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My Wine Notes

In taberna quando sumus...

Calabria rosato Lighezza 2016 Terre di Balbia

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Eccellente cena ieri sera, a Milano, con la cara amica sommelier e violoncellista fiorentina Valentina Porretta Merolli, al ristorante Pisacco di via Solferino 48, che vi consiglio, non perdetevi un piatto squisito come Polpo, fagioli borlotti, cime di rapa al lime, nduja, e al quale suggerisco di rivedere un po’ (in ribasso) la politica di ricarico dei vini (i vari rosati in carta a 30 euro sono troppo cari e non invogliano di certo ad ordinarli… e anche con gli altri non si scherza…).

Bella atmosfera, cucina curata, e la scoperta, bravo Alessandro La Cava, “regista” di Pisacco, di un rosato calabrese, base Gaglioppo, che non conoscevo e che ho trovato davvero ben fatto. Questo nonostante abbia scoperto che nella sua “confezione” c’é la mano di un produttore pugliese verso il quale non sono stato tenero in passato, ovvero Gianfranco Fino, mister Primitivo di Manduria ES. Il rosato, 2016, in perfetta forma a fine 2017, si chiama Ligrezza e la cantina è Terre di Balbia.
Un rosato, Valentina ed io abbiamo convenuto, piacevolmente succoso, ben polputo, ricco, decisamente strutturato, con un alcol che si fa leggermente sentire (13,5°) e dà calore e voluminosità al vino, ma a mio avviso dotato di un equilibrio, di una piacevolezza di beva, di un’integrità, di una personalità spiccata, tali da renderlo subito uno dei miei rosati calabresi preferiti. Magari non come il fantastico Marinetto di Sergio Arcuri, vignaiolo magister in Cirò, ma in buona posizione. Insieme ad un classico sempre di riferimento, con le centinaia di migliaia di bottiglie prodotte, il Cirò rosato di Librandi.
Sono curioso di vedere come se la caveranno, sempre in rosa, con la torrida annata 2017. Occhio, cari appassionati di vini del Sud, di vini da vitigni autoctoni (Terre di Balbia produce anche un Merlot, ma francamente a me la cosa lascia del tutto indifferente) che la Calabria, solo quella del vino purtroppo, si muove, e riserva sempre nuove stuzzicanti sorprese…

Attenzione!

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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