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Editoriali

Maietta-Alfano divorzia da Franco Ricci-Berlusconi

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Maietta-Alfano

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Le implicazioni umane, affettive, personali di una decisione difficile, inevitabile, coraggiosa

Non avrei mai pensato, due anni dopo quello che mi è capitato con loro, che mi sarei trovato a complimentarmi pubblicamente con il Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier e con la sua Giunta Esecutiva nazionale, ma non posso che felicitarmi per la scelta dell’A.I.S., che è ufficiale e non è una “sonora bufala”, come risulta da mie fonti assolutamente fidate e informate, di “non rinnovare”, come ha scritto il collega ed ex nemico Daniele Cernilli, “il contratto di collaborazione con Bibenda Editore inerente la realizzazione sia della guida dei vini sia della rivista associativa destinata ai sommelier iscritti all’Ais”.

Devo complimentarmi sia per la forma e le motivazioni presentate all’esterno di questa decisione, ovvero la scelta di non rinnovare un contratto da 800 mila euro annui per uno scrupolo di correttezza, perché le cariche dell’attuale Giunta e Consiglio scadono a giugno 2014, e non è apparso corretto, a fine mandato, assumere una decisione così impegnativa, che comporta un investimento importante, prima che il nuovo Consiglio Nazionale dell’A.I.S. abbia detto la sua in merito. Impeccabile.

Era sicuramente arduo pensare di poter firmare un contratto triennale di queste dimensioni nelle particolari condizioni in cui la più importante associazione della sommellerie si trova, ma viene da pensare, anche se non viene detto, che finalmente, non è mai troppo tardi, i vertici dell’A.I.S. abbiano preso coscienza di un’anomalia enorme che appariva tale a chiunque non avesse le fette di salame sugli occhi, e sicuramente alla stragrande maggioranza degli associati e dei delegati provinciali e presidenti regionali, ovvero il fatto che la guida dei vini dell’Associazione, la sua realizzazione e compilazione, venisse di fatto appaltata ad una componente, importante finché si vuole, dell’Associazione, la società Bibenda, geniale creazione del presidente di A.I.S. Lazio e A.I.S. Roma, Franco “Maria” Ricci, alias Marchese der Grillo.
DUEMILAVINI-2011

E che l’Associazione non fosse in grado, attraverso le proprie realtà regionali e provinciali, di mettere in cantiere una guida che fosse veramente espressione del lavoro dei sommelier italiani e non di un team, autorevole e capace finché si vuole, di uomini del presidente. Intendo Ricci, non Maietta…

Se si aggiunge poi il cambio di nome della guida, da Duemilavini a Bibenda, maturato per decisione del trasteverino e l’ultima edizione della guida, la 2014, che presenta la geniale trovata, in una guida dell’A.I.S.!, di non fornire più i commenti organolettici sui vini, con una proliferazione assurda di vini premiati, era ovvio che in A.I.S. non potessero essere soddisfatti di questo stato di cose.

TiamoItaliaBibenda

Capisco benissimo che a qualche reggicoda di Ricci possa far comodo negare che ci si trovi di fronte ad una cosa del genere, ma questa, da qualsiasi angolazione la si guardi, è la rottura di un rapporto storico. Di cui mi interessa considerare gli aspetti non solo professionali e di business, ma visto che credo all’importanza di questi fattori, agli aspetti umani.

Credo che questa svolta abbia tanti aspetti in comune con un’altra frattura di cui si è parlato molto la scorsa settimana, quella tra Berlusconi e Alfano. E che per certi versi si possa vedere in Maietta una sorta di Alfano ed in Ricci un piccolo Berlusconi.

So bene, l’ho sperimentato personalmente quando ho collaborato professionalmente, sino alla fine del 2011, con A.I.S., quanto importante e influente e decisivo fosse il ruolo di Franco Ricci nell’Associazione Italiana Sommeliers, tanto che in passato si poteva dire che in A.I.S. non si muove(va) foglia senza che Franco (Ricci) non voglia… E so bene quanto l’attuale Presidente dell’A.I.S. e alcuni dei membri della Giunta e sicuramente un vice presidente, fossero legati anche da un rapporto di amicizia e non solo di gratitudine o di lavoro con Ricci.

FrancoMariaRicci-Berlusconi

Pertanto, se da un lato, come nella vicenda interna all’ex PDL ora nuova Forza Italia, Maietta-Alfano può essere visto come un traditore di Ricci-Berlusconi, altrettanto legittimamente, considerando quanto possa essere pesata al presidente spezzino una simile decisione, la sua scelta di non rinnovare il contratto di fornitura della guida Bibenda (e anche della rivista Bibenda) agli associati A.I.S. può essere vista come la scelta di affrancarsi da un padre padrone, di diventare (a 52 anni) maggiorenni, di percorrere, insieme ai propri collaboratori, una propria strada secondo le proprie scelte. Senza dover rendere conto a nessuno o chiedersi se Qualcuno su quelle scelte sarà d’accordo o pure no.

Immagino il grande travaglio interiore di Maietta, nel valutare queste decisioni, la consapevolezza che questa decisione l’avrebbe poi (cosa che in realtà aveva già fatto, visto che non l’aveva nemmeno invitato al suo recente matrimonio) portato a “rompere” con Ricci, ad andare oltre Ricci, a pensare un A.I.S. che non si facesse più suggestionare e in qualche modo condizionare dalla strepitosa abilità nel marketing della comunicazione spettacolo di Franco “Maria” Ricci, dal suo modo, tutto romano, e inimitabile, di tessere i rapporti con i mondi della politica, del cinema, della televisione, di organizzare iniziative, indubbiamente di grande successo, che portassero lustro soprattutto a Ricci e alla sua società e decisamente meno all’A.I.S. nazionale.

E considerando questo travaglio non posso, pur mantenendo le mie personali e ben fondate idee su di lui, idee che dubito possano cambiare, che ammirare per certi versi il coraggio di Maietta – Alfano.
partito_amore_copy

Umanamente però non posso che chiedermi come possa aver vissuto la decisione del presidente e dei vertici dell’A.I.S. Franco Ricci, uno che ha sempre mostrato di condividere e fare sue certe affermazioni di Berlusconi secondo le quali “l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”, e “da un male si deve far nascere un bene ancora più grande”. Uno, Ricci, che avrebbe potuto, come Silvio B. concepire l’A.I.S. come un’associazione dell’amore, così come il leader di Forza Italia aveva pensato di ribattezzare l’allora PDL “partito dell’amore”.

E mi viene da pensare alla sua delusione umana, alla sua tristezza per l’allontanamento da sé di una persona di cui pure è stato un grande amico e che considerava quella persona un vero amico.

Maietta-AlfanoRicci-Berlusconi

Arrivo ad immaginare i suoi pensieri, e che possa arrivare a chiedersi, rivolgendosi ai propri collaboratori, “dove è andato a finire l’amore? L’Amore non fa seccare la lingua per oltre un’ora contro un amico. L’Amore vince e fa grandi. Sarà un piccolo tema che ci riguarda e che svilupperemo insieme, per sbugiardare amici cari che improvvisamente diventano nemici. Senza motivo. Senza Amore”. Magari convinto, anche lui come me, che “i bugiardi sono la peggiore specie umana. Le bugie non fanno squadra, le bugie servono solo ai bugiardi”.

Non so ora cosa potrà succedere in quell’Associazione con cui sono stato onorato e fiero di collaborare finché …. e alla quale sono ancora tenacemente affezionato, e nella quale, da collaboratore esterno, mi sono sempre sentito come a casa mia.

BerluscaScilipoti

Non mi interessano né tanto meno riguardano i rimescolamenti di carte già in corso, le nuove alleanze, gli schieramenti di forza, i calcoli con il bilancino in vista delle nuove elezioni del giugno 2014, i cambi di casacca, le dimostrazioni di senso dell’io smisurato di cui si è data prova e si darà prova in questa situazione. E le valutazioni di comodo, gli opportunismi, i tatticismi che, decidendo di pubblicare questo articolo, dimostro essermi totalmente estranei. Perché sono e voglio continuare ad essere libero e indipendente. Come lo ero, e Maietta e Ricci lo sanno bene, quando collaboravo, con ottimi risultati, con A.I.S.

So quanto in termini umani e affettivi questa scelta comporterà per entrambi i protagonisti, che mi rifiuto di considerare contendenti né tanto meno “nemici”, e capisco bene come entrambi possano sentirsi a disagio, nel ruolo del tradito e del traditore. Quantomeno additato come tale.

Non sono mai stato democristiano, né mai lo sarò, e del buonismo pacifista ed ipocrita ho un totale disprezzo, per cui non voglio certo esprimere l’auspicio che i due, in una solenne fiera dell’ipocrisia, facciano pace e si riconcilino. Certe fratture sono insanabili e irrecuperabili e rimettere insieme i cocci frantumati è un’utopia. E una presa in giro.

aislogo

Voglio solo augurarmi che questa svolta non prenda le dimensioni di una guerra o guerriglia e che ognuno dei due “contendenti” possa continuare ad operare a favore del vino italiano di qualità e della sua comunicazione, proposta e promozione, con intelligenza, capacità, professionalità, con ricchezza di idee, efficacia, abilità nell’utilizzare tutti gli strumenti resi possibili dalle nuove tecnologie.

E mi auguro soprattutto che di questa “rottura” non abbia a soffrire l’A.I.S., che ha un assoluto bisogno di uomini e forze nuove per proseguire il proprio meritorio cammino e che non può essere condizionata da antiche amicizie tramutatesi in inimicizie e divisioni e contrapposizioni dove ognuno, in fondo, ha le proprie ragioni.
Perché gli uomini cambiano e passano, l’Associazione Italiana Sommeliers resta e deve essere più salda, forte, e determinata che mai, anche se Maietta – Alfano oggi “divorzia” dolorosamente da Franco Ricci – Berlusconi…

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
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