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Editoriali

Ancora Oltrepò Pavese: storia di un Sistema diffuso e di una Famiglia

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Torno ad occuparmi, con vero dolore perché da milanese e lombardo amo quella terra di vino e salami (in tutti i sensi) della tristissima vicenda della Cantina sociale di Canneto Pavese, dei suoi maneggi, dei vini contraffatti e commercializzati nelle catene della grande distribuzione rossa, degli enologi con compiti di responsabilità all’interno di Assoenologi coinvolti, del grande mediatore che faceva il regista, e di tanta disinvolta attività, di cui mi sono occupato in questo articolo. Che, Google Analytics dice, non io, ha avuto e continua ad avere, visite a livelli dei tempi di Brunellopoli (do you remember?).

Torno, tutti i dettagli e gli aggiornamenti li potete avere dai tanti articoli pubblicati, finalmente con onestà e senza reticenze, dal quotidiano locale, la Provincia Pavese, vedete qui, qui, per tentare di trarre qualche sintesi dall’accaduto e fare qualche domanda.

Prima domanda: chi sono i personaggi coinvolti nello scandalo e nell’inchiesta in corso, che ha portato gli inquirenti e la Guardia di Finanza ed i Nas a fare controlli anche in Trentino (Lavis) Veneto (Zonin e altri) e in altre regioni?

Sono personaggi, tre in particolare, che hanno avuto un ruolo chiave nel sistema vitivinicolo oltrepadano. Andiamo per ordine e ricordiamone i nomi: Alberto Carini, 46 anni, presidente della Cantina Sociale di Canneto Pavese (Pavia), residente a Castelverde (Cremona); Carla Colombi, 65 anni, stretta collaboratrice del presidente, residente a Montescano (Pavia); Aldo Venco, 65 anni, enologo che abita a Casteggio (Pavia), vice presidente di Assoenologi Lombardia-Liguria; Massimo Caprioli, enologo residente a Stradella (Pavia); Claudio Rampini, 63 anni, mediatore vitivinicolo.

Carini è presidente della Cantina Sociale di Canneto, quella che “pasticciava” i vini. Cantina della galassia Cooperative rosse, che forniva i vini non ad Esselunga o Lidl o altri protagonisti della Grande Distribuzione, ma a Coop e Conad (che lo scorso anno ha rilevato Auchan). Coop che oggi ha ritirato i vini dagli scaffali, ma che per lungo tempo li ha acquistati e distribuiti. Carini, ovvero Lega Coop, è uno di quelli che ai tempi del precedente scandalo che anni fa investì il mondo del vino oltrepadano, colpendo la mega cantina Terre d’Oltrepò, più aveva ostacolato il tentativo dell’ex Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, il mantovano Gianni Fava, di fare pulizia in un sistema di malaffare diffuso e radicato. Uno di quelli che avevano chiesto all’ex Governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni, di togliere a Fava la delega.

Carini che era tra quelli che hanno ostacolato l’erga omnes del Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese, e che è stato tra i massimi sostenitori di Fabiano Giorgi nella sua gestione, con presidenza, del Distretto dei vini di qualità Oltrepò Pavese, di cui la Cantina di Canneto faceva (oggi il Distretto ha preso le distanze) parte. Distretto nato come una specie di ente consortile contrapposto all’ente istituzionale, il Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese.

Ma chi é Fabiano Giorgi? E’ un simpatico vulcanico produttore, dei cui vini ho scritto tante volte sia su questo blog, ad esempio qui ma soprattutto parlando di una linea di vini che Giorgi ha fatto in collaborazione con il pavese Gerry Scotti, personaggio televisivo testimonial disinvolto (pecunia non olet) di mille cose, dal riso al pesto, ma, restando al vino, sia del Prosecco che dei vini oltrepadani, che su Lemillebolleblog, qui.

Bene, Fabiano Giorgi, che con il Distretto dell’Oltrepò Pavese ovvero “dove nasce la qualità e cambi il territorio”, così recita il claim nella home page del sito Internet dell’Associazione, aveva tentato di dare all’Oltrepò Pavese una “mossa perfetta”, aveva provato ad avviare un progetto di comunicazione. Poi andato a remengo, come tante cose in terra oltrepadana, perché entrambi i personaggi coinvolti, Armando Colombi, attuale direttore del Consorzio Club del Buttafuoco storico, assaggiatore professionista di Onav pur essendo milanese di nascita, ormai è nell’Oltrepo da 15 anni, e Riccardo Gabriele, attivissimo uomo di pubbliche relazioni in Toscana con consulenze a 360 gradi e contatti a livello internazionale, oggi con il Distretto non collaborano più.

Quali aziende facevano parte del Distretto accanto ad aziende esemplari come Bruno Verdi, Frecciarossa, Prime Alture, Calatroni, Cà di Frara, Fiamberti, Alberto Brandolini, Quaquarini, ecc. ? Nientemeno che la Cantina di Canneto Pavese. E che ci azzeccava con il discorso qualità? Un bel niente… E perché i vari vignaioli virtuosi del Distretto non hanno detto nulla sull’imbarazzante presenza nel Distretto della Cantina di Canneto? Andava bene loro o temevano chissà cosa?

Oggi, leggete qui, “Confagricoltura Pavia, per voce del suo Presidente, Giuseppe Cavagna di Gualdana, condanna fermamente i fatti avvenuti e confida nella magistratura per chiarire questa situazione e punire i responsabili. “Si deve, aggiunge Cavagna, porre l’attenzione sulla responsabilità di molti nel non voler cambiare un sistema incancrenito, continuando a non dare voce a chi invece può alzare la bandiera del territorio con un’immagine positiva”.

“Il territorio è stato colpito duramente dall’ennesima notizia negativa, afferma Ottavia Giorgi di Vistarino, Presidente della Sezione Vitivinicola di Confagricoltura”.

Non avrebbero dovuto farsi sentire un po’ prima che scoppiasse questo casino?

Altra domanda: cosa é stato fatto dai piccoli vignaioli oltrepadani cosi onesti e puliti dal 2014 ad oggi?

Che scelta drastica hanno fatto? Quale contromossa? Non pervenuto.

Ancora: chi è il buon Fabiano, interista come me? E’ il marito di Ileana Rampini export manager e guida amministrativa della Giorgi Vini o Giorgi Wines, figlia di Claudio Rampini, uno dei personaggi finiti agli arresti domiciliari, il più grande mediatore della terra oltrepadana. Giorgi il presidente del Distretto, cui aderisce l’azienda di Davide Calvi presidente provinciale della CIA, che non è quella cosa americana che conosciamo, bensì la Confederazione Italiana agricoltori.

Andiamo avanti con le parentele familiari. Calvi Valter, ovvero Buttafuoco Storico, Distretto, Consorzio di cui il figlio Calvi Davide, Buttafuoco Storico, Distretto, Consorzio, ricopre da tanti anni la carica di presidente Cia Pavia. Calvi Valter ha sposato la figlia di Maini che è stato sempre il cantiniere, ora in pensione, della cantina di Canneto Pavese.. era anche consigliere.

Fabiano Giorgi che quanto veniva confermato presidente del Distretto appariva in foto in bella mostra avendo accanto Davide Calvi e Alberto Carini della Cantina Canneto, uno dei personaggi agli arresti domiciliari.

Andiamo avanti con le parentele. Francesco Quaquarini è il cognato di Antonio Giorgi, padre di Fabiano e coinvolto nel Buttafuoco storico, nel Distretto e nel Consorzio. Rampini, suocero di Fabiano Giorgi, ha una moglie che é la sorella di Zurla, ovvero Vetreria Santa Maria della Versa.. che oggi ha fior fiore di dipendenti e camion che spostano vetri in tutta la provincia.

Uno dei vini adulterati coinvolti nello scandalo, come racconta la Provincia Pavese, è il Buttafuoco, con bottiglie sequestrate alla Coop di vini che, come raccontano le intercettazioni telefoniche tra gli enologi coinvolti, veniva “fabbricato” in pochi giorni. Perché quelli della Associazione Tutela Buttafuoco, “un’unione volontaria di produttori di vino legati dal produrre Buttafuoco D.o.c., primo passo per la costituzione di un Consorzio di tutela autonomo della denominazione”, facevano guerre ovunque ma non pulivano casa loro?  

Ora passiamo ad Aldo Venco, vice presidente, ieri autosospesosi, di Assoenologi Lombardia-Liguria ma è, e soprattutto mi auguro era, uno dei presidenti delle commissioni di degustazione delle Doc dei vini oltrepadani. Chi controlla i controllori? E c’è da fidarsi di queste commissioni che vedono agire al loro interno personaggi che giudicano i vini di aziende i cui vini contribuiscono a produrre e che, vedi caso Venco, combinano immondi pasticci del genere? E l’Assoenologi quanti altri Venco ha al suo interno?

Ho paura ce ne siano altri, come sa il caro Riccardo Cotarella ora salvatore della patria della cordata Terre d’Oltrepò – La Versa, che proprio lunedì sarà in Oltrepò Pavese ad incontrare soci conferitori, viticoltori e mondo del vino che ruota attorno al mega cantinone che ha come presidente un altro Giorgi, Andrea, uomo gradito sia alle cooperative rosse che alla Coldiretti di Giovanni Prandini, quello che ha sponsorizzato l’arrivo alla direzione del Consorzio Oltrepò Pavese di Carlo Veronese.

Povero caro Oltrepò Pavese, che agli occhi di molti finisci ingiustamente per apparire trafficone e senza pretese, che brutta fine che stai facendo con questo scandalo che ha scoperchiato il vaso di Pandora di un brutto Sistema ramificato che vede un po’ tutti coinvolti e che avrà vittime sicure, i viticoltori sottopagati per le loro pregiate uve di una terra meravigliosa che potrebbe essere il paradiso del vino. E che tanti, per sporchi interessi, preferiscono resti così com’è, l’eterna promessa non mantenuta, l’eterna incompiuta, la Balotelli del vino italiano.

Ma a Canneto Pavese e dintorni siamo ancora in Lombardia, in terra oltrepadana, o visti gli intrecci, le omertà, le convenienze, i giochi di clan e di famiglie che emergono, non siamo invece nella Palermo degli anni prima della morte di Falcone e Borsellino?

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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24 Commenti

24 Commenti

  1. Genesio Salmoria

    24/01/2020 at 12:22

    Lei è un cretino disinformato.

    • Franco Ziliani

      24/01/2020 at 12:41

      la ringrazio. Visto che lei é diversamente informato, vuole gentilmente informarci di quello che sa e che io ignoro o non ho scritto?

  2. Renato Pesenti

    24/01/2020 at 12:39

    questa mattina sulla Provincia Pavese, si parlava tra i vari articoli di acido tartarico venduto per eludere i controlli come detergente per pulizia.. da dove proveniva e da chi andava quel prodotto solo li?

    • Franco Ziliani

      24/01/2020 at 12:42

      questa é una bella domanda… Speriamo che l’inchiesta ancora in corso porti a verificare anche questi aspetti inquietanti.

      • Rossella Rossi

        24/01/2020 at 12:59

        Ma soprattutto basta solo questo strano acido per fare Gesu’ ? Non serve altro?

        • Franco Ziliani

          24/01/2020 at 13:20

          ovvero Rossella? Ci faccia capire… Non afferro il senso del suo intervento. Sia più chiara

          • Rossella Rossi

            24/01/2020 at 15:22

            Se fosse solo con acido tartarico sarebbe troppo facile forse.. e poi a cosa serve questo prodotto? Lo chiedo a chi e’ più esperta di me

      • Simone

        25/01/2020 at 13:15

        …poi mi si chiede perché la mia stima per il Ziliani è tanto grande… Hai parlato ed intuito il tutto prima di tutti (al solito) e con tutti che ti davano del matto o PEGGIO facevano finta di non sentirti…

  3. Carla Invernizzi

    24/01/2020 at 12:49

    caro Ziliani grazie per il suo articolo.
    nel palmares di fabiano ha dimenticato questa cosa
    https://ilperiodiconews.it/homepage/eventi/item/18958-oltrepo-pavese-broni-il-premio-giorgi-vini-verra-assegnato-a-un-grande-ambasciatore-o-un-grande-maestro-di-vigna-e-ad-un-grande-giovane-vignaiolo-emergente.html
    Hanno rovinato la Valle Versa da Stradella a Santa Maria…

  4. Giovanni Marchi

    24/01/2020 at 13:35

    Ziliani cosa pensa di questo vino e dei vini dell’Oltrepò Pavese premiati dalle varie guide?
    C’é qualche vino che secondo lei non viene considerato come meriterebbe?
    https://www.milanopavia.news/cronaca-voghera/vino-per-lais-il-migliore-della-lombardia-viene-da-canneto-pavese/?fbclid=IwAR17NIb6UjcYSv-weqHlz7VZ7biFvwJATXlFCZtWK4GBW4E5_lm63gfoTSU

    • Franco Ziliani

      24/01/2020 at 13:45

      ho grande stima di Paolo Verdi e l’ho testimoniato nel tempo dedicando articoli ai suoi metodo classico e al Cavariola.
      https://lemillebolleblog.it/2017/08/27/oltrepo-pavese-metodo-classico-extra-brut-vergomberra-2011-bruno-verdi/
      Mi stupisce che aziende come la sua abbiano accettato di stare nel Distretto accanto alla Cantina di Canneto…
      Questo é imperdonabile
      quanto alle guide, che dire?
      Ogni tanto ci azzeccano, molte altre volte dicono stupidaggini. Io le considero superate e inaffidabili e ho smesso di leggerle e di acquistarle.
      Ignoro pertanto quali vini oltrepadani siano stati premiati quest’anno.

  5. luca vercelloni

    24/01/2020 at 14:23

    Un quadro terrificante e mortificante. Del resto le infiltrazioni malavitose nel mondo della ristorazione sono tristemente note. Francamente non pensavo che anche nel mondo dei vini accadessero cose analoghe

  6. daniela beccaria bellani ca' da frara dal 1905.

    24/01/2020 at 15:39

    GENTILISSIMO SIG. ZILIANI SONO DA 46 ANNI IN OLTREPO’ HO VISSUTO CON TULLIO MIO MARITO DALLA NASCITA DEL NUOVO CONSORZIO DEL 1978 IN AVANTI ,SOSTENGO LUCA MIO FIGLIO CHE HA SOSTITUITO TULLIO Da VENTI ANNI ALLA GUIDA DI CA’ DI FRARA CHE DIRE … TANTA TRISTEZZA MA SOPRATUTTO TANTA MEMORIA E RISPETTO PER TULLIO BELLANI CHE CIO’ CHE LEI ENUNCIA …MIO MARITO HA CERCATO IN OGNI MODO DI CAMBIARE ….
    RISULTATO EMARGINAZIONE ,ERA UN MATTO … E’ UNA STRANA COSA DOVERE DIRE RICORDARE UNA VITA SPESA PER NULLA? NO POICHE’ LA STORIA SI RIPETE MA ATTENZIONE RENDE ONORE E GLORIA AGLI UOMINI CONTRO …….

    • Franco Ziliani

      24/01/2020 at 16:06

      cara Signora Daniela, ho massimo rispetto per quello che suo marito e lei avete fatto. Un po’ meno per suo figlio che si faceva fotografare durante le vacanze di Natale ai Tropici mentre la situazione aziendale é quella che é e lei lo sa bene… E lo so io e lo sappiamo in tanti…
      Vogliamo parlarne? Con affetto

  7. Riccardo Gigli

    24/01/2020 at 16:01

    • Franco Ziliani

      24/01/2020 at 16:09

      Cosa vuole che le dica? Che Slow Wine evidentemente ha letto quello che ho scritto nel mio articolo di due giorni fa. E che dice le cose che io vado dicendo da tanto tempo. Comunque meglio tardi che mai

  8. Silvana

    25/01/2020 at 16:14

    Una storiaccia all’italiana, quella di cui stai dando conto. Ma se non ricordo male già qualche anno fa ne scrivevi e ne parlavi. Credo che il mondo del vino, al netto del fascino che emana, sia luogo di affari come altri. Uno che stappa la buona bottiglia non se ne rende conto. Inoltre, dato che la terra non è esportabile, presto a complicare la vita ai bravi vignaioli – più o meno grandi – non ci sarà solo il mal di pancia causato dai trafficoni nostrani, ma ci si metteranno i tycoon della finanza che sono lesti a mettere in piedi grandi giochi politici per rastrellare il meglio delle terre nostrane. La sensazione precisa è che quasi sempre gli affari non si facciano più come antan – né tra sensali nostrani né con quelli venuti da fuori -. Perciò forse non ci si può aspettare che un mondo suggestivo e ambìto come quello del vino sia diverso da quello di altri settori meno luccicanti. Così anche la vigna rischia di diventare un campo minato. Sarà che l’inverno quest’anno tradisce il calendario, sarà che invecchiando mi si è acuita la vista, ma la storia del bellissimo oltrepo, dove andavo a camminare, ammirando il paesaggio e respirando il petricore che saliva dalla terra nelle prime giornate d’autunno, mi mette addosso un’onda di pessimismo. Povera Italia, che tristezza.

    • Franco Ziliani

      25/01/2020 at 16:20

      hai ragione Silvana, e per te che a volte questa Italia la osservi per un bel periodo dell’anno da Lisboa, deve essere ancora più malinconico lo sguardo…
      L’Italia ha bisogno di altre persone, di ambasciatori che ne testimonino la possibilità di grandezza. Uno potresti benissimo esserlo tu, che per quella Montalcino che tu milanese hai scelto come seconda terra di elezione, hai fatto tantissimo…

      • Silvana

        25/01/2020 at 20:44

        Mi pare che l’Italia abbia soprattutto bisogno di fiducia. Quella fiducia che dicono faccia tenere i risparmi, di chi ce li ha, immobili in banca o altrove. E’ un’Italia molto vulnerabile da parte di ogni sorta di speculatori, oltre a essere inebetita da imbrogli come quello dell’Oltrepo di cui parli qui. Penso a quelli che lavorano il loro, ci campano facendo uno di quei buoni vini che una volta si trovavano con facilità a Milano … gli auguro di trovare la strada per liberarsi dai “serpentoni della Libia” e uscirne bene.

  9. chicchina

    25/01/2020 at 22:51

    Mi trovo qui per caso,seguendo tracce che spesso in rete sembrano sottili fili di una strana ragnatela.Non parlo di vini,perchè non ne capisco molto,ma il suo articolo mi ha riportata a luoghi nomi e persone di oltre 50 anni fa,un tuffo in un passato dove fra le persone trovavo tanta laboriosità,serietà e generosità.Un buon bicchiere chiudeva spesso ogni chiacchierata,ed ancora più spesso si ripartiva con delle buone bottiglie da portarsi a casa e che ti vendevano quasi con ritrosia..Può cancellare il commento,capisco che c’entra poo o niente con quello che sta scrivendo.E’ un ritratto in bianco e nero di altri tempi che la memoria ha registrato..

    • Franco Ziliani

      25/01/2020 at 23:45

      il suo commento é pura poesia ed é uno dei più belli che abbia mai ricevuto ad un mio articolo. Mi inchino e ringrazio

  10. chicchina

    26/01/2020 at 19:36

    Ringrazio Lei per il commento!E speriamo che le brutte storie di traffici affaristici non mandino a fondo tante buone iniziative e tanto impegno per salvare quel che c’è di buono,ancora.Buon lavoro!

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