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Trinacria news

Al-Cantàra, un’altra idea dell’Etna e dei suoi vini

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vigneto Pucci

Sono particolarmente felice e orgoglioso di accogliere nuovamente uno scritto, prezioso e splendidamente scritto come sempre, dell’amico catanese Stefano Alfonso Gurrera che dopo una piccola “sosta ai box per una messa a punto del motore” torna più in gamba che mai a raccontarci storie di vino della sua splendida Trinacria e dell’Etna in particolare. Ben tornato Stefano e buona lettura a tutti!

   Siamo sul versante nord dell’Etna, a Passopisciaro, contrada Feudo, nel cuore della “Valle dell’Alcantàra”. Un panorama unico, mirabile se lo si gode però, con lo sguardo dei soggettivisti. Qui il paesaggio sta tutto negli occhi e nella mente di chi lo scruta. Se invece siete oggettivisti godetevi il valore del luogo nelle sue componenti naturali: la valle, tutta coperta da vigneti diradanti, il fiume che la staglia, (e la divide dall’Etna, che domina alle spalle) e ne fa un confine al di là del quale inizia la provincia di Messina e la salita verso i Nebrodi, una catena montuosa, che nasconde il mar Tirreno, e caratterizzata da una ricchissima e attraente vegetazione.

In questo affascinante contesto di ecosistema, un ruolo determinante, lo svolge da un paio di decenni, il viticoltore che con la sua opera quotidiana diventa anche il primo e inconsapevole paesaggista. E lo scenario stesso si fa portavoce di una cultura e di una tradizione, a cui il vino prima fa l’altruista e offre un valore aggiunto e poi ne gode di un significativo ritorno fregiandosi di due titoli salienti: “vino identitario”, “vino di paesaggio”. L’humus di questo incipit un po’ prolisso e pieno di riferimenti paesaggistico-culturali, altro non sono che delle quinte che delimitano il quadro in cui vive e si muove, tra gli altri, un personaggio singolarissimo.
Pucci, Willy e Billy

Il suo nome, Pucci Giuffrida, di giorno fa il commercialista a Catania, la notte pensa alla sua azienda. Che si chiama “Al-Cantàra”, che vuol dire ponte, ma è una valle e anche un fiume, ed è lì ubicata, su 14 ettari quasi tutti impiantati con vitigni autoctoni, nerello mascalese, nerello cappuccio, carricante, un poco di minnella, e altri non, tra cui un Pinot intrigante, che in bottiglia ti sorprende, e tante altre piccole chicche che formano un catalogo con l’offerta di una decina di etichette.

C’è di tutto, nella personalità di questo vigneron, e ciò che spicca in lui è un variopinto, pittoresco mondo poetico con cui ha “foderato” la sua produzione. Si è messo in mostra dopo aver escogitato uno strumento di comunicazione tanto efficace quanto singolare: l’utilizzo del dialetto catanese al fine di rendere identitari i suoi vini. E così chiama “’O scuro ‘o scuro”, il doc rosso, “Luci Luci”, il doc bianco, “Amuri di Fimmina e Amuri di Matri ” il doc rosato e premiato al concorso internazionale dell’ultimo Vinitaly, e via così. Sono tutti titoli di sonetti ricavati dalla silloge anch’essa chiamata “O scuro ‘o scuro” che vuol dire “scritti al buio della notte”, del poeta dialettale catanese Nino Martoglio, vissuto a cavallo tra l’ottocento e il novecento. E rappresenta quello che per i napoletani è Salvatore Di Giacomo, Trilussa per romani, Renato Fucini per i fiorentini Carlo Porta per i milanesi, Barbarani per i veneti.
LuciLuci_Alcantara

Fantasioso, questo vigneron, quanto precursore dei tempi. Perché pare, oggi, che i vini definiti “modaioli” siano quelli identitari, cioè riconoscibili per una indiscussa personalità che li colloca in un lampante e identificabile territorio. E i suoi vini, quelli di Giuffrida, fatti sull’Etna, hanno questa inconfutabile caratteristica. Gli chiediamo: “Perché l’identità è un elemento qualificante e allo stesso tempo vincente?

E di cosa parliamo quando ci riferiamo all’identità?”. « L’identità è un concetto complesso, e non sempre chiaramente compreso » ci risponde. «Almeno nella sua natura intrinseca. Spesso per identità s’intende quel retaggio generico e “popolare” che si manifesta in modi e forme di folklore lontanissime dall’identità culturale vera di un popolo. Si dice che l’identità sia razionalità, conoscenza, lingua e dialetto. Concetti che mi ricordano un aforisma di Pasolini che a tal proposito affermava: “Il dialetto è come la mammella di una madre a cui tutti hanno succhiato, e ora ci sputano sopra…”».

Bella risposta. E allora se uno sputo rappresenta il disprezzo e la mammella un valore di purezza linguistica, dunque chi promuove l’identità espressa dal dialetto, e allo stesso tempo dal vino, merita un encomio… « Grazie! Ma solo se questa identità – aggiunge Pucci Giuffrida con una dovizia tutta proustiana – è intesa come un retaggio popolare, anzi come l’etichettatura con cui ogni soggetto contraddistingue il segno del suo io, un “essere” plasmato, a sua volta, dalla storia del suo vissuto, dalla sua cultura ma anche dai tormenti trascorsi attraverso il distinguo della sua terra. E ci somma poi, a questo “io”, il valore aggiunto rappresentato dallo strumento simbolico e coesivo di cui ogni stirpe dispone. Che è la propria lingua e, rimarcandolo, il proprio dialetto».
'Oscuro 'o scuro

Ed è stata questa sua visionaria intuizione scaturita da una mente pulsante e da un cuore cerebrale, a far sposare vino dell’Etna con la poesia dilettale per declinarla poi attraverso le diverse forme dell’arte: vedi alla voci teatro, (”O scuro ‘o scuro” è pure un musical applauditissimo), poesia, pittura, (belle e premiatissime le sue etichette realizzate dall’artista Alfredo Guglielmino, una delle quali con la medaglia d’oro al concorso del Vinitaly), e letteratura.

Così il must del catalogo è rappresentato dalla Doc O’ scuru o’ scuru Etna Rosso DOC, 14,5 gradi ma non si sentono grazie al lavorio della sua struttura e soprattutto di un’acidità bilanciante, insomma un vino ben equilibrato e richiestissimo dal mercato estero. Ma il vino “identitario” dell’azienda rischia di diventare il doc bianco “Luci Luci”, tradotto: le lucciole. Abbiamo assaggiato il 2012 e già possiamo collocarlo, per qualità, tra i primi tre-quattro bianchi dell’Etna. Una chicca che porta la firma del giovane enologo Salvatore Rizzuto, formatosi in Borgogna e poi in Piemonte.
Occhidiciumi

E chissà quale vette riuscirà a scalare l’etichetta “U tocco” il gioco con le carte simile alla morra, un Pinot nero dell’Etna, ovvero l’idea fissa del buon Giacomino Tachis. Insomma il dialetto funziona bene tanto che quasi subito è stata allargata la gamma degli autori. Così il l’Igt rosso Nerello mascalese in purezza, “Muddiche di suli” richiama un sonetto del contemporaneo Salvatore di Pietro. “A fata galanti” rimanda ad un autore palermitano del ‘700 Giovanni Meli. L’Igt bianco si chiama “Occhi di ciumi” (quello con l’etichetta medaglia d’oro) da una lirica del lentinese Alfio Antico, artista poliedrico che si divide tra versi e percussioni con performance accanto a Giorgio Albertazzi, Lucio Dalla, Vinicio Capossela.

Dopo averci aiutato a confezionare questo elenco Pucci Giuffrida si è fermato fissandoci con i suoi sempre sorridenti occhi. Sembrava chieder tempo per spogliarsi dai panni di un romantico e visionario poeta e rindossare quelle di un concreto commercialista. Invece andava a ritroso nel tempo alla ricerca di una massima: «E’ vero, siamo romantici e insieme freddi calcolatori. Ecco che mi torna in mente il senso di quel motto di un famoso personaggio di cui non ricordo il nome e che diceva “La cultura senza economia è zoppa, ma l’economia senza cultura è cieca”». Già, era Einstein a regalarci la suggestiva bellezza del “l’ultima riga di una bella favola”. Molto moderna.

Stefano Gurrera

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Giusi
Giusi
6 anni fa

Un nettare senza Passione
è un temporale senza pioggia
ma quando l’arcobaleno appare nel grigiore del cielo
s’intravede l’Amore
che versa il suo fluido nel calice della Vita

franco ziliani
franco ziliani
6 anni fa
Reply to  Giusi

Bel commento ad un grande articolo

paolo
paolo
6 anni fa
Reply to  franco ziliani

Complimenti al sig. Giuffrida per lazienda , ma soprattutto per la passione!

Roberto Giuliani
6 anni fa

Veramente una bella azienda e vini che meritano la massima attenzione. Quelle stupende etichette non hanno la semplice funzione di fare marketing, di invogliare all’acquisto, ma sono un esempio di comunicazione “alta”, preparano a capire il linguaggio dei vini, la terra da cui provengono, la cultura che li circonda.

silvana biasutti
6 anni fa

Sono colpita dalle etichette, dai nomi, soprattutto dal concetto, che in questo caso si chiamerebbe concept.
Guardando e ammirando, mi veniva in mente che solo una terra così intensa e uno sguardo così acuto (= terroir) possono esprimersi a questo modo, senza diventare folkloristici, cioè senza cadute di gusto e di stile. Se il vino è ciò che le etichette promettono, sarà sfavillante (come la Sicilia sa essere).

Annachiara Di Pietro
Annachiara Di Pietro
6 anni fa

Arte…..vino…poesia, si sposano perfettamente in un prodotto che è il frutto di passione ed impegno. Non posso che ammirare il lavoro che porta molti imprenditori a scommettere sulla cultura e così facendo tiene alto il nome della nostra terra. Complimenti !!

Sarah e Enzo Zappulla
Sarah e Enzo Zappulla
6 anni fa

Il vino, che da sempre scandisce la storia dell’uomo, è divenuto, nell’intrapresa di Pucci Giuffrida e della sua Azienda, Al-Cantàra, un veicolo d’Arte sotto molteplici declinazioni: poesia, teatro, arti figurative, fotografia.
Attorno al ‘suo’ vino Pucci Giuffrida è riuscito a condensare, con una sorprendente dose di entusiasmo, l’opera di vari artisti: poeti (i cui versi utilizza come denominazione dei suoi pregiati prodotti), pittori e fotografi (per tutti Bruno Caruso, Oliviero Toscani, Ferdinando Scianna, che, con le loro opere, hanno rivestito le sue bottiglie). Vino di primissimo ordine, Al-Cantàra, che ha la singolare finalità di coniugare e diffondere Arte e Cultura, in tempi in cui l’obiettivo dei più è inseguire il denaro, fa del suo ‘creatore’ un personaggio cui si deve attenzione e gratitudine.

Vittorio
Vittorio
6 anni fa

Una grande azienda di vini!

Gabriele
Gabriele
6 anni fa

Una bellissima idea per un vino pregiato per una terra importante! Complimenti per l’articolo scritto veramente bene! 🙂

Antonio Iacona
Antonio Iacona
6 anni fa

Vino e cultura, sapore e arte, passione e Sicilia… Quanti messaggi, quanto amore, quanta sicilianità nell’impresa di Pucci Giuffrida. Degustando i vini dell’azienda Al Cantàra, si impara contemporaneamente ad amare la terra dell’Etna, i sapori e gli aromi che riesce a dare e, contemporaneamente, quanto di bello la sua arte propone.
Articolo che descrive chiaramente e in modo ineccepibile tutta la grandezza e la forza di questa impresa. Complimenti!!!

Enza e Gianluca
Enza e Gianluca
6 anni fa

Pucci Giuffrida è il maestro. Profondamente siciliano, per quel senso dell’arte, della bellezza, della poesia che segna il suo lavoro. Ha fatto cultura. E non ci sono voti che lo possono giudicare. E’ riuscito in poco tempo ad affermare sul mercato i suoi vini Al-Cantàra sia per il connubio unico e prezioso nel suo genere, tra uve e versi, sia per la qualità dei vini, riconosciuta con alcuni premi di portata nazionale e internazionale. Ogni bottiglia è intrinsecamente “letteraria”, martogliana per la precisione, nella sua denominazione e artistica nella sua etichetta. Complimenti anche al giornalista Gurrera che con tanta maestria, ha redatto e centrato in pieno il messaggio che ci ha voluto trasmettere.

Vanessa Sottosanti
Vanessa Sottosanti
6 anni fa

Finalmente un bravo scrittore con un ottimo articolo su una realtà siciliana ed in particolare dell etna che da lustro ai nostri vini grazie ad un poeta del vino che più di un imprenditore sembra essere colui il quale è riuscito ad invogliarci a consumare il suo buon vino sfruttando anche le sue qualità umane di amore verso la nostra terra grazie Stefano Alfonso guerriera grazie puvcci

Fabio
Fabio
6 anni fa

Splendida carrellata di immagini evocative e riflessioni sagaci, dalle quali trapela la passione trascinante su cui questa azienda si fonda e che è specchio di una delle caratteristiche più tipiche dei siciliani: la capacità di sapersi reinventare, sempre e in modo geniale. Un ponte tra la Sicilia e il mondo, tra l’arte e la poesia, tra il passato e il futuro: tutto questo, e molto più, è Al-Cantàra. Complimenti per l’articolo e in bocca al lupo ai vini dell’Etna!

Luigi ranieri
Luigi ranieri
6 anni fa

Grazie all articolo di guerriera così pieno di particolari e di poesia mi ha fatto già innamorate dei vini dell etna in particolare di quelli prodotti da Pucci giuffrida che rispecchiano la sua anima dolce e caparbia di un vero siciliano del quale andiamo tutti orgogliosi cin cin a tutti con i vini al cantara

Addiopizzo Catania
6 anni fa

Il Dott. Giuffrida tanti anni fa è entrato nella lista pizzo free di Addiopizzo Catania e l’ha fatto con tutta la sua esperienza: Al-Cantàra, lo studio commercialista, e molto altro. e’ solo mettendo un po’ tutto di se stessi che le cose si fanno bene: un vino, una terra, la Sicilia. Basta essere se stessi, per cambiare le cose, per cambiare questa terra.

Chiara
Chiara
6 anni fa

Un’azienda e i suoi prodotti rispecchiano sempre la professionalità di chi li ha creati. Al-Cantàra ne è la prova! Una grande azienda, un grande imprenditore, che ha creduto nella sua terra e nelle sue potenzialità.

PS articolo all’altezza dell’azienda 😉

Francesco
Francesco
6 anni fa

Se debbo essere sincero fino in fondo, ho apprezzato molto il rapporto instaurato tra Stefano Gurrera e Pucci Giuffrida infatti è fondamentale la sintonia che deve svilupparsi tra intervistato e intervistatore. L’intervista è condotta sapientemente da Gurrera e Giuffrida si lascia trasportare sul terreno delle sue passioni: il vino, l’arte di farlo con amore si avverte sia nelle sua parole che in tutto ciò che ha fatto. Da tempo patrocinando alcuni volumi dedicati al vino. Il suo vino si è reso anche popolare fra pittori e scultori oltre che a fotografi infatti sono tre le edizioni che ha dedicate a un modo nuovo di fare del merchandising. Vorrei aggiungere che è personaggio di grande umanità e generosità: i proventi delle sue pubblicazioni sono sempre andati a enti che si occupano di infanzia abbandonata – se è vero come è vero – nel corso di questa intervista da uomo modesto qual è ha taciuto di essere fine dicitore delle poesie di Martoglio, Tempio e altri. L’ho sentito in qualche occasione recitare alcune poesie. E catturante. Così come mi ha catturato l’ultimo passaggio dell’intervista: “La cultura senza economia è zoppa, ma l’economia senza cultura è cieca”». Già, era Einstein a regalarci la suggestiva bellezza del “l’ultima riga di una bella favola”. Davvero complimenti.

franco ziliani
franco ziliani
6 anni fa
Reply to  Francesco

Sono d’accordo ma penso di meritarmi un “bravo” per aver proposto a Stefano Gurrera di collaborare e scrivere in totale libertà quello che vuole. Purché non mi parli bene dei vini di Planeta o della Firriato… ça va sans dire.. 🙂

Rolando Rizzo
6 anni fa

Ho letto l’articolo perché segnalatami da una recente ma carissima amica (Giusi Belluomo) . E talmente bello che benché io sia astemio per scelta ho comunque goduto dei meravigliosi colori di un angolo di mondo che non conoscevo e che adesso è anche mio.. Rolando Rizzo

ENZO
ENZO
6 anni fa

I vini fatti con amore e passione non possono che essere eccezionali e questi lo sono. Ma Pucci Giuffrida è riuscito a renderli unici con la felice intuizione che un buon vino è “poesia”, e per farlo ci vuole “arte”.

Giusi Belluomo
Giusi Belluomo
6 anni fa

Gentile Maestro Gurrera,
E’ mio dovere ringraziarla per avermi fatto conoscere la maestria della parola.
Lei inizia la sua lezione dipingendo con un pennello intriso coi colori dell’anima.
Poi lentamente ci conduce all’essenza del nettare, frutto di questa nostra terra pregna di contraddizioni, che si nutre del fuoco della passione.
Noi, Siciliani d’identità obliata, Noi, negletti figli del Vulcano, ci lasciamo guidare dalle Sue parole ,che lentamente ci conducono per un attimo,verso l’ orgoglio di quel lessico ormai dimenticato.
Giocando con le parole, alterna i ruoli. Come davanti ad un specchio e riflettendosi risponde alle sue domande con la voce di Pucci.
Ma ecco che la Maestria giunge al culmine, strappa dalle viscere del sicuro Commercialista Giuseppe Giuffrida, la vera sua essenza,
quell’ Anima che la Vita ha relegato nella profondità degli abissi dell’IO.
Le sue parole l’hanno portata alla luce del Sole, ma per quanto tempo?
Continui con i suoi lemmi, che scavano come trivelle dentro l’Anima di chi la ascolta leggendo.
Grazie
Giusi Belluomo

franco ziliani
franco ziliani
6 anni fa
Reply to  Giusi Belluomo

Stefano beddu hai degli ammiratori/ammiratrici che gareggiano con il tuo lirismo ed il tuo stile poetico 🙂

Giusi Belluomo
Giusi Belluomo
6 anni fa
Reply to  franco ziliani

Gentile Sig.Ziliani,
A Lei il merito di aver coniugato, inconsapevolmente, marketing di Prodotto e di Pensiero. Complimenti ottimo risultato, Obbiettivo raggiunto!
E per ringraziarLa le invio uno raggio di Sole Siciliano, che stamattina splende nel cielo di Catania

franco ziliani
franco ziliani
6 anni fa
Reply to  Giusi Belluomo

grazie Giusy! Qui a Bergamo, terra di polentoni, piove e mi consolo con una bella spremuta di arance. Rigorosamente siciliane 🙂

pucci giuffrida
6 anni fa

Carissimo Franco, ecco il mio “bravo” che Lei giustamente reclama. E mi permetta di estenderlo ben oltre la sua “facoltà” concessa a Stefano Gurrera “di collaborare e scrivere in totale libertà quello che vuole”, per esaltare sia la professionalità con cui Lei ha impaginato il “nostro” articolo, sia la profondità nella concezione del titolo in cui con pochi sostantivi ha prima centrato in pieno lo spirito dell’intervista e poi, immagino, avrà catturato un numero di lettori, che i post, lasciano immaginare numerosi. Non tralasciando il particolare di averci riservato spazi significativi, nella “vetrina” del suo blog, per le nostre etichette. E di questo Le sono grato assieme a tutti i componenti del team culturale e artistico che mi hanno collaborato, team a cui, spero, un giorno possa farne parte anche il nostro bravissimo e stimatissimo Stefano. Da cui, forse Lei ed io, abbiamo immediatamente subìto quel certo nonsoché che qualcuno chiama “empatia costruttiva”. Pucci

franco ziliani
franco ziliani
6 anni fa

carissimo Pucci, grazie per le sue gentilissime parole. Spero di aver presto di conoscerla personalmente. Intanto il 17 a Milano prenderò contatto, insieme al bravo Stefano, con alcuni dei suoi vini. Ma l’anno prossimo non devo più perdermi l’appuntamento con “a muntagna” che rimando da ben 58 anni… 🙂
con immediata simpatia
franco

Salvatore Flaccomio
Salvatore Flaccomio
6 anni fa

Pucci Giuffrida é un uomo eccezionale. La sua più grande dote é il suo grande cuore. Probabilmente é quest’ultimo a fare la differenza… lo mette in tutto ciò che fa!
Salvatore e Lina Flaccomio

Pietro
Pietro
6 anni fa

Una bella idea e una grande azienda vini, i miei complimenti!

Martina
Martina
6 anni fa

Un connubio vino-arte di certo originale e accattivante.
Le etichette, così caratteristiche e colorate, esprimono al meglio l’essenza del prodotto.
Un viaggio sensoriale alla scoperta della meravigliosa terra di Sicilia e delle sue bontà più tipiche.
Un’ottima idea!

Alessandro
Alessandro
6 anni fa

La poesia del vino
é un’arte corsara.
Testa e cuore,
e un’anima Al-Cantàra!

Filippo Fasanaro
Filippo Fasanaro
6 anni fa

Il sapiente e bell’articolo che ho appena finito di leggere riesce a descrivere solo in parte l’emozione e lo stupore che ho provato visitando il vigneto del Dott. Giuffrida. Vedere gli ordinati filari incastonati tra la maestosa Etna innevata da una parte, il fiume Alcantara dall’altra e sullo sfondo i Nebrodi, mi ha fatto comprendere il perché del fanciullesco entusiasmo e dell’amore per questa terra e per il vino che il titolare di questa azienda esprime.

Alfonso Stefano Gurrera

Sento il dovere di ringraziare tutti coloro che hanno espresso un sentimento di piacere nel leggere l’articolo. In particolare quello di Giusi Belluomo che ho avuto l’occasione di conoscere ma non quella di scoprirla come un’autentica “rimatrice” così come ieri mi è apparsa. Considero quel post come la più bella recensione che sia stata formulata ad un mio scritto. La incornicerò in pregiato mogano piumato ben protetta da una lastra di vetro che conservi ed eviti di far esalare tutti quei sentimenti invisibili, ma non per me e per lei, che in questa occasione si sono così dilatati.

monica e gianni
monica e gianni
6 anni fa

i vini della cantina Alcantara sono un connubio perfetto tra qualità e passione, e ciò lo si gusta sin dal primo sorso….Pucci Giuffrida è riuscito con amore e dedizione a creare un nettare unico che attraverso la poesia ad esso accompagnata rende questi vini originali in uno scenario altamente competitivo.

Sara
Sara
6 anni fa

Idea fantastica, complimenti!

Martina
Martina
6 anni fa

Complimenti per quest’articolo dalle immagini incredibilmente potenti! I vini Al-Cantàra animano la mia tavola da anni ormai e mi rendono fiera della mia terra e di quelle persone, come Pucci Giuffrida, mosse da vera passione.

Gigi & Stella
Gigi & Stella
6 anni fa

La dedizione e la genuinità del lavoro di Pucci Giuffrida è nota a tutti, lo lodano le riviste nelle loro recensioni così come le interviste su internet o in Tv.
Quello che da sempre ci colpisce è che pur parlando di un vino “giovane” questo al contrario appare con una lunga storia alle spalle e cariche di significato sono pure le sue etichette artistiche, tutte belle, tutte incredibilmente fantasiose che si sposano meravigliosamente con le poesie che le presentano.
In tema di arte l’operato dell’azienda vinicola Al-cantàra ci fa pensare ad una poesia di Neruda (senza nulla togliere a Martoglio!) : “Il vino muove la primavera, cresce come una pianta di allegria, cadono muri, rocce, si chiudono gli abissi, nasce il canto. / Amo sulla tavola, quando si conversa, la luce di una bottiglia di intelligente vino. Lo bevano; ricordino in ogni goccia d’oro o coppa di topazio o cucchiaio di porpora che l’autunno lavorò fino a riempire di vino le anfore, e impari l’uomo oscuro, nel cerimoniale del suo lavoro, e ricordare la terra e i suoi doveri, a diffondere il cantico del frutto.”

franco ziliani
franco ziliani
6 anni fa
Reply to  Gigi & Stella

Stefano caro, penso che tu e Pucci Giuffrida abbiate un sacco di amici, visto il fluire inarrestabile e bellissimo dei commenti a margine del tuo splendido articolo 🙂

franco ziliani
franco ziliani
6 anni fa
Reply to  Gigi & Stella

Stefanuzzo beddu, mi permetto farti “violenza” e rendere pubbliche le parole che mi hai inviato privatamente, relative ai tanti commenti (che mi fanno estremo piacere) al tuo splendido articolo. Le rendo pubbliche, senza pensare di violare nulla di personale, perché descrivono bene un clima culturale, una comunione d’intenti, un sentire il vino in maniera simile, che penso sia alla base della tua amicizia per Giuffrida e che ha dato uno slancio particolare, un timbro e un tono unico al tuo articolo sulla sua azienda e i suoi vini. Averne di situazioni del genere!

Caro Franco, è vero Pucci ed io abbiamo qualche amico a Catania, lui più di me senz’altro perché molto attivo nel campo del sociale oltre naturalmente che in quello artistico: Finanziando molti eventi culturali, non solo quelli legati alla poesia ma anche a pittura teatro e musica.
Una fortuita anzi fortunata coincidenza ha voluto che venerdì sera fosse in programma al Palazzo della Cultura del comune di Catania una replica di quel musical (‘O scuro ‘o scuro” che cito nel pezzo. Un’opera realizzata, anzi commissionata proprio dal Pucci) dove ovviamente abbiamo incontrato qualche amico nostro.
Sia io che lui eravamo armati due IPad stabilmente connessi sul Blog Vino al Vino. E Pucci, è vero, ha lanciato in maniera molto blanda come una rimessa laterale,nel “foyer” tra l’intervallo e poi alla fine, nel corso della bicchierata offerta dal Comune, un invito a postare un eventuale commento integrativo con la clausola perentoria che recitava “evitare di incensare e l’azienda e il giornalista”. Credo sinceramente che una decina lo abbiano fatto, ne riconosciamo una buona parte del team culturale ma degli altri non riconosciamo alcuno che si possa far rientrare tra i appartenere alla nostra cerchia”.
La Belluomo, Sarah Zappulla Muscarà, Antonio Iacona ex addetto stampa, il suo agronomo e qualche altro rientrano tra gli invitati e loro sì avrebbero potuto aggiungere altre facce di questa bella storia, cosa che veramente non hanno fatto. Proprio ieri sera dopo aver constatato che i commenti avevano raggiunto “quota ventitre” abbiamo paventato che potesse nascere un sospetto che tu molto diplomaticamente e in modo velato sollevi. E noi oggi notiamo sciuparsi il bel sogno che per tre giorni abbiamo vissuto
“.

caro Stefano, nessun “sospetto” nemmeno velato: il ripetersi di questi commenti mi fa solo un estremo piacere e lo considero il giusto riconoscimento ad un collaboratore che ho avuto il fiuto di valorizzare, “sottraendolo” ad altre Cronache il cui gusto non é di certo raffinato e colto come il tuo.. 🙂 Ti abbraccio

Andrea Antonelli
Andrea Antonelli
6 anni fa

Conoscere Pucci Giuffrida e diventare suo amico è stata una delle più belle esperienze che mi ha riservato la mia tarda età. .Io ho conosciuto il suo vino dopo aver conosciuto lui e non mi sono meravigliato perchè dentro c’era tutto lui :la sua poesia,il suo sorriso,i suoi occhi,la sua cultura e tutto l’amore che lui ha per la sua terra.Un vino di cui non riesco più a fare a meno.
Grazie Pucci e un grazie sentito al giornalista Stefano Alfonzo Gurrera che non conoscevo ma che ho scoperto pittore di luoghi , di emozioni e sentimenti. Andrea Antonelli

franco ziliani
franco ziliani
6 anni fa

mannaggia, a questo punto lo voglio conoscere anch’io Pucci, sono tremendamente curioso. E’ bello vedere che una persona catalizza attorno a sé tante energie positive, tanti riconoscimenti sinceri

stefano gurrera
6 anni fa

Minchia! come sei simpatico Franco. Hai trasmutato il mio cruccio in gaiezza e il dubbio in questa certezza: sarò un cretino se non ti invierò un articolo alla settimana….

franco ziliani
franco ziliani
6 anni fa

non c’era alcun motivo di crucciarsi caro Stefano, io ero, come direbbe una tua concittadina, Carmen Consoli, “confuso e felice” per tanti commenti e tante dimostrazioni di amicizia e stima (non uso la parola rispetto, ché in Sicilia assume connotazioni le più diverse..) verso te, verso il tuo articolo e verso Giuffrida.
Tu non sarai mai un “cretino” e io sono onorato, tuo tempo ed estro permettendo, di ospitare tuoi contributi. Che avranno sempre lo spazio, il rilievo e la considerazione che meritano.
E detto da me, che non “regalo” niente a nessuno e sono ipercritico (troppo dice qualcuno), credo costituisca un complimento sincero.
Ti abbraccio

Tania
Tania
6 anni fa

Vini che si tramutano in poesia, una passione che tiene compagnia,etichette che regalano magia…Al-Cantara, fiore all’occhiello della Sicilia che piace, da amare ed esportare con enorme orgoglio…meritatissimi applausi a Pucci!

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[…] Tania su Al-Cantàra, un’altra idea dell’Etna e dei suoi vini […]

Egle
Egle
6 anni fa

” Dio non ha fatto che l’acqua, ma l’uomo ha fatto il vino” diceva Victor Hugo… e se quell’uomo è Pucci Giuffrida puoi solo attraversare “il ponte” della vita all’insegna dei più puri sentimenti….sentimenti che si trasferiscono ad ogni sorso di vino e culminano nell'”Amuri di fimmina amuri di matri”….
e se i vini Al-Cantara sono vini “poetici” , solo la penna di Alfonso Stefano Gurrera poteva trasferirne ai lettori l’essenza…
viene voglia di perdersi in quei paesaggi e “sobriamente” inebriarsi di vini Al-Cantara

Massimo Donati
Massimo Donati
6 anni fa

il sapore ed il profumo di Luci Luci mi accompagnano nei piaceri della tavola ed hanno la genuinità della buona campagna siciliana. L’Etna raggiunge l’apice degli odori e dei sapori del suo Vulcano con i Vini Al-Cantara.
La dedizione e l’impegno si riscontrano in essi. Congratulazioni a Pucci e complimenti all’autore dell’articolo

Marco Vinci
Marco Vinci
6 anni fa

Un viaggio appassionato ed emozionate. Un riconoscimento più che meritato al suo condottiero , prestato alla libera professione. Grazie

Eliana La Rosa
Eliana La Rosa
6 anni fa

Da qualche anno conosciamo i vini dell’azienda Al-cantara e li abbiamo trovati davvero ottimi, perfetto binomio di sapore e profumi siciliani. Al nostro matrimonio nel giugno di quest’anno si sono rivelati una gradita sorpresa per tutti gli ospiti e ci siamo davvero compiaciuti della scelta di ”Amuri di fimmina” , che ha ricevuto moltissimi complimenti.
Francesco ed Eliana

Carmen Baglieri
Carmen Baglieri
6 anni fa

Complimenti per il bellissimo articolo,ma un’ammirazione particolare va al dott.re Pucci Giuffrida che ha saputo esprimere e realizzare con amore e capacità un connubio fra arte cultura e sapori.

giuseppe coco
6 anni fa

la sicilia è anche pucci giuffrida grazie per quello che fai per la nostra terra
” compro siciliano ” i siciliani hanno bisogno di aziende, di uomini come te

daniela
daniela
6 anni fa

Niente trucchi…ma tanta passione , professionalità e poesia.
Complimenti davvero !

Giorgio Liardo
Giorgio Liardo
6 anni fa

Non è un caso che la terra di Pucci si trova nel bel mezzo del Mediterraneo, non è un caso che la terra di Pucci è la Sicilia, non è un caso che le uve AL-CANTARA appartengono ad una terra intrisa di cultura, tale da “inebriare” le menti di coloro che si fanno intrappolare dal sapore per poi diventare sapere!
Giorgio

Margherita Verdi
Margherita Verdi
6 anni fa

Io direi che l’uomo è riuscito a estrarre il sangue della terra ,un sangue che scorre nelle sue zolle a fiotti come il sangue dalla vene e tu Pucci sei riuscito a estrarre il sangue dalle tue vene per tramutarlo in VINO che ci nutre e rallegra il nostro cuore per te….

MargheritaVerdi
MargheritaVerdi
6 anni fa

La terra ci dona continuamente il suo sangue il VINO che ci scalda e ci nutre ,così come Pucci è riuscito a far sgorgare il suo sangue per donarlo a noi con il cuore e la fatica che la terra gli chiede continuamente e da cui è pienamente ricambiato .bravo Pucci ,ti mando un cactus fiorito simbolo dell’asprezza e della bellezza

Cleo
Cleo
6 anni fa

Al cantàra racchiude ciò che meglio ci rappresenta: cultura e buon cibo. In una semplice bottiglia di vino, Pucci Giuffrida è riuscito a racchiudere l’essenza di un Paese, ma in particolare di una meravigliosa isola: la Sicilia. L’idea di utilizzare versi in dialetto siciliano per denominare le diverse qualità di vino e opere d’arte come etichette ci permette di riscoprire il ricchissimo patrimonio culturale siciliano, spesso sottovalutato.
Complimenti a Stefano Guerrera per il suo articolo che, cogliendo l’ideale di questa azienda, ci permette di apprezzarne la brillante e originale iniziativa.

carmelo schilirò
carmelo schilirò
6 anni fa

ottimo articolo che rappresenta, puntualmente e fedelmente, la grande passione nonchè la particolare sensibilità di Pucci Giuffrida, fondatore di Al-Cantara, che riversa nella produzione dei suoi inimitabili vini tutte le sue qualità di uomo intelligente, onesto, generoso, simpaticissimo, la cui assoluta autenticità e gioia di vivere si esprimono con la trasparenza del suo illuminante sorriso.
Conm immutata stima ed affetto. Carmelo Schilirò

linda russo zangara

La lava dell’Etna è capace di imprimere un intenso ed irripetibile carattere su ogni prodotto della sua fertilissima terra ma Pucci riesce a “distillarne” il suo retrogusto segreto fatto di storia e di cultura ma sopratutto di amore.
L’impegno sincero ed appassionato del siciliano doc traspare da ogni suo compito lavorativo ma l’amore è il valore aggiunto che ha trasformato il “passatempo” preferito di Pucci in un messaggio dell’identità siciliana nel mondo.
Sogno una Sicilia che, ribaltando la sua impresentabile e spaventosa immagine, si trasformi in una meravigliosa e splendente vetrina in grado di mostrare molti altri volti gioiosi, trasparenti, intelligenti, colti, tenaci e volenterosi come quello del mio caro amico Pucci Giuffrida.

innocenzo mascali
innocenzo mascali
6 anni fa

Non so se qualcuno ha anche notato quel retrogusto “amaro”, quel bouquet di “contrasto”, quell’essenza di “rabbia” che c’è nei vini del Dott. Pucci Giuffrida. Vini che parlano di caparbietà e capacità imprenditoriale, di amore per la propria terra e per le cose fatte bene……. ma che esprimono anche un dissenso per quanto di più e di meglio si potrebbe fare per la bella terra di Sicilia. Lo fanno “in punta di piedi” con acutezza e prudenza, come da sempre si conviene in Trinacria, come dire …..“o scuru o scuru”…

franco ziliani
franco ziliani
6 anni fa

magnifica la definizione “essenza di rabbia. Vini che parlano di caparbietà”. Complimenti Innocenzo!

giovanni
giovanni
6 anni fa

Bellissimo articolo in cui ci si può immergere per un attimo nella cultura siciliana, e conseguentemente, senza accorgersene, in quella classica, contemporanea e futura. Ricordo infatti una Commedia di Aristofane in cui si fa pronunciare ad uno dei suoi personaggi:
“Vedi, tutte le volte che gli uomini bevono, allora diventano ricchi, fanno affari, vincono i processi, sono contenti, aiutano gli amici. Su, portami un boccale di vino, fammi bagnare la mente, fammi dire qualcosa di intelligente …” .
Ecco spero che anche il vino di Pucci nasconda questo valore.
Di una cosa sono certo : su di lui ha fatto un ottimo effetto.

Gianfranco Maiolo
Gianfranco Maiolo
6 anni fa

Cosa potrei aggiungere d’altro ? Tante parole bellissime, vere , accattivanti. Ho conosciuto il dottor Giuffrida ,qualche anno fa , e me ne sono INNAMORATO. Avrei tanto voluto collaborare con Lui, purtroppo in quel momento, per motivi di salute, ho dovuto rinunciare. Mi è costato molto e non soltanto per Lui ma anche per tanti amici che mi spingevano ( vero Giusy ? ) a dare una mano al caro Pucci. Purtroppo il VINO è un qualcosa di magico, un qualcosa che si deve amare profondamente, che si deve curare con amore ancor più di una bella donna in quanto capace di capricci , di gelosie se non coccolato in ogni istante della sua vita. In quel momento io non ero pronto ed il vino non aspetta ,il vino è vita, il vino ha un’anima …… e chi meglio del caro collega SALVATORE RIZZUTO poteva intraprendere questo fantastico viaggio con PUCCI ?
Al caro dottor Giuffrida non parlo dei Suoi vini…..li conosco, li ho sempre apprezzati …..di complimenti ce ne so a bizzeffe …..a LUI voglio dire una sola cosa ” grazie PUCCI per il CORAGGIO che hai avuto pochi al Tuo posto avrebbero saputo fare altrettanto …..le parole sono belle ….ma affrontare ciò che hai affrontato TU, in un momento particolarmente delicato non è da tutti e se AL-CANTARA ESISTE è frutto si anche di poesia ma soprattutto di CORAGGIO “

pippo barbaraci
pippo barbaraci
6 anni fa

pippo e patrizia barbaraci 12 novembre 2014
Carissimo Pucci,
vogliamo partecipare e condividere la tua meritata gioia per il bell’articolo, a cornice del quale, spicca una bella fotografia Tua e dei Tuoi “pelosissimi” ma affettuosi custodi.
Subito, io e Patrizia, siamo corsi con il pensiero al vivo ricordo di quella bellissima giornata passata in azienda e di cui Ti ringraziamo ancora. Io, in particolare, di quella giornata porterò, sempre scolpito dentro, il ricordo del Tuo sguardo e di quella serena espressione di, orgogliosa ed allo stesso tempo umile, felicità.
Eri la magnifica rappresentazione, che non è importante quello che si fa ma come lo si fa, meglio ancora se col cuore…. e Tu….hai fatto qualcosa di importante….di cuore ce ne hai messo tanto… e si vede.
Permettimi, ci conosciamo da quasi 40 anni, di essere orgogliosamente felice per te.
io e Patrizia, auguriamo di poter condividere altre tue gioie e Ti abbracciamo forte con sincero affetto.
a presto, Pippo e Patrizia

Tendenza

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