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Editoriali

Cabina di regia: bella parola, ma mancano la regista, gli attori, la sceneggiatura

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Ci siamo, anzi, il regime del vino italiano, i suoi reggicoda, i suoi servi e servitori, i suoi “inutili idioti” le varie, variopinte, troppo numerose e spesso costose e inutili (per i veri protagonisti del mondo del vino, quelli che lavorano in vigna e producono ricchezza producendo vino, girando per il mondo a promuoverlo e venderlo) organizzazioni che, dicono, lo rappresentano, hanno annunciato il cosiddetto Tavolo del vino, la cabina di regia, che la vispa Teresa, la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova da Ceglie Messapica aveva spacciato come toccasana miracoloso. E lo hanno fatto, le varie organizzazioni, con articoli e comunicati di rara banalità come questo.

Poi la riunione si è svolta, ieri, con la partecipazione degli onorevoli rappresentanti della filiera rappresentata dai presidenti delle organizzazioni più autorevoli del settore (Federvini, Unione Italiana Vini, Federdoc, Assoenologi, Federazione Italiana Vignaioli indipendenti, Alleanza delle Cooperative, Cia, Coldiretti e Confagricoltura, e cosa leggiamo sul contenuto della prima riunione? Quali geniali pensate, quali progetti, quali cose importanti sono venute fuori da questo brain storming di enoiche eccellenze?  

Nulla di sostanziale, semplicemente, ed espresso nel consueto stucchevole linguaggio tra la Gazzetta Ufficiale e l’Agenzia Stefani, o quello Ansa, che “Le organizzazioni agricole e settoriali da vari anni hanno attivato un tavolo di analisi e proposte che ha consentito di raggiungere importanti traguardi come il ‘Testo Unico del Vino’. La richiesta, ora, è di avere presto tutti i decreti applicativi entro Vinitaly 2020, la fiera in programma a Verona dal 19 al 22 aprile prossimi.“L’esortazione – hanno concluso i presidenti – è di collaborare all’obiettivo comune della crescita in reputazione e valore dell’Italia del vino”. 

“Ai temi condivisi con la filiera ed alla esigenza che ci sia una forte corrispondenza fra il valore del vino italiano sul mercato e uno sviluppo continuo della filiera aggiungo due note specifiche – sottolinea Piero Mastroberardino, presidente Gruppo Vini di Federvini -. Pur rispettando le prerogative assegnate alle autorità locali, in materia di piani paesaggistici e piani ambientali serve una linea di indirizzo condivisa a livello nazionale. Il settore vitivinicolo rappresenta un patrimonio nazionale e come tale deve essere trattato. Inoltre occorre mettere meglio in rete tutti gli enti di ricerca: le aziende hanno bisogno di conoscenza e sono in grado di offrire conoscenza. Tutti insieme possiamo conseguire maggiori risultati”.

E allora? Che fare? Quali saranno le prossime mosse che questo tavolo (un po’ traballante) ci riserverà al di là delle parole del linguaggio sindacal burocratico con spruzzate di mosto? E avranno parlato ieri dello scandalo che ha devastato e sta devastando l’Oltrepò Pavese e ha ramificazioni anche in altre regioni? Cabina di regia: bella parola, ma la regista potrebbe a breve essere licenziata dal produttore siciliano, gli attori sono quelli che sono, e la sceneggiatura è già vista, rivista e riproposta tante volte. Meglio i film di Vanzina, i cinepanettoni di Natale almeno facevano ridere…

 

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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