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Mon coeur mis a nu...

In ricordo di Giorgio Rocca, grande cuoco e ristoratore di Langa

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GiorgioRocca

L’ho saputo solo ieri, quando l’amico Nino, il figlio, me l’ha comunicato. Martedì scorso uno dei più grandi ristoratori della Langa del Barolo, Giorgio Rocca, è volato nel paradiso dei cuochi.

A 78 anni, colto all’improvviso da un aneurisma, se n’è andato con la discrezione e lo stile che l’hanno sempre contraddistinto nella lunga carriera alla testa del ristorante Felicin di Monforte d’Alba, aperto dal mitico padre Felice Rocca (da tutti conosciuto come Felicin) nel 1927 e poi continuato da lui, con la dolce moglie Rosa, alla morte del padre, reso sempre più accogliente, vero santuario laico della cucina e dei vini delle terre del Barolo.

Da qualche anno Giorgio Rocca era stato affiancato dal figlio Nino e dopo tanto lavoro si godeva il meritato riposo ed i nipoti, ma non mancava mai di farsi vedere nelle sale del ristorante, per salutare, come ai vecchi tempi, quando era lui a gestire il ristorante, gli ospiti, per rivedere qualche cliente che aveva a suo tempo conosciuto e che era tornato con i figli. Perché da Felicin capita spesso, ne sono stato testimone, di trovare allo stesso tavolo più generazioni, a dimostrazione di come la cucina e l’atmosfera create da Felice, da Giorgio e da Nino Rocca sapessero mettere perfettamente a proprio agio il cliente.

Ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere Giorgio Rocca, ai tempi in cui era ancora il patron del locale e presentava ridendo ai clienti quel figlio un po’ “matto”, Nino, che si divertiva a versare il vino nel decanter con una complicata manovra con la bottiglia all’altezza della testa, ed in seguito quando aveva lasciato a quel figlio ormai maturato, grazie alla vicinanza dalla moglie Silvia, e diventato padre di quattro figli, tra cui ci sarà sicuramente chi continuerà la tradizione del ristorante, il timone.

Era sempre un grande piacere, tutte le volte che mi capitava di sedere ai tavoli di quel ristorante scambiare quattro chiacchiere con lui e fare colazione, gustando una delle sue buonissime marmellate, sentendolo commentare, con bonaria ironia, sempre con il sorriso pronto, con la naturale serenità di chi sa di avere speso bene la propria vita, di aver fatto un lavoro che gli piaceva, e di essere tranquillo e in pace con se stesso, i fatti del giorno.

Una persona splendida, un ristoratore esemplare, premiato qualche anno fa dall’Enoteca Regionale del Barolo e dal governatore della Regione, una persona perbene, che ci mancherà molto. Anche se tardive, le mie più sentite condoglianze alla Signora Rosa, compagna di una vita di Giorgio, all’amico Nino e alla sua famiglia. Giorgio Rocca ci resterà sempre nel cuore e non lo dimenticheremo mai.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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