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My Wine Notes

Garantito... da me!

Igt Pavia Malvasia Aromatica Valentina Valle Cima 2014 Monterucco

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Elba2015-1 022
Non tutte le Igt Pavia sono da rottamare: memorandum ad uso e consumo di qualcuno…

Non è proprio tutta da demonizzare, come qualcuno sta frettolosamente facendo, avendo preso la spericolata decisione di porre sotto sequestro ettolitri ed ettolitri di vino e rischiando di soffocare l’intera economia vitivinicola di un’intera vitale zona lombarda (a tutto vantaggio di qualche mega cantina sociale competitor e di potenti mediatori e loro parenti stretti…) la produzione di Igt Pavia.

Ci sono vini che figurando accanto alle Doc e Docg di questa meravigliosa zona vinicola lombarda, che, ne sono sicuro, avrà un grande futuro e sulla quale è giocoforza obbligatorio scommettere (io direi più che su altre zone della stessa regione…), fanno eccellente figura.

Magari non per le etichette, che sono un po’ naif, ma quando stappi le bottiglie, versi il vino nel bicchiere, provi… e la bottiglia, magicamente, si svuota.
VigneOltrepò

E’ questo il caso, come ho sperimentato di recente, dell’IGT Pavia di un’azienda agricola che ha sede nella località vinicola di Cigognola, 20 ettari di vigneto, distribuiti anche nelle località di Castana e Canneto Pavese, allevati a Guyot posti su terreni di medio impasto tendenti all’argilloso, orientati a sud / sud-ovest, con pendenze significative e altezze che vanno dai 40 ai 280 metri. Vigneti estesi quasi un corpo unico.

L’azienda agricola si chiama Monterucco, ed è proprietà della famiglia Valenti, vanta settant’anni di attività, fu creata nel 1936 da Luigi Valenti e oggi è condotta dai figli Roberto, che si occupa della parte produttiva e della cantina, e Silvano, responsabile dei vigneti. La svolta avvenne ad inizio anni Ottanta con l’acquisizione della Cascina Monterucco e della superfice vitata, che consentì di migliorare la produzione (che come accade spessissimo in Oltrepò è molto vasta e diversificata e comprende bianchi frizzanti e bianchi fermi, rossi fermi, rossi vivaci e “barricati” oltre che “spumanti” e vini da dessert), e di raggiungere buoni livelli qualitativi.

Il vino che ha colpito me e la mia compagna, che l’ha giudicato d’imperio ottimo vino da pesce, da crostacei, da paella, con granchi ma anche coniglio, da carni bianche (io aggiungerei anche da riso con le rane…), è un vino lodevolmente fermo, nonostante la varietà, la Malvasia aromatica, si presti, ad esempio od opera della Tenuta Il Bosco, che ne propone una simpatica versione vivace molto profumata, ma assolutamente non da pesce, ma da aperitivo, ad essere interpretata in forma… “busciante”.

La Malvasia aromatica Valle Cima denominata Valentina (nome a me particolarmente caro) 2014 di Monterucco non avrà, non ha, un’etichetta particolarmente glamour o studiata, ma è vino di carattere, ottenuto da uve Malvasia di Candia aromatica con macerazione a freddo per 24 ore, ideale anche come aperitivo e i Valenti sono oltre 15 anni che la producono con successo.
Elba2015-1 025

Colore paglierino oro – miele d’acacia, presenta profumi molto fragranti, caratteristici, freschi, vivaci, tutti giocati su gelsomino, agrumi, mela verde, un tocco di pera e di ananas, e un corredo aromatico tutto particolare che richiama ancora il miele d’acacia, ma anche singolari note che rievocano un agrume raro come il chinotto.
Chinotto

Piacevolmente spiazzante e sorprendente l’attacco in bocca, molto diretto, asciutto, con una spiccata vena minerale, un sostenuto corredo acido, e grande equilibrio, armonia, ampiezza e ricchezza di sapore in bocca.

Una grande piacevolezza e bevibilità, tant’è che la bottiglia, in due, ce la siamo seccata senza problemi…

Questo è l’Oltrepò Pavese che mi piace!

Monterucco di Valenti F.lli
s.s. – Valle Cima 38
Cigognola (Pavia)
Tel. 0385-85151 fax 0385-284928
e-mail monterucco@monterucco.it
sito Internet www.monterucco.it

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/  

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Marta

    12/08/2015 at 17:27

    Fa’ piacere che da persone intenditrici di vino arrivino dei commenti favorevoli alle produzioni vinicole dell’Oltrepo’ Pavese, specialmente in questo momento in cui si tenta di oscurare, a causa di pochi maldestri, tutto il lavoro paziente, onesto, operoso di una vita dei nostri vignaioli.Gente abituata a lavorare duro, e a rispondere con i loro prodotti di qualità ai commenti negativi che qualcuno vorrebbe generalizzare, a discapito di tutti i produttori. Conosco il vino dell’azienda Agricola Monterucco e devo dire che è apprezzato e bevuto nei migliori ristoranti della zona. Una nota di merito va’ anche agli spumanti, oltre che ai vini rossi vincitori di numerosi premi nei concorsi dell’astigiano. Il Malvasia Valentina ( dedicato alla primogenita di Roberto) è un vino di cuore che va’ abbinato ai cibi di sapore delicato : come pesce, o carni bianche che non ne alterino il sapore, in quanto è il giusto complemento ad un piatto raffinato quale un pesce di lenza cucinato al sale, senza condimento: solo due gocce d’olio aromatico con retrogusto di mandorle. Null’altro da dire, provatelo!

  2. Sandra

    25/08/2015 at 13:09

    Leggendo la critica alla Malvasia Valentina dell’azienda agricola Monterucco non posso che condividere il giudizio espresso. Ho avuto modo di degustare vini rossi, bianchi e spumanti rimanendo sempre soddisfatta. Eccellente qualità garantita da un’ottima gestione!!!!Complimenti!!!!

  3. Claudia

    04/10/2015 at 12:01

    La Malvasia Valentina non può che essere un vino interessante, frutto della passione vitivinicola della famiglia Valenti, radicata nell’Oltrepò Pavese. Versandone un bicchiere il colore è cristallino, all’olfatto emerge sentore di crosta di pane, con un accenno di mela verde, quando lo si gusta non si può non sentire la viva mineralità, la freschezza, il miele e poi l’equilibrio squisito… da provare. Lo consiglio!!!

    • franco ziliani

      04/10/2015 at 12:14

      é proprio quello che ho fatto io con questo articolo, Claudia…

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