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Enovarie

Il Barolo di Vajra e Baudana scenne a Napule: degustazione a Cap’alice stasera

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GiuseppeVajra
E’ un vero “peccato” che stasera, giovedì 12, io mi trovi impegnato, invitato da Onav Mantova, a raccontare il grande Sangiovese, il Sangiovese in purezza di Montalcino, in una bella verticale che si annuncia appassionante, ad Olfino di Monzambano, sei annate, ovvero 2009, 2006, 2004, 2001, 1995, 1990, del Brunello di Montalcino di una delle aziende simbolo di Montalcino, la Col d’Orcia di un past president del Consorzio, il raffinato conte Francesco Marone Cinzano, “produttore tradizionale di Brunello di Montalcino. Tradizione vuol dire rispetto per l’essenza del Sangiovese di Montalcino che risiede nella potenzialità di invecchiamento, nel miglioramento del vino attraverso la lunga permanenza nel legno e nel conseguente invecchiamento in bottiglia”.

Un “peccato”, pur nella gioia e nella soddisfazione, e con la consapevolezza della responsabilità di fare bene e svolgere con coscienza il mio compito di cronista del vino di lungo corso che solo un fesso in vena di battute può dare per “fernuto”, perché se non fossi stato impegnato con il Brunello, con ogni probabilità mi sarei arreso alla tentazione di fare ritorno per un evento speciale in una città emblematica e complessa, affascinante e misteriosa, da cui manco da troppo tempo, ovvero Napoli, cantata in maniera impareggiabile da una grande voce scomparsa da poco, che ci manca tantissimo, Pino Daniele.
PinoDaniele

Stasera difatti, presso Cap’alice in via Bausan 28, abbinati ai piatti di Cap’alice, ovvero Lasagna napoletana, brasato al Barolo e panna cotta, saranno in degustazione sei grandi vini del mio cuore, sei grandi Barolo, ovvero

2010 Barolo Baudana, Luigi Baudana                                                      

2009 Barolo Bricco delle Viole, G.D. Vajra, Magnum

2008 Barolo Bricco delle Viole, G.D. Vajra, Magnum

2007 Barolo Baudana, Luigi Baudana

2006 Barolo Baudana, Luigi Baudana 

2005 Barolo Bricco delle Viole, G.D. Vajra, Magnum       

Parlo di Barolo di Barolo, o meglio della frazione più settentrionale di Barolo, Vergne, e Barolo di Serralunga d’Alba, rispettivamente i Barolo targati G.D. Vajra ed i Barolo di Luigi e Fiorina Baudana.
NapoliVesuvio

Sono sicuro che sarà una grandissima serata, per i vini, tra le più autentiche ed entusiasmanti espressioni del variopinto mondo del Barolo (non ci sente nessuno, e soprattutto non ci sentono a Montalcino: il più grande vino italiano e uno dei più grandi vini del mondo), perché il Barolo che scenne e si presenta nel suo splendore, con profumi e tannini e acidità e sfumature diverse, a Napule, è comunque un grande evento, per le annate scelte che sono annate classiche da Barolo, soprattutto 2005 e 2006, e perché a condurre la degustazione sarà una persona speciale.
AldoMilena

Un meraviglioso ragazzo che quest’anno compirà trent’anni, ormai cresciuto, marito e due volte fortunato padre, che ho la fortuna di conoscere da anni (è coetaneo di mia figlia Valentina) e figlio della più stupenda coppia del vino che a mio parere esista, Milena e Aldo Vajra, due amici del cuore, esempi meravigliosi di cosa significhi essere una coppia che agisce, sceglie, cresce, nel mondo del vino.
VajraGiuseppe

Sarà Giuseppe Vajra, il primogenito di questa famiglia incredibile, che comprende altri due figli “al bacio”, Francesca e Isidoro, a presentare, con la sapienza e l’umiltà di chi sa, di chi già a 18 anni scarsi, quando lo incontrai per la prima volta, mi lasciò di sasso per la sua maturità, per il sapere perfettamente cosa fare e come farlo e quale traccia lasciare di sé nella vita, i Barolo prodotti dalla sua famiglia a Vergne di Barolo, il mitico Bricco delle Viole, ed il Barolo, il Baudana, della sua famiglia di adozione, i Baudana di Serralunga d’Alba, che ai Vajra sono legati da qualche anno da un rapporto di amicizia e collaborazione del tutto speciale.

Il prezzo di partecipazione alla serata, per regalarsi una serata di felicità barolesca, è di 30 euro e potete prenotarvi, se c’è ancora posto, ai numeri 081.19168992 – 335.5339305. Io fossi in voi, guagliù, l’appuntamento di Cap’alice non me lo perderei proprio. La meraviglia, la complessità fatta vino ed il dono di raccontare l’emozione della terra che si fa Barolo non ha prezzo, é vita. Vita vissuta e da vivere ancora…

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Vincenzo busiello

    12/02/2015 at 07:12

    Scenne e non scinne, infatti :io scenno. Tu scenni. egli scenne, noi scennimmo. Voi scennite, essi scenneno. Poi :guaglió singolare. Guagliú plurale. Vuole essere una correzione affettuosa.

    • franco ziliani

      15/02/2015 at 00:21

      grazie Vincé, a quando altre simpatiche lezioni di lingua partenopea? 🙂
      ci tengo a conoscerla, la lingua di Eduardo e Peppino e di Pino Daniele, del sommo Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio,più semplicemente Antonio De Curtis, Totò, di Alan Sorrenti che tanti anni fa mi fece innamorare con la sua versione di Dicitencello vuje così me la caverò ancora meglio quando, presto, tornerò a Napoli. E magari non solo da turista… 🙂

  2. mario

    12/02/2015 at 09:23

    Grazie per la segnalazione sul suo blog, ovviamente i posti sono finiti da giorni. Grazie per il suo sforzo, ben riuscito devo dire, per aver inserito qualche parola in lingua napoletana e in ultimo grazie per aver ricordato uno dei più grandi artisti napoletani scomparso troppo presto.
    Ovviamente se dovesse nascere l’occasione di un giro a Napoli, sarò felice di poterle far assaggiare qualche buon vino della nostra terra.
    Cordialmente,
    Mario Lombardi. Oste di Cap’alice.

    • franco ziliani

      14/02/2015 at 04:12

      Grazie Mario, ho saputo che la serata é stata un grande successo e che a presentare i Barolo non era il “decano” dei giovani Vajra, Giuseppe, felice padre trentenne, ma il più giovane, il 24enne Isidoro, in arte Isi. E questa notizia mi ha riempito il cuore di gioia. La leggenda dei Vajra continuerà, lo so, per generazioni e generazioni ancora…
      Che i potenti Dei li benedicano

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