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Editoriali

Vinitaly: che senso ha spostarla al giugno? Meglio rinviare tutto al 2021

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I tedeschi, che sono tutt’altro che scemi, hanno annunciato, dopo aver sospeso la loro Prowein che si sarebbe svolgere dal 15 a 17 marzo 2020 e annunciato un rinvio a data da destinarsi, hanno dato forfait, dando appuntamento al 2021, dal 21 a 23 marzo.

Un po’ tutti gli eventi del vino italiani e internazionali subiscono spostamenti. Annullati Les Grands Jours de Bourgogne, che erano in programma dal 9 al 13 marzo, annullata l’Anteprima Chiaretto che sarebbe dovuta svolgersi il 9 e 10 marzo a Lazise, le varie Anteprime, Amarone della Valpolicella, quelle toscane, e poi Grandi Langhe, si sono tenute perché in programma prima dello scoppio dell’emergenza #coronavirus.

Rinviato a settembre, dall’11 al 20, Vinòforum – Lo Spazio del Gusto, storico appuntamento dedicato all’enogastronomia a Roma, che sarebbe dovuto svolgersi dal 19 al 28 giugno. In programma, ma si farà?, il 10-11 maggio, la Roma Champagne Experience, in programma ancora dal 18 al 20 maggio, la London Wine Fair, anche se potrebbe essere sospesa o slittare.

Gli unici fichi der bigoncio sembrerebbero essere quelli di Verona Fiere, organizzatori del Vinitaly, i quali hanno annunciato lo spostamento della loro manifestazione da aprile che si sarebbe dovuta svolgere a Verona dal 19 al 22 aprile a giugno, dal 14 al 17 giugno. Tutto questo ha comportato lo spostamento della rassegna di Cerea Vini veri al 12-13 giugno e quella di Gambellara, Vini Natur, dal 13 a 15 giugno.

La domanda è semplice: ma si credono più furbi e intelligenti degli organizzatori della rassegna tedesca, delle rassegne in Francia, quelli di Verona Fiere? E che senso ha, non solo perché non si sa cosa potrà accadere da qui a giugno dal punto di vista sanitario, ma considerando che a giugno da anni è già estate piena e quindi le condizioni già proibitive in aprile diventerebbero ancora peggiori e che gran parte degli operatori non saranno presenti, fare un Vinitaly 2020 e farlo a giugno?

Da più parti si levano voci contrarie allo svolgimento di un Vinitaly di serie B, in tono minore, con un ristretto numero di importatori e operatori esteri presenti, e tra queste registro la presa di posizione, nettamente contraria ad un Vinitaly estivo, di Angelo Peretti sul suo sito Internet gourmet.

Il dibattito è aperto e per quanto riguarda non mi tocca più di tanto: sono tre anni che non vado più al Vinitaly e non ci sarei andato nemmeno se non fosse scoppiato il #coronavirus e la rassegna veronese si fosse regolarmente svolta, come da calendario, in aprile…

p.s.

a pensarci bene sono favorevole al Vinitaly a giugno e magari anche luglio, quando farà più caldo… Non mi dispiacerebbe vedere un po’ di produttrici di vino di mia conoscenza presentarsi in fiera così… Mi sa che tornerei di corsa a Verona…

n.b.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. Francesca

    06/03/2020 at 12:42

    sa quali sono i primi effetti dello spostamento del Vinitaly a giugno? Ad esempio che alcuni albergatori ladri di Verona e dintorni hanno rialzato i prezzi all’inverosimile!
    http://www.veronasera.it/…/prezzo-prenotazione-alloggio.. Cosa ne dice?

    • Franco Ziliani

      06/03/2020 at 15:06

      credo che le associazioni dei consumatori e la Confcommercio di Verona debba prendere una netta presa di posizione e condannare simili comportanti truffaldini

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