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My Wine Notes

Indiscrezioni

Eureka! In Calabria è nato un nuovo vino rosato, Rosamara…

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…peccato che già da anni, con lo stesso nome, lo produca Costaripa in Valtènesi…

Ma chi lo dice che i social network non servono? A me sono serviti ad esempio per scoprire ieri che in Calabria, una terra che adoro e dove si assiste ad un vero e proprio rinascimento vitivinicolo che da Cirò si sta estendendo a tutta la regione, è nato un nuovo vino rosato.

Lo producono a Mangone, in provincia di Cosenza, da uve Greco nero in purezza, le Cantine Spadafora 1915. Si tratta di un rosato affinato in acciaio e poi in legno, che sarei curioso di provare. Anche se non amo particolarmente l’uso del legno nei rosati e rosé…

Però, quando mi accingevo a contattare il produttore, per chiedergli se sarà al Vinitaly, di modo da poter assaggiare il suo rosato, guardando in etichetta il nome del vino, Rosamara, mi si è accesa una lampadina e mi sono chiesto: ma questo nome non l’ho già letto da qualche parte?

Certo che l’ho già visto! Sono almeno venticinque anni che conosco, e talvolta bevo considerandolo molto buono, un rosato che si chiama proprio Rosamara. Intendiamoci, per essere precisi non è proprio un rosato, ma un Chiaretto, visto che nasce in Valtènesi, sulla sponda che va da Desenzano sino a Gragnano, del Lago di Garda.

E lo produce, da uve Groppello, Marzemino, Sangiovese e Barbera, un personaggio, Mattia Vezzola, prestigioso chef de cave in una nota azienda della zona spumantistica bresciana, nonché proprietario di una storica cantina familiare, Costaripa, che si trova a Moniga del Garda, dove per inciso, da undici anni, si svolge la più importante rassegna dei vini rosati italiani, Italia in rosa.

Rosamara il Valtènesi Chiaretto prodotto da Costaripa a Moniga del Garda e Rosamara il Calabria Igp prodotto da Spadafora 1915 a Mangone: ohibò, guarda te che coincidenza!

Caro Spadafora, va bene la libertà di impresa, ma perché non provare ad informarsi prima di dare il nome ad un vino nuovo, magari utilizzando Google? E perché non cercare di spremere il cervello ed esercitare la fantasia, per non rischiare di chiamare un vino con un nome che qualcuno forse ha già utilizzato?

Attenzione!

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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