Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa
My Wine Notes

Libiam nei lieti calici

Neromosso 2012 Azienda Antichi Vinai

Pubblicato

il

Foto NeromossoFOR THE ENGLISH VERSION CLICK HERE

Con questo articolo l’amico Alfonso Stefano Gurrera, collaboratore di diverse testate siciliane, grande appassionato e conoscitore dei vini della sua terra, avvia una collaborazione con Vino al vino. Ci terrà regolarmente informati su quel che di più di interessante accade tra cantine e vigneti di Trinacria con cronache e suoi racconti sui vini che riterrà più significativi.
A Stefano il più sincero benvenuto su questo blog!

L’estate sta finendo, ma non si accorcia, come i suoi giorni,  la nostra voglia di buoni e freschi bianchi. L’ultimo lo abbiamo scoperto sull’Etna. Qualche collega lo definirebbe, “un bel vinino”. Noi lo abbiamo trovato, molto semplicemente, intrigante. Nasce da uve rosse e appartiene alla categoria del “bianco fermo”. Si chiama “Neromosso”, è prodotto dall’Azienda Antichi Vinai di Passopisciaro e non è espressione di una stravaganza, né di un paradosso di Zenone, ma di un bianco dell’Etna “logicamente coerente” che parte, non da false, ma da autentiche premesse. I francesi lo avrebbero chiamato, e banalmente, Blanc de Noirs. Loro, i produttori, che sono siciliani, e “antichi” come esplicita il loro nome (il cui etimo, nel dialetto siciliano,  sta anche per gente di acuta scaltrezza e sottile astuzia enologica), lo chiamano così perché viene, appunto, da uve di  Nerello mascalese, e qualche chicco di uve aromatiche e tipiche dei vigneti dell’Etna. Nascono in contrada “Feudo di mezzo”, a Passopisciaro, sul versante nord dell’Etna, in quell’area dove le uve raggiungono una straordinaria concentrazione di gusto e una personalità da meritarsi l’appellativo di “Grand crus dell’Etna”. Ed è “mosso”, con delle bollicine che gli danno una vivacità insolita per un vino di quelle latitudini. La furbizia sta nel vinificarlo: pressatura soffice delle uve e inizio della fermentazione. A metà ciclo lo “fottono” chiudendolo in autoclave, così l’ultima trasformazione dei residui zuccherini si arricchisce di una spuma leggera che lo rende particolarmente gradevole e delicatamente “frizzante”. Nasce morbido e di compatta densità, con un equilibrio di felpata fruttuosità e una pulizia di profumi figlia di una virtuosa enologia. Dicono che sia  perfetto come aperitivo. L’abbinamento ideale non è con la mortadella, come per lo Champagne, ma  con le sfiziosità da aperitivo e la compagnia degli amici. Perché ha spiccati sentori di festa, di voglia di stare insieme, di allegria. Tutti i luoghi son buoni per degustarlo, ma l’ideale sta nel consumarlo a casa loro, a Passopisciaro, ospiti nel living della loro dependance, una struttura funzionale con venti posti letto per ospitare amici, agenti, e anche turisti e con una vetrata esagerata che libera la vista sull’incantevole valle dell’ Al Cantara. Noi lo abbiamo degustato il ventuno giugno, verso il tramonto e l’atmosfera ha reso l’evento non un magico solstizio, ma un autentico “sol…sfizio d’estate”.

In attesa di goderci quello dell’autunno. Perché il must del loro catalogo è il Koinè un Doc rosso ottenuto da uve nate sugli stessi terreni. E in quella data ci sarà offerta l’opportunità di assaggiare il 2010: si annuncia elegante fresco ed equilibrato. Una occasione per conoscere meglio questa azienda che produce quattordici etichette e tappa 300mila bottiglie, figlie  dei nove ettari di proprietà e degli altri quarantacinque in affitto.

Alfonso Stefano Gurrera

______________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
Fai click per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy