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Editoriali

A Riccagioia va in scena l’Amleto: c’è del marcio in Danimarca?

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A proposito di una trasferta del Consorzio Oltrepò a Copenaghen

Vorrei tanto voltare pagina e non occuparmi sempre del solito Oltrepò Pavese, delle sue eterne contraddizioni, dei suoi scandali, delle sue ipocrisie e delle sue mezzecartucce.. Ma la terra del Gioann Brera fu Carlo, di Carlo Boatti, del Duca Denari, del salame di Varzi e della Fisarmonica di Stradella mi chiama… Perché è un soggetto letterario, una rappresentazione teatrale, una operà comique, un film…

Partiamo da lontano, da novembre, quando il Consorzio Vini Oltrepò Pavese decide di partecipare al Merano Wine Festival. Il Consorzio é in cerca di visibilità, dice con il suo nuovo direttore arrivato dalla Lugana di essere in una fase di rilancio della zona, che non gode di grande considerazione da parte della stampa internazionale (che quando scrive di metodo classico e di Pinot nero prodotti in Italia, come ha fatto di recente la referente di Wine Enthusiast per l’Italia, la wine writer Kerin ‘O Keefe, la ignora).. Sono andati a Merano, per celebrare soprattutto i vini tribicchierati, non si sa come, dal Gambero rosso, ma sembra di essere nell’epoca vittoriana inglese, quella raccontata da William Makepeace Thackeray nella sua Fiera della vanità.

Poi passano due mesi da quel momento di vanagloria e scoppia, è cronaca di pochi giorni fa, lo scandalo della Cantina di Canneto Pavese. Il clima cambia, entrano in scena Carlo Goldoni con Le baruffe Chiozzotte e con Arlecchino servitore di due padroni.

Lo scenario cambia ancora e dal teatro passiamo alla grande letteratura russa, con Fëdor Dostoevskij con il suo capolavoro, l’Idiota… E poi torniamo a teatro, e andiamo in Norvegia con gli Spettri di Ibsen.

Il Consorzio Oltrepò Pavese poi sceglie di partecipare ad una rassegna che già dal nome fa capire che non è una cosa seria, Spumantitalia a Pescara. La rassegna si svolge, è un floppone, mette insieme disinvoltamente nel nome degli “spumanti” Charmat e metodo classico ed il Consorzio Oltrepò Pavese è l’unico tra i Consorzi protagonisti del metodo classico italiano a denominazione d’origine, Franciacorta, Trento, Alta Langa, Alto Adige, a partecipare, per una ricerca di visibilità, ed il Consorzio non fa bella figura, regge la coda al Prosecco Doc e ci perde la faccia… Ed è proprio Pirandello, non è davvero una cosa seria…

Torniamo allo scandalo della Cantina di  Canneto Pavese. I primi interrogatori dei dramma Sei personaggi in cerca d’autore (Pirandello ancora) e passiamo al cinema, con Totò e gli smemorati di Collegno, oppure nella Sicilia raccontata da Leonardo Sciascia nel Giorno della Civetta o in Todo modo, dove raccontava che la verità è sotto gli occhi di tutti, ma proprio per questo nessuno la vede o fa finta di non vederla. Ovvero il teorema, applicato dalla Magistratura a Berlusconi e non ad altri, secondo cui lui “non poteva non sapere”…

In questo vero Teatro dell’assurdo (Ionesco e Beckett, scegliete voi chi preferite) che sono le reazioni del mondo del vino oltrepadano, della politica oltrepadana e regionale e nazionale (tanto per non fare nomi i commenti al fattaccio di Canneto rilasciati dall’assessore alla Regione Rolfi e dall’ex Ministro delle Politiche agricole Centinaio) un misto di bugie che fanno venire il naso più lungo di quello di Pinocchio e che evocano un capolavoro del cinema come il Rashomon di Kurosawa, da riguardare ascoltando Le tre verità di Lucio Battisti, e rileggendo le pagine straordinarie di Verità e menzogna di Guido Piovene, e barzellette, che non fanno però ridere nessuno, si arriva ad una “notizia”.

La leggo su Il periodico news, fonte indispensabile su Oltrepò Pavese e dintorni, e dice, leggete qui, che il Consorzio vini parte in trasferta e dopo Merano e Pescara se ne andrà nei prossimi giorni in quel di Copenaghen.

E qui entrano in gioco Shakespeare e l’Amleto…Leggiamo che “Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese conferma la presenza al Taste of Lombardy che si svolgerà in Danimarca. Prosegue con i suoi eventi “in tour 2020” finalizzati alla promozione internazionale delle eccellenze del Territorio. Dopo il festival spumantistico di Pescara ora tocca alla Danimarca. Il contesto è quello del “Tre bicchieri World Tour Gambero Rosso 2020” un evento che è l’occasione di degustazione e promozione a cui partecipa il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, evento organizzato dal Gambero Rosso in collaborazione con Regione Lombardia. 

Il Gambero rosso? Quell’entità che assegna, con criteri misteriosi (sto scherzando) un premio, i famigerati “tre bicchieri” alle aziende produttrici di vini che più hanno “appagato” i palati dei degustatori della guida che fu importante e ora sopravvive, come le altre a se stessa, e che organizza costosi wine tour in giro per il mondo dove presenta i vini e le aziende che ha premiato?

Bene, uno si aspetterebbe di trovare proposte nella citta della Sirenetta le eccellenze oltrepadane, i vini che farebbero ad insindacabile giudizio farebbero la nobilitate della variegata produzione vitivinicola della bellissima zona lombarda (quella che ha 3000 ettari di Pinot nero contro i 450 circa di quella Franciacorta dove tutti producono bollicine Rosé) o quantomeno i tribicchierati di Merano, e invece da chi sarà rappresentato il “meglio” del vino targato OP?

Tenetevi forte, Vai avanti tu che a me viene da ridere (e siamo in piena commedia all’italiana con Lino Banfi e Agostina Belli) oppure in televisione su Scherzi a parte, sono questi vini:

Oltrepò Pavese Riesling DOC Superiore 2015 CA’ DI FRARA
Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG Giorgi 1870 GIORGI
Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG Collezione 2007 LA VERSA
Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese DOC 2018 VANZINI”

Il meglio Cà di Frara, azienda proprietà del vice presidente del Consorzio Oltrepò Pavese, il pirotecnico Luca Bellani (quello che durante le vacanze di Natale si faceva fotografare in vacanza ai Tropici mentre forse avrebbe fatto meglio a restare a casa per far fronte a situazioni non proprio commendevoli… e il cui metodo classico Pinot nero Pas Dosé Sessanta viene (s)venduto on line a 19,50 euro ?

Il meglio il Sangue di Giuda dei fratelli Vanzini (ho scritto Vanzini e non Vanzina quelli dei cinepanettoni) ?

Il meglio dell’Oltrepò Pavese il metodo classico dell’azienda proprietà (sempre che sia davvero sua e non di altra persona) del “sirenetto”, genero di uno degli inquisiti agli arresti domiciliari dello scandalo della Cantina di Canneto Pavese, e presidente di quel fantomatico Distretto dei vini di qualità che accoglieva al suo interno (e gli altri associati tacevano e acconsentivano) proprio la Cantina di Canneto Pavese al centro dello scandalo dei vini sofisticati? Quel Giorgi cui ho dato qualche consiglio in questo articolo, che con altri dice di metterci la faccia mentre la faccia l’hanno persa?

Il meglio dell’Oltrepò del vino un metodo classico 2007 della storica cantina La Versa che fu grande con il Duca Denari e che oggi cerca un problematico rilancio dopo essere entrata nella sfera di controllo della più potente Cantina sociale oltrepadana? Una cantina, chiediamo a Bellani se ne sa qualcosa, che è una fonte ricca di vecchie annate, vecchie riserve (lo so bene perché ho visitato più volte i suoi caveaux, l’ultima volta quando la cantina era finita sotto il controllo dello spericolato bresciano Lanzanova che intervistai nel 2015) a disposizione, finché ce n’è, di tanti?

Ma dai, siamo tornati a Pirandello, a Ma non è una cosa seria!

Oltrepò Pavese in Danimarca? Ebbene sì, ma la battuta non è quella relativa al soliloquio del Principe Amleto che si chiede “To be, or not to be, that is the question”, il famoso dubbio amletico, ma riprende la scena IV dello stesso capolavoro shakesperariano, laddove si afferma “C’è del marcio nel regno di Danimarca”. Una frase, inutile spiegarlo, che viene utilizzata quando si vuole alludere a situazioni poco limpide, a imbrogli o ad azioni disoneste che si tenta di nascondere.

Sì, c’è del marcio in questa trasferta oltrepadana a Copenaghen, c’è a Riccagioia, a Canneto Pavese, a Broni, e altrove. Troppo marcio…

Vogliamo portare tutto questo marcio alla discarica e ripartire dai tanti gioielli, sporcati dal fango dei farabutti e dei disonesti, degli omertosi e dei corrotti, degli spregiudicati e dei bugiardi matricolati, che la terra cantata da Gioann Brera fu Carlo, la terra del “vino che sorride” perché “il vino delle colline pavesi è da primato”, espressione di colline “che dilatano il respiro, sono imminenti e lontane, familiari e pur favolose. E il vino è la loro sintesi arcana” ha in abbondanza da offrire a tutti gli appassionati di buona volontà, quelli, a Milano, in Lombardia, nel resto d’Italia e poi nel mondo, cui ci si deve rivolgere per lanciare un messaggio positivo e di speranza?

Vogliamo dire una volta per tutte basta e ricominciare dalle vigne, dai viticoltori, da una terra magica come poche altre al mondo? E facciamolo tutti insieme, perbacco!

p.s.

letto questo articolo una persona che non nomino che ha un ruolo di fondamentale importanza all’interno del Consorzio vini Oltrepò Pavese mi ha mandato via whatsapp questo commento: “Fai come credi. Non credo che ci meritiamo tanto odio e astio. Ma se i tuoi amici ricchi dell’Oltrepo’ ti hanno ordinato di fare così…. vai avanti”.

Questi sono i personaggi che reggono le fila del Consorzio della più importante zona vinicola lombarda. Se il codardo scrivesse o affermasse pubblicamente queste falsità lo porterei in tribunale. Non lo farà perché é un verme e quindi posso solo coprirlo di ridicolo e di quella materia di cui é fatto…

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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