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Degustazioni

Bardolino Chiaretto 2018 Guerrieri Rizzardi

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Mi è dispiaciuto tantissimo, da rosatista (e quindi anche chiarettista) quale sono, non aver potuto partecipare l’8 e 9 marzo a Lazise (la manifestazione è stata rinviata causa coronavirus) all’Anteprima del Chiaretto (Bardolino Chiaretto, Valtènesi Chiaretto e ospiti i francesi dell’AOC Tavel). Sarebbe stata una fantastica occasione per degustare l’annata 2019 dei Chiaretto gardesani ed i vini che adoro della sola AOC francese (poco meno di 1000 ettari) interamente in rosa.

Chissà quando avremo l’occasione di poter assaggiare tutti insieme questi deliziosi vini in rosa, intanto per consolarmi, convinto che i migliori Chiaretto siano più buoni anche dopo oltre un anno in bottiglia (Tavel, qui un mio articolo del 2004 relativo ai vini dell’annata 2003, è un discorso a parte, ho bevuto Tavel strepitosi anche di 8-10 anni…), sto stappando, grazie alla gentilezza di Angelo Peretti, direttore del Consorzio Bardolino e bravo comunicatore del vino con il suo sito Internet Gourmet, che mi ha voluto inviare una sua selezione, alcuni Bardolino Chiaretto 2018 davvero notevoli.

Dopo aver assaggiato il buon Bardolino Chiaretto 2018 di Cantina Gorgo a Custoza, colore buccia di cipolla – sangue di piccione, profumato di piccoli frutti rossi, succoso, cremoso, molto godibile (forse un filo troppo rotondo per me che preferisco un gusto più secco…), ho deciso di provare il Bardolino Chiaretto 2018 di una delle storiche aziende gardesane, la Guerrieri Rizzardi di Bardolino, tenute in Valpolicella, Bardolino, Soave, Valdadige, produttore anche di un Prosecco Treviso Extra Dry e di Fior di Rosa, un Bardolino Chiaretto Spumante Extra Dry prodotto con le uve a bacca nera di Corvina dei vigneti collinari di Bardolino e Cavaion.

Quella dei Guerrieri Rizzardi è una storia secolare: “nasce dall’unione di due antiche famiglie veronesi: i Conti Guerrieri, proprietari di una secolare tenuta con vigneti e cantina in Bardolino e i Conti Rizzardi, che acquistarono i loro vigneti a Negrar nel 1649, e costruirono la storica cantina di Pojega poco dopo. Nel 1913 le due famiglie si unirono in matrimonio e nacque l’azienda agricola Guerrieri Rizzardi: la prima annata in etichetta è il 1914. Dal secondo dopoguerra, Antonio Rizzardi (1914-1983) gestì e sviluppò le aziende agricole, passando dalla policoltura alla coltura della vite in modo progressivo. Negli anni70  ci fu l’ acquisto della tenuta di Soave. Dal 1983 Maria Cristina Loredan Rizzardi, già a fianco del marito Antonio alla guida dell’azienda, si fa carico delle attività, sviluppando ulteriormente la produzione dei vini. Dalla fine degli anni ’90, la generazione successiva, Giuseppe e Agostino Rizzardi, entra in azienda e nel 2011 sulle colline di Bardolino, è stata inaugurata la nuova cantina, sede produttiva, logistica e amministrativa aziendale.

La Guerrieri Rizzardi “coltiva uve autoctone (Corvina, Corvinone, Garganega) ma anche altre uve come Barbera, Sangiovese, Merlot e Chardonnay grazie alla loro adattabilità alle nostre terre. L’azienda si impegna per produrre un vino che sia la miglior espressione delle terre e delle varietà coltivate, esaltando la personalità unica di ogni singolo vino. Il nostro obiettivo è di produrre vini di qualità che esprimano la purezza varietale nell’ambito del vigneto di provenienza”.

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Venendo al nostro Bardolino Chiaretto 2018, si tratta di un cavallo di battaglia dell’azienda, “prodotto la prima volta nel 1896. Il clima mite del Lago di Garda, protetto dalle Prealpi dal vento freddo del nord, contribuisce al successo di questo vino. E’ un rosato di grande eleganza con un tenue colore rosato e un piacevole aroma fruttato”. L’azienda consiglia di “servirlo fresco, a 10° – 12° C, come aperitivo accompagnato a stuzzichini o antipasti come prosciutto e melone o insalata caprese, insalate di riso. Si accompagna bene anche a primi piatti, come insalate di riso o pasta o frittura di pesce”.

Viene prodotto “tramite la selezione delle uve, Corvina 65%, Rondinella 15%, Sangiovese 10%, Molinara & Corvinone 10%, raccolte dalle tenute di Cavaion e Bardolino, sulle colline del lago di Garda orientale. Terreno ghiaioso di origine morenico glaciale con tessitura sabbiosa-limosa, mediamente calcareo. Elevata presenza di magnesio. Da 1.500 (pergola) a 5.000 (Guyot) la densità per ettaro. Dopo 12 ore di fermentazione il Chiaretto viene svinato. Segue la vinificazione in bianco. Fermentazione alcolica per 10-12 giorni a temperatura controllata di 15°-16° in vasche di acciaio inox in ambiente ridotto per preservarne frutto e fragranza. Affinamento di vari mesi in vasche d’acciaio inox e cemento termo condizionate, per una produzione di 33.000 bottiglie. Residuo zuccherino:3.3g/litro. Gradazione: 13,5°

Il mio assaggio è stato molto soddisfacente: colore buccia di cipolla brillante luminoso di bella lucentezza e vivacità, naso sapido, minerale, di notevole incisività e nerbo, note di piccoli frutti rossi (ciliegia e fragola) e accenni di rosmarino.

Attacco in bocca vivo sapido, con bella verticalità e nerbo, moderatamente vinoso, bell’allungo sapido, ben secco. Un retrogusto dove la mandorla si sposa alla ciliegia: molto elegante, piacevole ben fatto.

Niente da dire, in attesa di poter bere i 2019 godiamoci le annate 2018 di ottimi ed esemplari Chiaretto (Bardolino e Valtènesi) come questo.

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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