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My Wine Notes

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La scomparsa della baronessa Philippine de Rothschild

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PhilippineRotschild
Apprendiamo che ieri, per complicazioni seguite ad un intervento chirurgico, si è spenta, ad ottant’anni, una figura mitica del vino francese e mondiale, la baronessa Philippine Mathilde Camille de Rothschild, nata nel 1933 a Parigi e proprietaria del celeberrimo Premier Cru Classé di Bordeaux Château Mouton-Rothschild.

E’ stata per anni alla testa del mitico Château, e delle tenute Clerc-Milon e d’Armailhac e di Mouton Cadet, dalla morte del padre nel 1988. Inoltre ebbe un ruolo chiave nella creazione, in joint venture con Robert Mondavi, della winery Opus One in Napa Valley in California, nei primi anni Novanta decise la creazione di un secondo vino, Le Petit Mouton, a Mouton-Rotschild e nel 1997 lanciò una nuova collaborazione, questa volta in Cile, con la bodega Concha y Toro, con Viña Almaviva, e in seguito creò un grande domaine nel Sud della Francia, nella zona di Limoux, il Domaine de Baron’arques.

Personaggio universalmente noto nel mondo del vino internazionale Madame la Baronne lascia una serie di aziende in ottime condizioni di salute e d’immagine e sarà ricordata per la classe innata, la grande simpatia e lo stile unico applicato al business del vino.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. silvana

    25/08/2014 at 09:12

    “Classe Innata, Grande Simpatia, Stile Unico”. Glielo si leggeva in volto, e lo si ritrova nel suo vino.

  2. silvano

    25/08/2014 at 17:41

    Avrei maggiormente gradito che ti fossi impegnato nel ricordare Gigi Balestra, piccolo ed eroico vignaiolo, fondatore de “Il Pendio”. Quello dalle mani callose che fece buchi nella roccia per piantare barbatelle. Altro che la nobile ed ingioiellata signora “noblesse oblige” made in France.

    • franco ziliani

      25/08/2014 at 18:22

      Apprendo solo ora della scomparsa di Gigi Balestra e mi spiace molto.
      Non capisco il tuo disappunto per il ricordo di un personaggio, che ho anche avuto il piacere di conoscere e di cui ho avuto modo di constatare la reale “noblesse”, giustamente noto in tutto il mondo.
      Era dovere di cronista farlo

  3. Leone Zanchi

    26/08/2014 at 18:07

    Ho visitato negli anni 90 la sede di Pauillac. Fu un bel colpo trovare all’ingresso una statua di Henry Moore (che ha disegnato anche una etichetta alle bottiglie di vino ). Visita (a costoso ma meritatissimo pagamento) delle cantine e museo. Oggi l’ingresso é del tutto cambiato. Interessante dal punto di vista geografico la zona: ad ovest a meno di 30 km c’é l’Atlantico e una pianura ultrapiattissima; vicinissimo a est il grande estuario della Garonna e a meno di dieci km a NE la mitica centrale nucleare di Blayais. Ma i francesi non ve lo diranno mai (…). Le malelingue asseriscono che la prima denominazione controllata venne assegnata in Francia proprio al Rothschild per l’apporto economico (prestiti) che il banchiere ebreo fece alla Francia nella prima guerra mondiale. La presenza dell’oceano a breve distanza stimolò gli Italiani di Bolgheri (a breve distanza dal Tirreno) e dintorni verso una viticultura declinata partendo dall’esperienza francese. Il viaggio fino a Pauillac (si può volare in aereo fino a Bordeaux) é lungo ma una visita a quella terra merita per capirne i vini: l’Atlantico….

    • silvana

      26/08/2014 at 23:28

      Grazie a Leone Zanchi per la cronaca e le note; sono queste le emozioni che fanno amare i vini: le storie, le persone, il paesaggio (l’odore dell’Atlantico è arrivato fin qui, stasera).

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