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Montalcino e dintorni

E finalmente, Montalcino, eccomi da te!

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CittàMontalcino
E’ stata una una lunga e piacevolissima serie di incontri con Messer Sangiovese, in terra toscana, in questi giorni. L’Anteprima del Chianti Classico, o Chianti Classico Collection, che ha regalato a noi tutti dei Chianti Classico in meravigliosa forma, splendenti (finalmente!) di eleganza, freschezza e complessità, dotati di una piacevolezza “pericolosa”, perché di certi vini, tanti, apriresti una bottiglia e ne berresti due.
E poi é stato bello, ieri sera e questa mattina, primo pomeriggio, sostare nella meravigliosa Montepulciano, (che posto stupendo!) e gustare dei buoni Vino Nobile di Montepulciano all’altezza del loro blasone, anche se ancora molto c’é fare per definire un’identità stabile e uno stile di questa grande Docg senese.
Ma poi, ad una certa ora, il “richiamo della foresta” é stato irresistibile e in una cornice di luce stupenda, in una giornata belle come ci possono essere nella patria di Dante, mi sono goduto lo spostamento da Montepulciano in un borgo del vino noto e caro a tutto il mondo. Un emblema, un sinonimo di grandezza del vino. Il posto dove nasce il più grande vino base Sangiovese dell’universo mondo, Montalcino.

E infine eccomi, con il cuore gonfio di gioia, nella terra benedetta di Messer Brunello, dove resterò, felice di essere stato invitato ancora una volta alla grande vetrina del Benvenuto Brunello, e con la responsabilità di dover raccontare ai miei lettori, quelli di questo blog, quelli del Cucchiaio d’argento, del supplemento mensile di cucina del celebre settimanale Oggi, Oggi cucino, a quelli del nuovo mensile RDS, Free, quelli delle serate Onav e A.I.S. che conduco, quelli di The World of Fine Wine, nel modo più veritiero e onesto la grandezza di questo sommo vino, toscano e italiano. E mondiale.
Eccomi a Montalcino dunque, dove appena arrivato sono a andato a fare una breve visita a degli amici, importanti amici, che so essere miei lettori, e io ho espresso loro il mio deferente rispettoso saluto, e dove conto di essere inebriato da tanti grandi vini e di trascorrere giornate meravigliose.
Pensando a Franco Biondi Santi
Prima di andare, domenica mattina, a Sant’Antimo e a rendere omaggio alla tomba di quell’indimenticabile uomo che é stato Franco Biondi Santi, il Signore del Brunello.

E stasera, tra poco, mi aspetta già una visita, ad una cantina di quelle che nel cor mi stan e grandi vini esprimono, a grandezza del Sangiovese mostrare. Evviva Montalcino, evviva il suo Brunello ed evviva tutti noi che siamo qui, ed il Consorzio che ci ha invitato e farà di tutto per rendere il nostro soggiorno memorabile!

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/  e il Cucchiaio d’argento!

 

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. silvana

    19/02/2015 at 20:26

    Sbircio un’immagine di un pranzo di Natale – tutto made in Italy (autentico) – Stoviglie in ceramica della Vedova Besio (Made in Mondovì) con il classico bordo Blu della Val Majra (luogo ricco di storia e bellezze naturali), tovaglioli disegnati da Ken Scott (made in Italy a dispetto del nome), designer che ha segnato l’inizio di una storia tutta milanese … e infine (si fa per dire), un’impagabile bottiglia di Brunello di Montalcino di Franco Biondi Santi (dono personale). Ed ecco il Natale: senza lussi, senza firme sciorinate, tutti avanzi e ricordi di una vita passata a scegliere ingenuamente la bellezza: e ce n’è tanta in questo nostro paese!
    PS: invisibile, nella foto una poltrona Frau giovane di cinqunt’anni, che fu di Mario Soldati, un po’ sdrucita come si conviene a una vecchia signora …

  2. Lino - C.

    20/02/2015 at 01:45

    sono felicissimo di leggerTi, da quella che chiamano la culla della civiltà,
    ossia la Toscana, che io amo e non di poco, ma a volte tale non sembra
    essere. Certo che, l’ Uomo immagine di Montalcino, non mi aspetta più.

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