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Trinacria news

Imbottigliare catturando il plenilunio: le due new entry dell’azienda agricola Geraci

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Stefano Geraci e la moglie Antonella Colletti
Bellissima notizia, non è un pesce d’aprile, ve lo assicuro, per i lettori di questo blog. Si allarga la “squadra” di Vino al vino con una new entry, “raccomandata” nientemeno che dal galantuomo catanese Alfonso Stefano Gurrera. Entra un altro siciliano, il palermitano, classe 1956, Umberto Ginestra, grande appassionato di vini e già penna di Milano Finanza Sicilia. Se Alfonso continuerà ad investigare per voi lettori l’area dell’Etna, Umberto si occuperà dell’altra parte della Trinacria enoica, il palermitano e l’area centro-occidentale. Facendo voti che nel prossimo pezzo non ci magnifichi bordolesi siculi, ma ci parli di vini figli di uva autoctona sicula (vitigni identitari che hanno radici profonde, radici del Sud…), do, a nome di tutti i lettori, il più caldo benvenuto ad Umberto. Come direbbero i latini, Vale!

“Due nuovi vini. E li abbiamo imbottigliati con la luna piena. Proviamo a racchiudere nelle bottiglie anche l’energia del plenilunio”. Sorride Stefano Geraci, avvocato del foro di Palermo con la passione per le Rosse di Maranello (“in garage ho una vecchia Ferrari Dino”, confessa). Per gli aerei da turismo (“ho preso il brevetto da pilota”, chiosa). Soprattutto, vigneron che dei 20 ettari di famiglia tra il sabbioso e l’argilloso, ha fatto il cuore pulsante della propria vita. Si estendono a 480 metri sul livello del mare e ricadono nella Doc Contessa Entellina, nella Sicilia centro-occidentale. Sono il suo centro di gravità permanente, si direbbe. Il metronomo che batte il tempo di ogni sua altra attività.
Leit-motiv, l’approccio bio. Che “puntiamo a coniugare – tiene a rimarcare – con il principio della qualità”. Bio nel senso di agricoltura biologica. Ma con suggestioni biodinamiche. Spiega l’avvocato-vignaiolo: “In questi anni abbiamo lavorato per ripulire il terreno di ogni residuo chimico. Dal 2013 siamo un’azienda certificata Bioagricert. In senso stretto la nostra non è agricoltura biodinamica”, puntualizza.
Azienda agricola Geraci-2

Sarà. Ma sulla maison che ha in portafoglio dieci etichette tra rossi (sette) e bianchi (tre), certe pratiche pare esercitino un fascino indiscusso. Vale per la potatura con luna calante, per la semina del favino, un fertilizzante naturale, con luna crescente. E quanto al confezionamento, “come si fa – domanda divertito Geraci – a non imbottigliare catturando il plenilunio?”.
Così, i due nuovi vini che arriveranno sul mercato tra poche settimane e che sono stati presentati al Vinitaly 2015, nascono sotto il segno del piccolo satellite che illumina le nostre notti. Oltre che di Sebastiano Polinas, il giovane enologo sardo trapiantato in Sicilia, formatosi alla scuola di Donato Lanati. Che siede nella cabina di regia della Azienda agricola Geraci.
Le due new entry sono il Tarucco Cabernet Sauvignon 2011. E il Tarucco Merlot 2013. Entrambi in purezza. Tarucco prende il nome dal fondo Tarucco, dal toponimo arabo Qalat at Tariq ossia “Rocca della Via”, che prende il suo nome dal castello che sorgeva in quei luoghi.
Azienda agricola Geraci-3

Il primo è un Igp da 13 gradi alcolici affinato per diciotto mesi in tini tronco-conici da 35 ettolitri, di legno di Allier. Di buona struttura, vanta un colore rosso rubino profondo e in dote porta profumi di cacao e liquirizia. “Regge egregiamente – incalza con voce soddisfatta l’avvocato – brasati, arrosti. Anche di cinghiale”. Il Merlot è un vino d’annata ma supportato da ben 14 gradi alcolici. Il colore è un rubino vivace, fresco al naso e morbido in bocca. “È meno strutturato del Cabernet”, riconosce il produttore. Che aggiunge: “Lo suggeriamo pure a fianco di formaggi di buona stagionatura”.
Per la casa vinicola del palermitano, il Cabernet non è una novità. Anzi. È grazie a un blend da 14 gradi centrato proprio sul Cabernet Sauvignon (il Tarucco Peralta, 60% Cabernet, 40 Syrah) che nel 2002 l’azienda mosse i primi passi. Tra i bianchi a essersi ritagliata un’indiscussa ribalta è invece il Tarucco Colonna 2011 (mix di Chardonnay al 60% e Grillo al 40), unico bianco italiano, due anni fa, a incassare, al Concours Mondial di Bruxelles, la Gran Medaglia d’Oro.
Azienda agricola Geraci-1
Bianchi e rossi, vedono la luce all’interno di una singolare struttura: dentro al guscio di una grande tartaruga, si direbbe, immerso nel verde dei vigneti. Con quattro archi autoportanti che rimandano ai contrafforti delle cattedrali gotiche del nord d’Europa. È l’originale cantina disegnata da Antonella Colletti, architetto e moglie di Geraci. L’ha concepita dopo una serie di studi sugli impianti del distretto bresciano della Franciacorta. Ne è venuto fuori un complesso innovativo, nei cui 600 metri quadri con un’altezza tra sei e nove metri, non c’è traccia di alcun pilastro interno.

Azienda agricola Geraci
sito Internet 

Umberto Ginestra
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http://www.lemillebolleblog.it/  e il Cucchiaio d’argento!

 

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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