotecari e mescitori.

Siamo orgogliosi del nostro lavoro, che abbiamo portato avanti con impegno e tenacia anche in questi mesi così difficili per le nostre famiglie, le nostre aziende e tutto il nostro Paese.

Perché la vigna non si ferma, e noi non ci siamo mai fermati.

La maggior parte dei nostri vini non arriva alla grande distribuzione organizzata e non raggiunge il grande pubblico dei consumatori: appartiene storicamente alla nicchia del vino di qualità, accudito con competenza e rispetto dagli operatori commerciali e da tantissimi appassionati che ci aiutano a comunicarlo e a portarlo sulle tavole e nei calici di coloro che amano il vino.

La nostra filiera è in pericolo.

Molti dei nostri clienti sono stati obbligati alla chiusura, e ancora non è chiaro come e quando si potrà ripartire. Una cosa è certa: non si potrà ricominciare, tirar su le saracinesche, aprire le porte, come se nulla fosse accaduto. Per questo è difficile, per tutti coloro che vivono di vino, continuare a guardare al futuro con serenità e fiducia, ma è importante provarci, con il contributo di tutti noi.

Ed è importante che la filiera tutta serri i ranghi e si muova compatta. Unita.

Per questo abbiamo sottoscritto una lettera aperta, un protocollo d’intenti (il cui testo completo si legge qui) che dimostra il rispetto per tutti noi, genti del vino, il nostro impegno nel sostenere il lavoro di ognuno, la nostra leale e aperta collaborazione per uscire tutti, tutti insieme, da questa crisi.

La lettera circolerà tra i vignaioli, tra i filari e nelle cantine, ci auguriamo di raccogliere quante più voci possibile a sostegno di questa iniziativa.

Se vuoi aderire, puoi scrivere a vignaioli@ilvinononsiferma.it

Hanno aderito tra gli altri:

Walter Massa, Fulvio Bressan, Josko Gravner, Matilde Poggi, Alessandro Luzzago, Emanuele Pelizzatti Perego, Gianluca Morino, Emanuele Pellegrini, Angelo Ferrio, Paolo Ghislandi, Luciano Ciolfi, Ivan Giuliani, Paolo Lucchetti, Rocco Pasetti, Valentina Di Camillo, Simone Cerruti, Michele Satta, Ginevra Venerosi, Moreno Petrini, Claudio Mariotto, Patrick Uccelli, Alessandro Boido, Valeria Radici Odero, Filippo Antonelli, Marilena Barbera, Michele Fino, Paolo Cerrini, Fabrizio July, Nadia Verrua, Pietro Arditi, Umberto Cosmo, Moreno Ferlat, Andreas Nicolussi Leck, Silvana Forte, Lorenzo Palla,…

L’elenco completo, in aggiornamento, su questo sito Internet dedicato

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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