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Enovarie

C’è una nuova Valpolicella tutta da scoprire, evviva!

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Una festosa anteprima dell’Anteprima Amarone 2013 la mette in luce…

Devo innanzitutto fare mea culpa. So bene che una sola persona, non riescono a farlo nemmeno le varie guide, con uno staff di numerosi collaboratori, non può coprire, pur con tutta la buona volontà possibile, tutto il multiforme e variopinto eno-stivale. Ed è ovvio che ci saranno sempre zone che sfuggono, mentre ne stai seguendo altre, al tuo controllo.

Però.. Però devo fare pubblica ammenda per avere trascurato, per troppo tempo, una terra meravigliosa com’altre poche, alla quale in passato avevo dedicato assidue attenzioni e dove da tempo, anche perché l’evoluzione che aveva conosciuto non mi convinceva affatto, non mettevo piede.

La Valpolicella non è un posto come un altro, ma la terra bellissima, ricca di angoli da emozione, dove nascono splendidi rossi dalla succosità contagiosa e trascinante e con ogni probabilità il vino rosso da uve in appassimento più intrigante d’Italia, ma che dico, del mondo, messer Amarone della Valpolicella.
Queste e altre riflessioni, che devo lasciar sedimentare e arrivare al giusto punto di “cottura”, mi sono nate ieri sera, partecipando alla cena, presenti tanti produttori e numerosi wine writers provenienti da tutto il mondo (ne cito solo quattro a me particolarmente cari, Charles Scicolone e Tom Maresca from Usa, Christian Eder dalla Svizzera e Stephen Brook from London), che precede l’Anteprima dell’Amarone 2013.

A tavola (a proposito ottima la cucina del Ristorante Vittorio Emanuele che ci ospitava) ad un tavolo pieno di gente simpatica, cito uno tra tutti, una vecchia conoscenza come Daniele Accordini, anima della Cantina della Valpolicella di Negrar, ho scoperto che tanta Valpolicella si è liberata dalla camicia di forza e dal cappio soffocante di un’idea (a mio avviso assurda) della Valpolicella ridotta a vini muscolosi, super estratti, dolci all’eccesso e pieni di legno, vini noiosi e seriali espressione della speciale tecnologia dell’appassimento e non dei tanti terroir magnifici dove nascono.
Una rinnovata Valpolicella che oggi esprime gioiosamente vini di un’eleganza, un’energia, una multidimensionalità e ricchezza di sfaccettature, di una vitalità tali che non possono non tornare a conquistarmi. E che mi indurranno, m’impegno solennemente, a riprendere prestissimo la via di Fumane, Negrar, Marano, San Pietro in Cariano, Sant’Ambrogio e dintorni, compresa la talentuosa e ormai emersa “zona allargata”, che comprende borghi come Illasi, Lavagno, Mezzane e Tregnago.
Ci tornerò presto e chiederò l’aiuto della brava direttrice del Consorzio Valpolicella, Olga Bussinello, che si è comportata con me con una classe e una signorilità che ricorderò a lungo…, e di sue brave collaboratrici come l’amica Federica Schir, perché voglio vedere da quali vigneti nascono vini, parlo di Valpolicella, Valpolicella classico, Valpolicella ripasso, Amarone della Valpolicella, Recioto della Valpolicella, che ieri sera a tavola, tra una simpatica chiacchierata e l’altra, mi hanno conquistato.
Parlo di vini di aziende a me già note, che hanno confermato come sappiano lavorare sempre bene, come, cito due nomi su tutti, Corte Rugolin (regno di un’Elena Coati se possibile ancora più bella), e Novaia, con il giovane Marcello Vaona ancora più bravo del già bravo babbo Giampaolo, e segnatevi questa quaterna di nomi, che rappresentano non solo il futuro, ma uno splendente presente della Valpolicella.

I loro nomi? Eccoli: Secondo Marco di Marco Speri, Massimago, dell’elegante e fascinosa Camilla Rossi Chauvenet, presentatami da un nome che è una garanzia di sapienza, professionalità e classe, ovvero Alessandro Scorsone, quindi Marco Mosconi e Le Marognole di Fabio Corsi.

Sabato sarà tempo di conferme e magari, lo spero tanto, di nuove rivelazioni, ma mi basta aver scoperto questi quattro nomi che non conoscevo per essere felice di essere tornato in Valpolicella. E di accingermi a ritornarci, con rinnovato amore, chissà quant’altre volte ancora. Sempre che Bacco e i potenti Dei mi assistano e mi sorridano come mi stanno sorridendo, benigni, ora…
Attenzione!

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Comments

  1. carlo boscaini

    28/01/2017 at 20:24

    Bravo Franco. Bentornato

    • franco ziliani

      29/01/2017 at 04:09

      grazie Carlo! E’ stato un piacere rivederti oggi e trovare i tuoi Amarone della Valpolicella buoni e ricchi di personalità come sempre. A presto in cantina

  2. Andrea Bianchi

    29/01/2017 at 21:59

    Era ora che ti accorgessi di noi della Valpolicella! Ovviamente scherzo! È stato un vero piacere mangiare un boccone e fare 4 chiacchiere con te sabato da Signorvino.
    Ma mi raccomando quando torni avvisami per tempo che ti porto volentieri in qualche cantina meritevole ed emergente anche se in effetti leggo che qualcuna l’hai già citata. Ciao!

    • franco ziliani

      29/01/2017 at 22:41

      caro Andrea, é stato un ritorno molto bello, dopo alcuni anni di lontananza dovuta soprattutto alla strada presa da tanti produttori di Valpolicella che si erano messi a fare vini che non mi parlavano e non mi raccontavano storie in grado di emozionarmi e coinvolgermi. Ora che ho risentito molti vini vibrare e raccontare di sé e delle terre, uniche, di cui sono espressione, ora che ho ritrovato la strada, vedrai che sarò spesso di nuovo nelle bellissime vallate di Valpolicella. E sarà un piacere rivedere te che sei una persona in gamba e un professionista che stimo. Ciao a te!

  3. Fabio Corsi

    31/01/2017 at 09:15

    Grazie Sig. Ziliani per avermi menzionato nella Sua recensione: è una soddisfazione sentir parlare dei propri vini da una personalità competente come Lei. La aspetto in azienda, non appena sarà in Valpolicella e Le auguro buon lavoro.
    Le Marognole – Fabio Corsi

    • franco ziliani

      01/02/2017 at 01:26

      grazie Fabio, ma io sono solo una persona, uno stagionato cronista del vino, non certo “una personalità”,
      Con simpatia e stima

    • giseppe mennella

      18/02/2017 at 21:36

      Ringrazio ancora Franco Ziliani di essere tornato online.
      Mi fa piacere sapere della segnalazione de “i Corsi”, per me una conoscenza ferma al primo anno di imbottigliamento delle Marangole grazie a Fausto Borghetti, mio ex collega di lavoro.

      • franco ziliani

        19/02/2017 at 03:11

        piacere mio, caro Giuseppe, sono tornato, e credo di cavarmela niente male, anche e soprattutto per lettori come lei per i quali é una gioia e un privilegio scrivere 🙂

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