Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Degustazioni

Trentapioli Asprinio d’Aversa Doc e Gragnano Otto Uve 2019 Salvatore Martusciello

Pubblicato

il

Non è mai troppo tardi, anche se i tempi sono difficili, impazza il coronavirus, tutto è bloccato e del doman non v’è certezza, come cantava Lorenzo De’ Medici, per scrivere bene e battere le mani, perché se lo meritano, a Salvatore Martusciello e sua moglie Gilda. I loro vini campani, prodotti nella cantina di Pozzuoli, da vigne situate nella Penisola Sorrentina, nei Campi Flegrei, ad Aversa, sono davvero vini dalle antiche tradizioni immutate nel tempo, sono davvero “vini di persistenza”.

Salvatore, figlio di Elena, già presidente delle Donne del Vino nel 2010, e nipote del grande Gennaro Martusciello, per anni presidente dell’Assoenologi in Campania, è davvero nu bravo guaglione, che dopo la chiusura dell’esperienza familiare delle cantine Grotte del Sole di Quarto, ha voluto mantenere vivo, con una sua linea di vini, il discorso della viticoltura campana in zone speciali. Gragnano, Aversa, Lettere, i Campi Flegrei…

Ho assaggiato il Gragnano Ottouve e l’Asprinio di Aversa metodo charmat Trentapioli (il Gragnano e l’Asprinio di Aversa erano vini di cui Mario Soldati andava alla ricerca nel suo Viaggio in Italia poi confluito in quel libro capolavoro che è Vino al vino) e sono rimasto ammirato da tanta sincerità, da tale verità portata nelle bottiglie. Che si avvalgono tra l’altro di bellissime etichette, moderne il giusto ma senza esagerazioni.

Come leggo sul sito Internet aziendale (ben fatto, opera del fratello di Salvatore, Francesco) “Il Gragnano della Penisola Sorrentina doc è per antonomasia il vino rosso della città di Napoli ed è considerato il miglior abbinamento con la verace pizza napoletana. Citato in racconti, poesie e commedie di cui la più famosa è senz’altro ‘Miseria e Nobiltà’ di Eduardo Scarpetta nella quale Totò – in veste di moderno sommellier – ne decanta le caratteristiche e termina con la celebre frase ‘se non è Gragnano, desisti’

É un vino rosso vivace – con sentori di viola, fragola, rosa e lampone – che va servito freddo e che per tradizione veniva bevuto dopo San Martino, quando ogni molto diventa vino.

Il nome OTTOUVE è un omaggio ai molteplici vitigni autoctoni che storicamente concorrevano ed in parte ancora concorrono alla produzione del Gragnano: il piedirosso, l’aglianico, lo sciascinoso, la suppezza, la castagnara, l’olivella, la sauca, la surbegna”. Gragnano un vino della grande tradizione meravigliosamente contemporaneo

L’Asprinio invece è il vino, guardare il video presente sul sito Internet, le immagini dicono più di cento parole, si chiama Trentapioli ed è uno spumante da uve Asprinio d’Aversa, celebri per la loro indomabile acidità, per la freschezza che mantengono anche con la spumantizzazione, che nasce da vigneti da alberata, uve raccolte con mille fatiche e pericoli anche a 20 metri di altezza, ed è veramente un vino unico. Con il nome TRENTAPIOLI si vuole ricordare che la scala utilizzata per salire sull’alberata è alta 15 metri ed è formata da circa 30 pioli.

bty

Una cosa non eccezionale ma UNICA nel panorama viticolo non solo nazionale. Il TRENTAPIOLI è maturato sui propri lieviti in autoclave per circa 50 gg ed è stato imbottigliato il giorno 3 Dicembre. Per le peculiarità uniche del vitigno, il TRENTAPIOLI può essere degustato anche a distanza di diversi anni. La raccolta è manuale in cassette da 18 kg ed avviene con l’uso delle caratteristiche scale a pioli alte fino a venti metri. La vendemmia ha inizio verso la metà di Settembre e dura per circa 3 giorni. La coltivazione ad alberata ad Aversa e dintorni è un’assoluta peculiarità.

Io consiglio di abbinare il Gragnano oltre che alla pizza ad una classica pasta e fagioli di stile napoletano, quella con la pasta spezzata di diversi tipi, mentre secondo me la morte dell’Asprinio è con cozze e vongole e frutti di mare e ideale sulle ostriche, altro che Champagne!!

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
1 Commento

1 Commento

  1. Giancarlob

    15/03/2020 at 12:42

    Di questi tempi è un buon passatempo dedicarsi alla cucina senza esagerare, visto che poi si faticherebbe a smaltire l’ eccesso….Se poi al piatto ben riuscito si abbina anche un buon vino si completa la seratina familiare nel migliore dei modi. Le enoteche sono aperte e ieri sera con la mia mascherina di fortuna ricoperta dallo scaldacollo ho fatto del mio meglio all’ enoteca vicino a dove abito. Prosit Italia !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy
IT Partner: Vanilla Innovations, Inc.