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My Wine Notes

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Il 2015 si apre nel segno del lutto: è morto Serge Hochar patron di Château Musar

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SergeHochar
Appena iniziato questo 2015 e già dobbiamo registrare un gravissimo lutto nel mondo del vino. A 74 anni d’età si è spento Serge Hochar, il più celebre produttore di vini del Libano, capace di trasformare il suo Château Musar, la sua azienda agricola a Ghazir, a 15 miglia a nord di Beirut, dove produceva vini espressione di vigneti posti a 1000 metri di altezza nella fertile Valle della Beqaa, a 25 miglia ad est dalla capitale, in uno dei vini, d’ispirazione francese, più famosi del mondo.
VignetiMusar

Hochar ha prodotto 54 annate di Château Musar, (al rosso si sono in seguito affiancatiun bianco ed un rosé) tenuta creata da suo padre Gaston nel 1930 di ritorno da studi a Bordeaux. Dapprima affiancato dal fratello Ronald, dal 1959 Serge è diventato l’enologo della tenuta, dopo aver studiato a Bordeaux con luminari quali Jean Riberau Gayon e Emile Peynaud.

ChateauMusar

La rivelazione di Château Musar avvenne in occasione della Bristol Wine Fair del 1979 quando grandissimi wine writer quali Michael Broadbent e Roger Voss selezionarono il Musar 1967 e lo dichiararono “scoperta della Fiera”. Hochar è stato il primo produttore a ricevere, nel 1984, l’ambito riconoscimento di Decanter Man of the Year attribuito dalla celebre rivista britannica e partecipò lo scorso anno ai festeggiamenti per il trentennale del Premio.
logoMusar

Un uomo speciale Hochar, un produttore di genio (importato in Italia dai primi anni Ottanta da Velier) e una persona coraggiosa che riuscì a produrre per oltre mezzo secolo un grande vino anche nelle difficilissimi condizioni di guerra in cui spesso si é trovato il Libano.
Chiunque abbia bevuto anche solo per una volta una bottiglia di Château Musar sa di essersi trovato di fronte ad un outstanding wine, ad un vino di superiore classe e personalità. Il mondo del vino internazionale piange oggi la scomparsa di uno dei suoi più geniali e tenaci protagonisti. Di un autentico numero uno.
R.I.P. Monsieur Musar…

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. silvana biasutti

    01/01/2015 at 20:01

    Ohh no!

    • franco ziliani

      01/01/2015 at 22:15

      Silvana, leggi questo meraviglioso ritratto di Serge Hochar scritto da Elizabeth Gilbert e pubblicato un annetto fa:
      http://www.broadbent.com/download/lebanon/chateau-musar/press/Musar%20GQ.pdf
      Da applausi e da brividi, pensando che Mr. Musar é salito nel paradiso dei grandi del vino a fare quattro chiacchiere e bere due bicchieri di quelli buoni con Baldo Cappellano e Bartolo Mascarello. E mi dicono si siano uniti al gruppetto anche Aldo e Giovanni Conterno e Giacinto Brovia. E Alfredo Currado e Gianni Brunelli e Marta Galli. Con Franco Biondi Santi a moderare, con la sua classe insuperabile, la discussione…
      Non sono stato sfortunato se nella mia vita ho avuto il privilegio di conoscere e frequentare personaggi di questo calibro…

      Alcuni articoli della stampa di lingua inglese in ricordo di Serge Hochar:
      http://www.jancisrobinson.com/articles/rip-serge-hochar

      http://jimsloire.blogspot.co.uk/2015/01/serge-hochar-chateau-musar-rip.html

      http://www.businessinsider.com.au/serge-hochar-winemaker-at-lebanons-famed-chateau-musar-has-died-in-an-accident-2015-1

      http://www.wine-searcher.com/m/2015/01/serge-hochar-of-chateau-musar-dies-in-accident

    • franco ziliani

      01/01/2015 at 23:49

      So che un grande uomo del vino italiano, di cui si dice sia un Re, legge o fa leggere regolarmente questo (come altri) blog. So che quell’uomo, che é stato anche lui Decanter Man of the year, ha conosciuto bene Serge Hochar, l’ha frequentato, probabilmente gli é stato amico.
      Sarebbe bello se quel Re piemontese, che si é messo a fare vino anche in Toscana, regalasse non a me, ma ai lettori di Vino al vino, un suo ricordo di Monsieur Château Musar, di quel Serge così tosto e tenace che sapeva far vino, e che vino, anche sulle colline dove la guerra era cosa vera, tragica, triste. E non semplice “lotta guidata” agli insetti…
      You can say I’m a dreamer, diceva John Lennon, ma chissà che le Roi non ci voglia fare quel grande regalo e farsi sentire…
      Sarebbe un modo bellissimo, un omaggio a Hochar ed un modo bello di rendergli omaggio, per aprire questo 2015 tutto da scoprire…

  2. silvana

    02/01/2015 at 20:38

    Un vino, una bottiglia, che parla e racconta (qualcuno – Baricco oriented – direbbe ‘narra’) una storia molto affascinante e coraggiosa. E anche per questo, e per la storia della famiglia Hochar, riesce a essere una bottiglia da bere in occasioni che le si apparentano … osmosi spirituali ….
    Che rimpianto, Monsieur Hochar!

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