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Personaggi del vino

Angelo Gaja, le Roi, compie 80 anni

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Non fosse esistito, il vino italiano di qualità non sarebbe diventato così noto e apprezzato nel mondo. Non fosse esistito, i vini piemontesi non sarebbero diventati così importanti ed il Barbaresco sarebbe rimasto solo “il fratello minore del Barolo”.

Non fosse esistito, non avremmo avuto un langhetto impegnato a Montalcino, a Bolgheri e ora sull’Etna. Non fosse esistito, tantissime aziende italiane che vendono ora i loro vini nel mondo non avrebbero avuto gli spazi che hanno trovato e soprattutto non venderebbero ai prezzi cui vendono.

Non fosse esistito, in Italia i bicchieri di Riedel sarebbero arrivati molto dopo e tutta una serie di aziende straordinarie di vini esteri, cito solo alcuni, Gosset, Pierre Peters, Bodegas del Palacio de Fefiñanes, Domaine Weinbach, Leon Beyér, William Fevre, Miraval, Château d’Esclans, Guigal, Louis Jadot, Vega Sicilia, Tinto Pesquera, Kistler, Yalumba, Denis Mortet, François Mikulski, Pascal Jolivet, Henschke, Château Filhot, Château Piada, Altos Las Hormigas, Domaine Ferret, Joseph Phelps, l’elenco è lunghissimo, non sarebbero distribuite in Italia dalla sua società e trovarli (potendoseli permettere) sarebbe impossibile.

Non fosse esistito, nessuno avrebbe mai potuto vendere un Langhe Nebbiolo al prezzo cui vendeva lui i suoi cru di Barbaresco, diventati Langhe Nebbiolo per poi tornare Barbaresco…

Non fosse esistito lui, il mondo del vino italiano sarebbe stato molto più piatto e noioso, non avremmo mai visto un giovanotto sugli… anta dominare la scena lo scorso febbraio a New York nel corso di un evento dedicato a Barolo & Barbaresco e sfoggiare giovanili occhiali (bianconeri purtroppo) alla Elton John… Vedere video di Stefania Vinciguerra

https://videos.files.wordpress.com/f9QfiJYG/vid_20200204_113638_dvd.mp4

Non fosse esistito, tanti giornalisti del vino come me non avrebbero avuto tanti spunti di cui scrivere cercando di raccontarne le gesta, quello che di buono (tantissimo) ha fatto e quello che invece no… Non fosse esistito, non avremmo avuto uno dei più grandi bianchi italiani base Chardonnay, un vino di livello mondiale, il Gaia & Rey.

Non fosse esistito e se non avesse incontrato una donna straordinaria come Lucia, una davvero tosta per reggere il quotidiano confronto con una primadonna come lui, non sarebbero nati Gaia, Rossana e Giovanni, che rappresentano le nuove generazioni di una dinastia creata da un grande uomo come il padre Giovanni, per anni Sindaco di Barbaresco. Un uomo famoso anche per aver esclamato Darmagi, peccato, con un aplomb britannico, quando il figlio gli disse che aveva piantato Cabernet Sauvignon in una fantastica vigna di Nebbiolo da Barbaresco.

Non fosse esistito, la barrique, questo strumento di cantina amato / odiato, non avrebbe avuto la diffusione che ha avuto in Italia, e i Barolo boys, quelli ,che rischiarono di uccidere il Barolo, non avrebbero avuto un punto di riferimento e Bartolo Mascarello un tenace avversario di cui contestare puntualmente le tesi. Anche nel corso di un confronto pubblico ad Alba, Sputa il rospo!, che fece epoca..

Non fosse esistito.. i Ceretto brothers non avrebbero avuto sulla scena albese un formidabile avversario.

Però per fortuna Angelo Gaja, le Roi, il Giove Tonante dell’enologia italiana, secondo una felice definizione, classe 1940, oggi non compirebbe, in forma smagliante, i suoi primi 80 anni di una vita che è perfettamente in linea con il titolo di un capolavoro di Pablo Neruda, Confesso che ho vissuto…

Eccome se ha vissuto le Roi e come vive quasi sfidando le leggi del tempo. In fondo quelli di oggi sono solo, parafrasando Marina Ripa di Meana e Vanzina, i suoi primi 80 anni. Appuntamento tra 80 anni, quando Angelo festeggerà i suoi secondi.

Auguri Angelo Gaja e grazie ancora per tutto quello che hai fatto e ancora farai: chapeau!

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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