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Montalcino e dintorni

Capodanno con sentimenti

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Montalcino-Biasutti
Good news da Montalcino by Silvana Biasutti

La novità più saliente è il freddo. L’abbiamo invocato, auspicato, guardato come un amico indispensabile, ed è certamente così – non so dirlo da agricoltore, ma vivendo in campagna so che la sua assenza ci ha sottratto l’ingrediente principale dell’inverno, l’anno scorso, trasformandolo in un lungo autunno insipido – è così, sì, ma al freddo vero non ci eravamo più abituati e pochi gradi sotto zero ora spaventano e hanno raffreddato a dovere la notte più emblematica dell’anno, quella in cui ci ostiniamo con scaramantici auspici a recitare la fine di un tempo e l’inizio di quello nuovo – .
festeggiamenti

Facciamo così da sempre, perciò nelle ragioni di questo rito ci sarà pure qualcosa di vero, o di necessario, che ci dà la forza per ricominciare, mettendo il punto alla fine di un periodo e acquisire lena e fiato (e coraggio) per proseguire. Il freddo intenso – quello che ammazza le larve di insetti nocivi e alcuni di quelli che dormono all’addiaccio costretti da un inesorabile destino crudele – fa parte del quadro stagionale, quindi è atteso e gradito.

Montalcino-inverno
Ma mercoledì notte – la notte dell’anno che finiva e di un tempo che continua senza soluzione di continuità né soluzione dei problemi che c’erano un attimo prima –, il freddo ha gelato lo slancio di un po’ di gente (quelli che venivano da più lontano) che si avviava all’attesa festa annuale in una delle case più ospitali di Montalcino.

Così ‘decimata’ dal timore del ghiaccio sulle strade, l’appuntamento (con vino e cena tipica e riccamente variata), anziché essere la consueta festa di Capodanno in cui ci si aggira con bicchiere in mano, sorriso d’ordinanza e convenevoli benauguranti e un po’ formali, si trasforma – grazie all’energica e carismatica padrona di casa – in una cena in cui gli ospiti sono seduti a tre grandi tavoli accoglienti e dialettici.
Biasutti-invernoMontalcino

È a quei tavoli che ho trovato seduti i miei commensali, arrivando io con ben mezz’ora di ritardo (per cause tecniche) a quello che credevo sarebbe stato il “solito” festone di capodanno. Mi ero anche preparata spiritualmente – i padroni di casa sanno che gradisco molto l’invito (e sanno anche che sono un po’ restia nei confronti del capodanno), invito piacevolissimo proprio perché ci incontro molte persone interessanti che vivono qui, o nei dintorni.

Ero pronta per i ravioli, dopo la guida in solitario, nel gelo dei pochi chilometri che separano il villaggio in cui abito da quella casa ospitale; ravioli squisiti, che atterravano nel mio piatto proprio mentre mi sedevo a tavola, come una promessa mantenuta.
montalcino-neve

I vini, in cui ho sentito un passo nuovo e interessante (da ospite in un blog del vino, non esprimo oltre: saranno i padroni di casa a giudicare e magari chiedere all’esperto un parere qualificato), le chicche gastronomiche della tradizione di Montalcino, gli addobbi e i consueti giochi di capodanno sono divenuti nei miei pensieri, in poche decine di minuti, la parte più concreta di qualcosa di meno definibile, nella gamma dell’offerta di stagione e circostanza.
Vigneti-neveMontalcino

Ero dunque pronta per il cibo della casa, di cui sono una tifosa, e mi sono ritrovata a goderne in un’atmosfera decisamente inedita – dato il numero delle persone – in un clima di condivisione sentimentale (nel senso proprio) – e non so trovare altra espressione per raccontare la parte affettiva, anzi, affettuosa, della serata.
Un’aria in cui ho ritrovato un condimento da tempo, anni, scomparso dagli incontri, dalle cene, dalle feste (anche informali): affetto è il sostantivo più adeguato per chiamare la cosa, e niente ostentazione, niente sarcasmi: mille anni di lontananza dalle solite riunioni, dagli incontri …
camino-vino

Il padrone di casa, a cui ho cercato – a fine serata – di comunicare come avessi avvertito un’aria fuori dal consueto, più (appunto) affettuosa, ha razionalizzato credo senza cogliere in pieno quanto mi fosse sembrata speciale la sera trascorsa, che stavo cercando di tradurre in parole. E ancora, ripensando alle persone, alle parole dette e ascoltate, agli scambi, mi rimane dentro un senso di verità, come se ognuno di noi, ieri sera, avesse lasciato di sé un racconto, agli altri, qualcosa di autentico e sentito. Un caso o un segno di questo tempo, che ci sta chiedendo qualcosa?
interrogativi

Mi immagino i sarcasmi, mentre cerco di definire le mie emozioni; da barricadiera a visionaria, magari un po’ rimbambita il passo è breve. Eppure, non ero preparata a un capodanno con al centro i nostri sentimenti.

Silvana Biasutti
SilvanaBiasutti

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Stefano Cinelli Colombini

    02/01/2015 at 17:50

    Mia cara amica, quest’anno abbiamo perso così tante persone e cose che ci hanno accompagnato per tanto tempo che è inevitabile sentirlo.

    • franco ziliani

      02/01/2015 at 18:51

      Stefano, penso che Silvana abbia reso con la consueta magica e delicata bravura il senso e l’atmosfera di una serata speciale alla quale sarebbe piaciuto anche a me, spesso stupidamente dipinto come “nemico di Montalcino”, partecipare.
      E poi ricordo benissimo quella volta che tua madre, tanti anni fa, mi accolse a casa vostra, lo stile di quella casa, il pranzo squisito, l’eleganza di Donna Francesca, anche nel propormi un qualcosa che giocoforza, facevo e faccio ancora il giornalista indipendente, non potei, accidenti a me, accettare 🙂
      Bella cosa, bella gente, bel racconto. Grazie ancora a Silvana. E a tua mamma che onora con la sua classe una certa tradizione dell’ospitalità e dell’accoglienza di cui, in tempi di prosecchini offerti in flute rosse, si va perdendo traccia 🙂
      p.s.
      auguri Stefano e non frequentare troppo certi blog che ti fa male… Qui sei sempre il benvenuto, anche per tue eventuali esternazioni…

  2. Stefano Cinelli Colombini

    03/01/2015 at 11:31

    Auguri anche a te Franco, e che sia per tutti noi un anno felice. Sono stato ben volentieri tuo ospite in passato, e se mi accetti lo sarò certo di nuovo in futuro. Come te anche io sono un liberale, e a noi liberali non occorre essere sempre d’accordo per amare scambiarci opinioni.

    • franco ziliani

      03/01/2015 at 14:39

      quando vuoi intervenire e discorrere di Brunello e altro sei il benvenuto. Converrai che qui l’atmosfera é più simpatica che altrove. Qui trovi anche Silvana, là chi???

  3. Stefano Cinelli Colombini

    03/01/2015 at 17:44

    Dai, anche da altre parti trovi gente piacevolissima, ma una cosa non ti si può negare; da te non ci si annoia. Magari ci si incavola, ma di annoiarsi non se ne parla proprio. E che si può chiedere di più al vino sul web?

    • franco ziliani

      03/01/2015 at 17:58

      gente “piacevolissima” in quel loco dove talvolta posti le tue riflessioni? Io ne riconosco uno, che ha fatto di recente un’impeccabile selezione barolesca, ma che non conosco di persona, poi un ragazzone marchigiano che per sgrezzarsi dalla sua ruspante rozzezza ha pensato bene di andare a vivere nelle Langhe, forse un altro o due i cui post non lasciano traccia e scivolano via come acqua sul vetro. Il resto, dal capataz sino a qualche luogotenente che si dà arie da grande esperto e alle manifestazioni gira con due auricolari per lasciare intendere di essere importante e in costante collegamento con Mosca o Washington, ad una tizia romana, meglio perderli che trovarli.
      Ah, poi c’é il “prezzemolino”, che sta migliorando, ma sempre un po’ ciarlante resta… Poi vedi tu, se preferisci questa variopinta compagnia di giro…

      • franco ziliani

        03/01/2015 at 18:21

        questi sono gli effetti reali, gravi, pesantissimi e concreti di una decisione politica presa come semplice ostentazione di muscoletti bruxellosi o di un po’ più palestrati muscoli, a base di anabolizzanti, made in Usa…
        Let Russia be Russia! https://www.youtube.com/watch?v=wHylQRVN2Qs
        ovviamente esprimo la mia solidarietà e ci dica se noi della “ciurma” di Vino al vino possiamo fare qualcosa di utile per ovviare a questa situazione assurda che colpisce i suoi cari

        • silvana

          04/01/2015 at 10:14

          Ogni tanto mi illudo … uffa … raccontaci del vino, che ne sai una più di altri …

          • silvana

            04/01/2015 at 10:18

            e per farmi perdonare il rabbuffo eccoti il vinsanto del vicino (trentatré bottiglie: una per me, una squisiteria).

          • franco ziliani

            04/01/2015 at 10:21

            Come diceva il grande Palazzeschi: “eh lasciatemi divertire”!

  4. roberto maria moschella

    03/01/2015 at 17:56

    Mi viene spontaneo esprimere gli auguri anche a tutti i frequentatori del blog e dovrei ringraziarne alcuni che, intervenendo sovente con i loro ponderati commenti, hanno accresciuto le mie conoscenze del mondo del vino.

    Per questo fine anno avevo deciso di festeggiare con l’ultima bottiglia di Nebbiolo di Carema tenuta da oltre dieci anni gelosamente nascosta in casa a Mosca, non mi e’ stato possibile causa malattia.

    Anche il mio e’ stato ”un capodanno con sentimenti”, ma sentimenti di rabbia. In Russia dove ormai vivo, le conseguenze di uno stupido embargo non sono di non trovare un decente vino di importazione, ma per me altre e serie: ho i miei due figli con la polmonite e la clinica pediatrica dove sono ricoverati da ieri, non ha piu’ in dotazione gli antibiotici europei sicuri.

    • silvana

      04/01/2015 at 10:11

      Caro Moschella, possiamo fare qualcosa per aiutarla? Oltre a essere molto solidali a proposito del giudizio sulle sanzioni (oltretutto molto ipocrite: si mettono in atto quando fa comodo a qualcuno). Saremmo tutti da sanzionare per qualche ragione. Ma due ragazzi o bambini con la polmonite vanno curati.
      Intanto auguri, con sentimenti di solidarietà.

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