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My Wine Notes

Enoriflessioni

Antonio Galloni si compra l’International Wine Cellar di Stephen Tanzer

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GalloniAntonio
Grande joint venture nel campo del giornalismo del vino Usa

La notizia, trapelata ieri pomeriggio, è di quelle toste, destinate a segnare una svolta nel mondo della comunicazione sul vino English speaking, pardon, writing, d’Oltreoceano. Ricordate Galloni, non Anthony, bensì Antonio, l’ottimo wine writer partito dapprima come esperto del Piemonte con il suo Piedmont report, poi diventato, nel 2006, collaboratore per i vini italiani di Mr. Robert Parker per Wine Advocate.
Poi dopo aver divorziato, in maniera burrascosa da Parker nel febbraio 2013, il buon Antonio aveva fondato la propria società ed il proprio sito Internet Vinous, che stava prendendo lentamente piede nel pur affollato (ci trovate anche Giacomino Suckling, la mia amica naturalista e biodinamica Alice Feiring e altri oltre a quello che resta del Wine Advocate d’antan) mondo del Web a pagamento. Il Web dai contenuti specializzati che si pagano. Prassi lanciata da me più di 10 anni fa con Wine Report

Ma che idea ha avuto il geniale, oltre che sicuramente ben dotato o ben appoggiato finanziariamente, Galloni? Nientemeno che di annettersi, acquistare, fare joint venture, chiamatela come volete, una delle riviste indipendenti del vino di più antica storia e di maggiore prestigio, ovvero l’International Wine Cellar di Stephen D. Tanzer, rivista fondata nel 1985, che ha lettori in 50 stati e 34 Paesi, ed è stato il primo giornale del vino americano ad essere stato tradotto in francese e giapponese.
Tanzer

Tanzer è un’autorità nel campo del giornalismo indipendente sul vino negli States, un grande amante e conoscitore dei vini europei (anni fa mi lasciò di sasso proponendomi di collaborare al suo giornale e fu solo a causa del mio inglese zoppicante che non potemmo trovare un accordo, accidenti!) ed è stato anche Senior Editor e wine columnist per Food & Wine magazine e ha scritto la Food & Wine’s Official Wine Guide nel 1998 e 1999. Ed é stato wine columnist per Forbes FYI.

Il nuovo formidabile team prevede dunque Galloni & Tanzer, con Antonio Galloni ad occuparsi di: Bordeaux, Napa Valley, Italia, Champagne, Sonoma, Santa Barbara, Santa Cruz Mountains e Bourgogne, e Steve Tanzer a coprire a sua volta Bourgogne, Chablis, Washington, Argentina, South Africa, New Zealand, Port, Tokaj e Napa Valley. Il team comprende inoltre Josh Raynolds, ovvero Spagna, Rhône, Languedoc, Roussillon, Provence, Oregon, Australia, Paso Robles, Santa Lucia Highlands and Chile, Joel Payne ovvero Germania, Austria e Loire e infine, ma con un ruolo decisamente ridimensionato rispetto a prima, almeno non “farà danni” a scrivere di Barolo, l’anglofono Ian D’Agata, cui toccheranno l’Italia Centrale e del Sud, Alsazia e Canada.

Cosa molto importante, Vinous acquisirà l’intero archivio delle degustazioni dell’International Wine Cellar, il che porterà ad avere qualcosa come 180 mila wine reviews (recensioni e note di degustazione) e più di mille articoli, oltre a video, mappe interattive e forum. Galloni dichiara di essere stato abbonato alla rivista di Tanzer per anni e suo ammiratore e amico, e ora questa unione di forze creerà un unicum nel mondo del giornalismo del vino in lingua inglese. Come dichiara Galloni: “Our acquisition of IWC is an important step as we continue to execute on our vision of creating a global multimedia wine platform.”.

Tanto di cappello e complimenti a Galloni: non avrei mai pensato che quel simpatico ragazzo con cui pranzai una decina di anni fa, con la moglie friulana, da Schiavenza a Serralunga d’Alba (all’epoca si pagavano 26 mila lire ora 35 euro…) avrebbe fatto tanta strada. _____________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/  e il Cucchiaio d’argento!

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. silvana

    19/11/2014 at 18:02

    Il futuro del business è nei dati – non amorfi, beninteso – gestiti con esperienza e visione. Auguri a Galloni e alla sua vista lunga!

    • franco ziliani

      19/11/2014 at 18:36

      e anche al suo portafoglio ben fornito o ai suoi finanziatori che credono in lui…
      Minchia ‘sti americani… I più fessi siamo noi italiani.

      • silvana

        19/11/2014 at 21:11

        E’ bravo … ci sono persone con un passo diverso … ma la vita ‘facile’ non è quella … quello è impegno grosso: ci vuole abilità, ma insieme alla passione anche una bella tenacia e nervi saldi …

        • franco ziliani

          19/11/2014 at 22:03

          E un pizzico di “culo”…come si dice in inglese?

          • silvana

            19/11/2014 at 22:49

            Sì, certo, ma come corollario al resto 😉

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