Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Degustazioni

Contucci Pietra Rossa Vino Nobile di Montepulciano

Pubblicato

il

Giuseppe Balzano, alias Zombiwine, ci ha preso gusto, e finalmente, dopo qualche cazziatone che gli ho fatto, è arrivato ad un racconto sul vino onesto e oggettivo senza fronzoli e inutili variazioni sul tema.

Un articolo impeccabile, su un’azienda storica di Montepulciano, i Contucci, che ho più volte visitato negli anni scorsi e che sono lieto di pubblicare.

Buona lettura

Sono più di quattrocento anni che la famiglia Contucci produce vino; sono più di quattro secoli che questo cognome è legato ad una delle denominazioni  toscane più famose.

Una denominazione i cui vini, quando sono spinto da un irrefrenabile Amarcord, amo bere: Il Vino Nobile Di Montepulciano.

Sto bevendo adesso un bellissimo esempio di 2015 di questa famiglia nobiliare che possiede documenti (e meravigliose residenze storiche) che attestano la loro presenza nel mondo del vino già dal 1773 e che li rende probabilmente i padri del Vino Nobile: un vino importante per la tavola dei nobili.

Questa sua aristocrazia è dovuta al vitigno che lo rappresenta ovvero il Sangiovese  che qui viene chiamato Prugnolo Gentile. Sono stato molte volte a Montepulciano negli ultimi 30 anni e bottiglia dopo bottiglia ho selezionato alcune cantine che mi convincono più di altre; la Famiglia Contucci è fra queste e basta assaggiare questo vino (non filtrato) per capire le mie motivazioni.

Vino Nobile di Montepulciano doc Pietra Rossa

La Denominazione  è una delle 77 docg ed è la nostra punta di diamante: a torto o a ragione si riconosce “Il Vino Nobile Di Montepulciano”come uno delle 77 denominazioni più importanti d’Italia .

Composizione : 80% Sangiovese Prugnolo Gentile, 10% Canaiolo nero 10% colorino

Già leggendo la composizione, se conosciamo un pochino le caratteristiche delle uve in questione possiamo dedurre che il colorino sarà usato per dare maggiore intensità cromatica visto che il sangiovese è scarico di antociani e  il canaiolo nero per dare morbidezza ed eleganza.

Sembrerebbe un classico blend Chiantigiano eppure qui prende un altra declinazione grazie al lungo invecchiamento: 30 mesi di botte grande.

Colore: un bel melograno con un accenno di nota aranciata; brillante e luminoso proprio come dalla composizione ci aspettavamo.

Naso: il primo elemento che ci assale e un frutto rosso sotto spirito, una ciliegia molto matura. Lentamente vengono su:  una nota ferrosa, una di tabacco e spezie dolci e  una di menta.

Più passerà il tempo e più, lentamente e con estrema cautela , quasi come se fosse un ombra oleosa comparirà il segreto di questo vino ovvero un frutto a buccia arancione, un loto maturo e un arancia, questo è un elemento tipico del sangiovese .

Inutile dirvi che il bouquet è complesso e intrigante, come due giocatori di ping pong, uno che colpisce con il colore rosso e uno che risponde con il colore arancione.

Sorso: questo 2015 ha perfettamente bilanciate le note dolci (arancia amara, frutto rosso ) la trama tannica che è ben equilibrata e la nervatura acida che fa da scheletro per un vino  estremamente complesso.

Un vino che migliorerà nel tempo ma che già così è in bellissima forma.

Conclusioni: Secondo me un Nobile che si discosta dalle rive moderniste; estremamente tradizionale e tradizionalista laddove questo è un elemento di pregio.

Quando Bevo un Nobile è questo che mi aspetto e quello che tendenzialmente voglio trovare, molti usano anche vitigni internazionali e barriques ma io non sono certo che sia la scelta più interessante.

Mi piacciono i vini veri, i vini che sono il territorio e figli della loro storia: questo è uno dei Nobile di Montepulciano che mi fa venire in mente la tipologia stessa.

Quante volte beviamo un vino che ci convince? Magari molte ma poi dobbiamo sempre di più affilare la nostra idea di quel vino.

Quante volte beviamo un vino che nella sua complessità sa essere anche lineare? Secondo me solo coi grandi interpreti.

Bene questo e quello che succede con i Nobile di Montepulciano più tradizionali e meglio eseguiti, come al solito ve lo paragono ad un disco a me  molto caro e molto crepuscolare : Pendulum di Eberhard Weber.

Decomposti e decomposte, buona continuazione!

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
Fai click per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy
IT Partner: Vanilla Innovations, Inc.