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Degustazioni

Il Pinot bianco Vorberg di Terlano secondo Rosa Armstrong

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La nuova fase di Vino al vino e di Lemillebolleblog, ad un mesetto dal loro ritorno online, passa anche attraverso la collaborazione di un gruppetto di nuovi collaboratori, altri comunicatori, o semplici appassionati (nessun wine influencer ovviamente) che interverranno liberamente, coordinati da me, sul blog e racconteranno vini ed eventi.

Ci saranno belle sorprese per voi, fidatevi. Il primo contributo che sottopongo all’attenzione è di una gentile Signora genovese che non ho mai incontrato (ci siamo solo parlati più volte al telefono) e alla quale, come ho scritto, devo l’aver conosciuto l’eccellente Rosé metodo classico Adele di Adriano Grasso di cui ho parlato qui.

Ama firmarsi Rosa Armstrong e so che ha una voce deliziosa è appassionata di Barolo, le piace aprire con il marito e con gruppo di fortunati amici vecchie annate di cose varie che ha ritrovato nella cantina del padre, e che con un gruppo di amiche ha creato un gruppo Facebook, di sommelier e semplici wine aficionadas, che si chiama Calici rosa.

Il suo primo pezzo per Vino al vino è dedicato ad una cantina e ad un vino che adoro e che ho bevuto molte volte negli anni, visitando la cantina e venendo accolto sia dagli attuali responsabili, che dal vecchio mitico kellermeister Sebastian Stocker. La cantina è quella di Terlano in Alto Adige, ed il vino, per me uno dei più grandi bianchi italiani in assoluto (ho bevuto più volte il magico 1979 e sono sceso sino al 1959) è il Pinot bianco Vorberg, di cui Rosa ha recentemente degustato alcune annate. Che ha raccontato qui, a modo suo. Cara Rosa, benvenuta su Vino al vino!

Mi chiamo Vorberg, sono un Pinot Bianco, e amo il freddo.

Cresco in Alto Adige davanti al monte Zoccolo, le mie vigne raggiungono i 900 metri di altezza.

Qui il terreno è porfido quarzifero ricco di minerali. Il suolo magro non mi permette di sviluppare grandi quantità, la bassa resa è garantita anche da un’attenta selezione in vigna. Io penso a crescere, a comporre come posso la sinfonia che esce dal suolo. Sono l’unione tra cielo e terra. 

I miei grappoli riassumono l’andamento stagionale, il susseguirsi delle albe, il sole del mezzogiorno, le brezze serali ed il repentino abbassarsi della temperatura, di notte. Le giornate piovose, quelle arroventate e le ventose… Tutto questo in ogni singolo acino, si compone diversamente, da sempre, armoniosamente, sia nel chicco sotto la foglia che in quello più alto e abbronzato. La mia sensibilità a dirigere gli strumenti, è ciò che rende ogni annata unica e speciale.

Ecco io sto lì ad orchestrare, godendomi il panorama, la luce, il fresco, le piogge tiepide… poi in cantina poco si aggiunge, solo l’esperienza e la tecnica, perché quello che conta qui è più che mai il frutto.

Il colore è giallo paglierino brillante, con riflessi verdolini, solo con gli anni matura un giallo con riflessi via via sempre più dorati e carichi.

2017 potenza e grandi promesse. 

Profumi di mela, pera, agrumi, pepe bianco e vaniglia leggerissima. Una bocca fresca, sapida e con spigoli vivi accattivanti. Aperitivo in vetta.

2015 forza e controllo. 

Il ricordo del legno è una calda coperta, miele millefiori, pomi croccanti e frutta matura, fiori freschi di campo. Corposo e gustoso, media persistenza…si servano le pietanze dei più stellati!

2010 eleganza vibrante e delicatezza. 

Qui pietra focaia, fiori secchi, soffi balsamici di erbe di montagna… cera d’api. Gusto sapido, quasi salato, freschezza vegetale, leggerezza e lunghezza raffinate ed incisive. Meditazione trascendente.

2005 – Rarity- melodiosa corpositá. 

Naso discreto, finezza di fiori e crema pasticcera. Sapidità elegante e burrosa, inaspettatamente fresco, un‘onda che si ritira in cima alla montagna

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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3 Commenti

3 Commenti

  1. Luciano Ramella

    12/02/2020 at 18:44

    Forse non si ricorda del sottoscritto ma ai tempi del glorioso Wine Report ho avuto anche io la possibilità di esprimere, grazie a Lei, la mia modesta opinione sui fatti del vino. Sono passati tanti anni ma quel periodo rimane per me uno dei più belli della mia vita. Auguri e complimenti a Rosa Armstrong.
    Luciano Ramella

  2. Zuk

    13/02/2020 at 10:11

    Concordo pienamente con lei, signor Ziliani. A mio modesto parere il Vorberg è uno dei dieci migliori bianchi italiani, e a un prezzo ancora onesto. Ho stappato di recente un 2010 e un 2012, e ho il sospetto che abbiano entrambi davanti a sé ancora parecchi fulgidi anni. Colgo l’occasione per darLe il bentornato, si sentiva davvero la Sua mancanza

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