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My Wine Notes

Montalcino e dintorni

Cinque anni fa a Montalcino l’attentato mafioso ai danni di Case Basse Soldera

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Per non dimenticare un episodio che infangò e infamò Montalcino

Cinque anni fa a Montalcino, celeberrima località vinicola sulle Colline Senesi, patria di uno dei vini italiani più famosi nel mondo, il Brunello di Montalcino, si consumava un vergognoso episodio.

Ignoti, poi individuati nella persona di un ex dipendente, dopo aver infranto una finestra della cantina, nella notte tra domenica 2 e lunedì 3 dicembre si introdussero nella cantina di Gianfranco Soldera a Case Basse e una volta aperte le valvole di sei botti di rovere di Slavonia da oltre 100 ettolitri l’una dove si stavano affinando i vini atti a divenire Brunello di Montalcino delle annate dal 2007 al 2012 lo lasciarono fluire nelle canaline di scolo della cantina e quindi nelle fogne.

62.600 litri di grandi vini andati irrimediabilmente perduti. Un danno, non solo economico, ma morale, uno spregio pazzesco, da veri vigliacchi, “un avvertimento, una vendetta in perfetto stile “mafioso” come affermò a caldo Soldera e come io scrissi, indignato da tanta cattiveria, in due articoli dal tono molto sostenuto: questo e poi ancora questo. Articoli che riscriverei senza toccare una riga, e che riletti oggi alla luce di quanto é accaduto negli ultimi anni a Siena e dintorni, mi convincono di non aver esagerato. Anzi… Recenti sentenze fanno ancora rabbrividire…

E poi, a seguire, ci furono molti altri articoli, discussioni, che portarono all’uscita di Gianfranco Soldera e di Case Basse dal Consorzio del Brunello, denunce, sentenze, favorevoli a Soldera, e altre cose.

Tante parole, ma ormai il danno era stato fatto, l’oltraggio consumato e questo orribile episodio non contribuì di certo a diffondere nel mondo, dove la notizia dell’attentato ad uno dei più noti e prestigiosi produttori di Brunello, al migliore in assoluto, insieme al Greppo, si era diffusa, una bella immagine del borgo toscano. Se in quel luogo potevano verificarsi fattacci simili…

Ora non se quel farabutto che si rese responsabile di quel gesto inqualificabile sia ancora, dove dovrebbe stare a marcire, in galera, oppure, come sono pronto a scommettere, sia già in libertà.
La cosa importante è non dimenticare quello che è successo, (nulla mi toglie l’idea che si tratti di un effetto a scoppio ritardato di quanto avvenne quattro anni prima) anche se produttori, Consorzio, anche parecchi giornalisti o piuttosto “fiancheggiatori”, fanno finta non sia mai esistito e hanno cercato di rimuovere. Di sminuire, di ridurre a poca cosa. Invenzione di qualche fantasioso cronista del vino…

Molto bene credo abbiano dunque fatto Gianfranco Soldera, la sua famiglia e tutta la squadra di Case Basse, a diffondere in questi giorni un comunicato, che ritengo doveroso, non solo per completezza dell’informazione, ma perché aiuta a ricordare, a non dimenticare, anche se ormai si è andati oltre e a mandare un segnale importante, ovvero che l’azienda non è morta come qualcuno forse desiderava accadesse.
E che Gianfranco Soldera ed il suo Sangiovese in purezza, espressione del meraviglioso terroir dove sono situate le vigne di Case Basse, sono nuovamente pronti ad affrontare la sfida dei mercati. Perché, come recita il comunicato, “con la primavera 2018 sarà disponibile l’annata 2013, la prima vendemmia dopo l’evento”. E questa è la più bella e la più gioiosa delle notizie.
The show must go on

Carissimi, desideriamo, oggi, dopo cinque anni, rinnovare il nostro ringraziamento per il sostegno che abbiamo ricevuto nell’affrontare e superare il danno che ci ha colpito nel dicembre 2012.

Con la fine del 2017 si chiude un periodo in cui abbiamo proseguito con passione e tenacia a sviluppare la nostra Azienda con il rammarico di poter offrire ai nostri estimatori di tutto il mondo solo le modeste quantità di vino salvato dal danno.

Il nuovo anno apre uno scenario che ripresenta Soldera Case Basse nella sua completa espressione. Con la primavera 2018 sarà disponibile l’annata 2013, la prima vendemmia dopo l’evento.
Grazie alle moltissime persone da tutto il mondo che hanno partecipato al nostro sconcerto e inviato messaggi di incoraggiamento. Grazie a chi, senza nemmeno conoscerci, ha condiviso il dolore e l’augurio della ripresa. Grazie a tutti coloro che in questi cinque anni hanno collaborato con noi per raggiungere con successo questo traguardo.

Noi ci abbiamo messo tutta la nostra dedizione ma senza l’energia ricevuta da voi non saremmo oggi così felici e così forti.

Vogliamo inoltre farvi partecipi della nostra decisione di donare ad enti di beneficenza tutti i 440 litri rimasti dopo il danno, dell’annata 2010, che pertanto non sarà in vendita; abbiamo imbottigliato i 440 litri in formati da 3 – 5 – 6 – 9 – 12 e 15 litri e, ad oggi, in quattro eventi sono già stati raccolti e donati 274.000 euro; stiamo organizzando altri sei eventi nei prossimi due anni.

Grazie infinite a tutti coloro che ci hanno aiutato, ci aiutano e ci aiuteranno nel futuro. Auguri di buone feste. Famiglia Soldera

Comunicato stampa in inglese  

Dears, today, five years after the events of December 2012, we would like to once again thank you for the support you gave us, which helped us face and overcome the damage we suffered.

With the end of 2017 we closed a period in which we pursued the management of our winery with great passion and commitment, with the unfortunate awareness that all that we could offer to our trustworthy clients from all over the world was the modest quantity of wine which could be saved from the 2012 damage.

The new year will open a new stage in which Soldera Case Basse will re-emerge in its full expression. From spring 2018, our vintage 2013 will be available – the first harvest after the events of 2012.

Thanks to the many people from all around the world who shared our bewilderment and sent us messages of encouragement; thanks to whom, without even knowing us, shared our loss as well as a wish for recovery; thanks to all the people who, during these last five years, have worked with us to successfully reach this target.

We have been motivated by our passionate dedication, but we would not be as happy and strong today if it hadn’t been for you.
We would like to share with you our decision of donating the 440 remaining litres of 2010 wine saved from the damage to charity. None of the 2010 wine will be on sale. We have bottled the 440 litres of 2010 wine in bottles of 3, 5, 6, 9, 12 and 15 litres respectively. To date, in the four events which have been organized so far, as much as 274,000 euros have been raised and donated to charity. We are organizing other six events which will take place over the next two years.

Thank you very much to all those who have supported us, are supporting us and will support us in the future to come.

Best Wishes,

The Soldera Family

Attenzione!

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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1 Commento

1 Commento

  1. Silvana Biasutti

    14/12/2017 at 21:15

    Incontro ogni tanto Gianfranco Soldera, quando viene a pranzo a Sant’Angelo in Colle. Non c’è bisogno che mi dicano che è nei dintorni: l’aria vibra, sfrizzola; sento la nota voce, con quel lievissimo rauco di fondo, che mi saluta, e ci abbracciamo.
    Ricordo quarant’anni fa quando lo incontravo con sua moglie a pranzo, e Sant’Angelo era più ‘dimessa’ di quanto non appaia ora. Gianfranco è più o meno come allora (gli anni sono passati quasi scivolando via) ma la sua passione è, semmai, cresciuta, si è come rimpolpata, si è nutrita della terra che ama e dove ha scelto di stare. Con gli anni, accanto a lui ho visto e incontrato suoi amici, qualche giornalista, clienti; poche settimane fa c’era Angiolino Maule con altri il cui nome ora non ricordo. Soldera è così: energetico, ad alcuni pare ispido, certo non è accomodante, ma se lo fosse e lo fosse stato il suo vino non sarebbe quello che è. Per me è parte di questo paesaggio. O come fosse un filare delle sue vigne. Non bevo spesso il suo vino (non bevo spesso vino) ma quando mi capita mi fa ricordare tutti gli anni che si sono sgranati da quei lontani anni settanta in qua, quando si faceva su e giù da Milano, quasi settimanalmente. E tornare a questo paesaggio un magnifico #paesaggioitaliano, con Gianfranco Soldera che ne fa parte.

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