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Degustazioni

Lacryma Christi del Vesuvio doc Rosso Gelso Nero 2012 Cantine Villa Dora

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Dopo il suo esordio due settimane orsono con un bel pezzo sui meravigliosi vini di Carmignano, torna su questo palcoscenico Zombiwine, alias Giuseppe Balzano, che il suo stile un po’… balzano ci racconta, ma la prossima volta voglio che vada al sodo senza tanti giri di parole, un Lacryma Christi del Vesuvio doc Rosso, il Gelso nero 2012 di Cantine Villa Dora di Terzigno sulle falde d’o Vesuvio… Giuse’ suggerisci loro di rifare ‘o sito Internet che non un po’ vecchiotto e no proprio bellissimo a vedersi…

Buona lettura!

Come cantava il cantautore di Molfetta Caparezza, alias Michele Salvemini, quello di Siamo fuori dal tunnel, ottobre 2003, “Il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista”.

Allo stesso modo il secondo articolo è il più difficile da scrivere su questo blog; mi sono domandato a lungo su cosa porre l’attenzione e poi ho avuto la risposta semplicemente guardandomi attorno.

Pochi paesi al mondo possono vantare una attività geotermica e vulcanica legata alla viticoltura quanto l’Italia.

Siamo non solo uno stivale ma siamo un paese con svariati vulcani ancora in attività e su Etna e Vesuvio aziende vinicole nascono e crescono su materiale piroclastico di recentissima solidificazione (pochi decenni o pochi anni).

Per me, cresciuto in provincia di Napoli (a Torre Annunziata) la presenza “Rà Montagna “ è sempre stato una certezza; ogni mattina quando andavo a scuola il Vesuvio era li.

Quando ho cominciato a scrivere di vino e a analizzare vini sistematicamente , la prima zona che ho esplorato in lungo e largo fu quella strada che, conosciuta come la Panoramica di Boscoreale, circumnaviga quella parte di Vesuvio che affaccia sul golfo di Napoli .

Come potete vedere da la mappa , c’è una lunga strada in cui tutta una serie di aziende vinicole sono in fila e raccontano ognuna un pezzettino diverso di Vesuvio.

Queste aziende io le ho visitate tutte, almeno tutte quelle che vedete segnalate sulla mappa e di ognuna di esse ci sarebbe di che discutere poiché ognuna di esse è capace di realizzare vini unici, ma fra tutte di due io ho un amore e un affetto infinito.

Questo viaggio alla scoperta del Vesuvio comincia con Villa Dora, azienda vinicola della famiglia Ambrosio; quello che il fondatore, Vincenzo , dell’azienda sapeva sin dall’inizio (e sulla quale quasi nessuno all’inizio scommetteva ) è la longevità dei vini Vesuviani (e terzignesi in particolare)sia bianchi che rossi  vini del genere sembrano vivere i decenni come altri vivono le stagioni e adesso nel 2020 abbiamo bottiglie del 204 , 2006 , 2010 sia bianche che rosse, sia in che hanno fatto legno che non che sono in stato di grazia.

Tuttavia non voglio annoiarvi con una lista di nomi  ma presentarvi una bottiglia che fossi in voi mi metterei in cantina seduta stante.

Cantine Villa Dora Gelso Nero 2012

Piedirosso e Aglianico nel classico blend Vesuviano.

Naso potente e avvolgente in cui il frutto baratta l’anima con note minerali\ vulcaniche chiaramente percepibili.

Un vino che sembra un avvoltoio nel deserto, lui è li: lui c’è; non sai se è la fine o l’inizio di qualcosa, ma sai che dopo averlo incontrato la tua vita sarà diversa .

Sicuramente diversa è stata la mia di vita dopo aver messo piede in questa famiglia, in questa cantina e aver conosciuto Vincenzo Orabona il nipote di Vincenzo Ambrosio, vera scommessa e ragazzo su cui io punto tantissimo.

Questa azienda, merito anche della terra vulcanica, ha sia sui rossi e sia sui bianchi una capacità di invecchiamento mostruosa: parliamo di bianchi dei quali oggi sono perfettamente maturi il 2006 e il 2004, mentre per i rossi sono convinto che reggono tranquillamente il mezzo secolo se conservati bene!

Pensate che questo vino che affina in botti di secondo – terzo passaggio, oggi nell’annata 2012, appare giovane ma in perfetto equilibrio. Credetemi – o provate a farlo! – un piccolo capolavoro di quello strano territorio che è il Vesuvio! 

Come al solito spero che questo racconto (questa volta  scevro di orpelli e tecnicismi sbagliati) possa farvi venir voglia di venire a conoscere il mio Vulcano.

Questa cantina  da sempre lavora valorizzando i propri vini e cercando di seguire la politica della qualità piuttosto che quella della quantità; ho avuto modo di assaggiare molto spesso i loro bianchi e i loro rossi e mai e sottolineo mai mi sono trovato deluso.

Perché l’ho scelto per questo blog? Forse questa è una bella domanda che mi sono posto adesso mentre scrivevo; diciamo che il mio gioco con voi e con Franco è farvi conoscere vini che sono buoni a prescindere da quale personalissima interpretazione filosofica o agronomica si segua.

Sul Vesuvio io non sento parlare di biodinamica (nel bene o nel male), eppure molte vigne sono a piede franco visto che nella lava la fillossera non attecchisce .

Sul Vesuvio io ho visto perpetuare scempi e schifezze inenarrabili eppure anche ho visto vignaioli uniti assieme a cercare di spegnere un incendio che ha bruciato mezza montagna.

Sul Vesuvio in Villa Dora io ho trovato un produttore che fa vino al di là della politica, al di là di mode o di altro: Villa dora dal 2004 crede nella propria vigna, rende Terzigno una terra in cui almeno un diamante c’è  e secondo me, in una terra come quella in cui sono cresciuto io, questo vale molto di più che parlare di metodologie! Prima deve parlare il vino e poi forse fra anni, quando si sarà raggiunta una cultura territoriale diversa potremo iniziare a vedere cambiare le cose per il meglio.

Quindi proprio come la scorsa volta per Carmignano …. Grazie per avermi letto!

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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