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Libiam nei lieti calici

Cucina Cereda e Colli Tortonesi Timorasso di Mariotto: accoppiata vincente!

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Ieri sera, 21 marzo, primo giorno di primavera, strepitosa esperienza gastronomica presso l’ottimo ristorante Cucina Cereda di Ponte San Pietro, ad un tiro di schioppo da Bergamo. Grande cucina, servizio impeccabile in sala, affidata al bravo, discreto, elegante Alessio Monachello, atmosfera raccolta il giusto, ottimo rapporto qualità-prezzo. Davvero da applausi. Ne parlerò prestissimo con più calma.

Ma da applausi, davvero, anche il Colli Tortonesi Timorasso 2014 che abbiamo scelto, un Derthona di classe superiore. Un bianco che abbina giusta grassezza, larghezza ed estratto al palato, persistenza lunga, ad una freschezza, ad una vena acida, incisiva, ad una ricchezza di sapore, ad un’energia scalpitante e saggia, e che si è fatto bere (ero in compagnia di una splendida Signora, che ha reso ancora più bella ed emozionante la serata..) davvero golosamente.

Meglio chiarire che non sto parlando del Timorasso di un personaggio che fu grande e oggi preferisce raccontare bugie peggio di Pinocchio e che incurante di quello che gli avrebbe dovuto suggerire non il grillo parlante, ma il semplice buon senso ha scelto di affidarsi, per una cosiddetta “joint venture” (così é stata definita in un articolo che non é stato smentito) al gatto & la volpe, ovvero Oscar & Farinetti. Un certo personaggio, amico di certi squallidi personaggi fiorentini, che se lo conosci, beh, se non sei masochista tendi ad evitarlo…
Sto parlando dell’esemplare Derthona di Claudio Mariotto, per me oggi il punto di riferimento del panorama timorassiano. Quanto alla cucina di Giuseppe Cereda, coadiuvato ai fornelli dal sous chef Stefano Bonetti, ve la consiglio spassionatamente e con totale convinzione. Saporita, fantasiosa ma senza masturbazioni mentali, golosa, curiosa, armoniosa e bella da vedersi, moderna in maniera intelligenza e senza la smania di “miracol mostrare” o di arrampicarsi sui vetri.

Provate voi a trovarmi altrove un fritto misto come quello che ci siamo goduti stasera o piatti come Gambero reale, scarola dei Colli di Bergamo e ricotta, oppure Casoncelli di gamberi e alghe, il resto e che libidine (compreso un esemplare carrello dei formaggi con taleggi “stagionati da noi” e un bleu da applausi e una toma di Gressoney che mi ha quasi commosso, pensando a Gianni…) ed il resto, che potete leggere sul menu.

Altro che la cucina balbettante, “vorrei ma non posso”, di un recente stellato bergamasco dove in febbraio, un amico produttore di un grande Pinot nero oltrepadano ed io durante la nostra esperienza a quei tavoli, continuavamo a ridere, per non piangere, di fronte all’insostenibile leggerezza della proposta gastronomica, ad una linea di cucina pressoché invisibile.

Se quel ristorante ha avuto la stella Michelin a Cereda dovrebbero darne almeno due. Se esistesse una giustizia. Ma non esiste, vaff....

Cucina Cereda
Via Piazzini, 33 – Ponte San Pietro (BG)
Tel. 035 4371900 – E-mail: info@cucinacereda.com
Chiuso il sabato a pranzo e il lunedì

Attenzione!

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Lemillebolleblog

http://www.lemillebolleblog.it/

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Michele

    22/03/2017 at 11:05

    Ziliani mi perdoni, qundo lei parla di vino l’ascolto e la leggo volentieri perchè merita davvero.
    Quando però si infogna in polemiche e politica, a parte strapparmi qualche sorriso all’inizio, mi annoia tremendamente.
    Adesso, subito dopo lo “scontro” con Massa, mi fa “casualmente” un articolo su un timorasso di un altro produttore (che peraltro apprezzo).
    Non le sembra un po’ puerile? A me si!
    Non lo prenda come un insulto, non vuole essere tale. Vuole piuttosto essere un timido consiglio, una richiesta. Torni a parlare di vino. Quello le ripeto, lo sa fare molto bene.

    • franco ziliani

      22/03/2017 at 11:41

      mi perdoni Michele, ma é colpa mia se ieri sera alla Cucina Cereda mi sono imbattuto in questo capolavoro?
      E poi, mi scusi, non parlo forse di vino, oltre che d’amore e di cucina, in questo articolo?
      Nessuna puerilità, mi spiace ma non sono d’accordo con lei..

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