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My Wine Notes

Interrogativi

Brunello in saldo negli States: anche se é quello del duo Allegrini – Lo Cascio prezzi in ribasso

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BrunelloSaldoSanPolo

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Gli agit-prop in servizio permanente effettivo della vulgata secondo la quale a Montalcino tutto va bene madama la marchesa, i vini sono più straordinari che mai, le cantine sono vuote e la gente si affolla per visitarle e andarsene con i bauli carichi, ed il business non è mai stato più florido e non c’è traccia alcuna degli effetti di quello che, dicono i perfidi, sarebbe successo cinque anni orsono, non saranno d’accordo con me, ma devo ugualmente esprimere una mia perplessità.

Vogliono spiegarmi, se davvero il Brunello è in grande spolvero come dicono, perché mai in un giorno come oggi, sabato 10 agosto, sia potuto accadere che un Brunello di Montalcino ben noto, di un’azienda proprietà di un duo che la propria immagine bada a curare e che con stampa, guide, wine writer & opinion leader vanta ottimi e sorridenti rapporti, finisca in saldo, all’insegna del bargain, del risparmio, del best price guarantee, il miglior prezzo garantito, della special offer, l’offerta speciale, del sito Internet specializzato, nato ovviamente negli Stati Uniti, dal nome Vitis.comne avevo scritto qui nel marzo dell’anno scorso – che propone vini ad un prezzo ribassato dal 30 al 70%, spese di spedizione comprese?

logoVitis

Sto parlando, come scrivevo lo scorso anno, di un sito dalla formula semplice e facile da comunicare. Ogni giorno un solo vino offerto in vendita speciale al miglior prezzo, assicurano, che si possa trovare scegliendo di acquistare quel vino on line. Come viene raccontato, “Vitis guarantees the best online price including shipping”, e si impegna a rimborsare la differenza tra il prezzo speciale di un vino da lui posto in vendita ed un eventuale prezzo più basso scoperto su un altro sito di vendita vini on line.

E si noti bene che i vini che sono proposti, giorno dopo giorno, (si può ricevere via mail una news letter di aggiornamento quotidiano per conoscere l’offerta del momento) non sono fondi di magazzino, vini senza valore, ma tutti vini dotati di un’immagine elevata, proposti ad un prezzo.. “last minute” sorprendente.

Oggi é toccato ad un Brunello di Montalcino, ma che dico ad una splendente verticale di Brunello, “a fascinating line-up of vintages can be sampled in this wine trio of 2003, 2004 and 2005”, prodotti dall’azienda agricola Poggio San Paolo, proprietà dal 2007 di “Marilisa Allegrini, family owner of the Allegrini estate in Veneto, and Leonardo Lo Cascio, head of U.S. wine importer and distributor Winebow”, due che avevano già speso un sacco di soldi, pardon, si dice investito, in Maremma, a Bolgheri con Poggio al Tesoro, venire proposto a 149,99 dollari, invece di 275 (retail price) e 191 dollari (best online price) con un rotondo 45% di sconto.

Ma come, mi dico io, non sono bastati i magici nomi di Allegrini and Lo Cascio, nonché del loro “top Tuscan consulting enologist Carlo Ferrini” a fare in modo che anche le annate 2003-2004-2005 volassero via, richiestissime, a prezzo pieno? Cosa è stato del loro “progetto viticolo in terra di Toscana, già intrapreso a Bolgheri con Poggio al Tesoro. Trasformare la Tenuta di San Polo in una cantina d’eccellenza”?

best-price-guarantee

Si è forse un po’ arenato, non ha avuto il successo previsto, c’è stato qualche incidente di percorso, o semplicemente i vini non è che piacciano più di tanto ai consumatori americani e che per muovere i depositi di distributore e importatori bisogna giocoforza abbassare i prezzi e (s)vendere?

Ha un bel dire il sito Internet Vitis nelle sue note di presentazione del trio di annate celebrate come “a fascinating line-up of vintages”, che “It’s hard to know how best to drink these wines. Poppping open the trio is an excellent lesson in vintage variation. Opening the most drinkable now and finishing with the best-to-age in 10 years is also an option”.
Io se malauguratamente avessi dei Brunello 2003 in cantina (parlo di cantine da consumatori non cantine dei produttori, dove sicuramente non ci sarà più traccia di quell’annata che ebbe qualche incidentino di percorso…) mi guarderei bene dal comprarne altri. Anche se proposti da un sito Internet Usa a prezzo di saldo…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Stefano Cinelli Colombini

    11/08/2013 at 12:27

    Non per sminuire il valore della notizia (Brunello riserva a meno di cinquanta dollari al pezzo non è mai un segno buono) ma hai visto che annate sono? Ora stiamo vendendo il 2008 annata e 2007 riserva, quelle bottiglie in offerta sono palesemente fondi di magazzino da smaltire.

    • franco ziliani

      11/08/2013 at 12:39

      appunto Stefano! Ma poiché il 2005 é un’ottima annata, mica come il 2003, svenderlo non é un buon segno…
      Evidentemente quei vini non é che piacciano granché…

  2. Marilisa Allegrini

    11/08/2013 at 13:03

    Gentile Ziliani, ho sempre cercato di non rispondere alle sue provocazioni e quindi saro’ concisa e sintetica. Se lei afferma che i vini di San Polo non piacciono, evidentemente non li ha mai assaggiati. Si faccia qualche bella degustazione alla cieca e poi tragga le sue conclusioni.
    Così come non ha assaggiato i vini, non ha mai visitato l’azienda. Però, dall’alto della sua saccenza, lei offendendomi mi ritiene un investitore/speculatore e non un agricoltore. Io ho nel mio DNA amore e rispetto della terra perchè è proprio dalla terra di famiglia che inizia il mio percorso professionale. E questo Amore ha un segno tangibile in tutti i nostri vigneti, da quelli della Valpolicella, a quelli di Bolgheri e di Montalcino. Lei dovrebbe avere lo stesso rispetto per le persone e soprattutto dovrebbe considerare quanto male hanno fatto le sue polemiche a tutti i Brunelli, non solo a quelli di San Polo. Grazie per l’attenzione. Marilisa Allegrini

    • karl

      11/08/2013 at 13:25

      Complimenti signora!!!! In modo garbato ha sintetizzato quello che tante e tanti vorrebbero dire a colui che…..!!
      karl

      • franco ziliani

        11/08/2013 at 14:24

        ma dica pure “karl”! Singolare che lei definisca “modo garbato” il tono arrogante e padronale utilizzato nella sua risposta dalla produttrice veronese arrivata a Montalcino. Il campione di Brunello 2008 di San Polo che ho regolarmente degustato durante Benvenuto Brunello portava il numero 122. Per la precisione…

    • franco ziliani

      11/08/2013 at 13:39

      Signora Allegrini, quando si risponde con l’arroganza di cui lei dà prova bisognerebbe, prima di tutto, essere informati. E non parlare a vanvera come lei ha fatto.
      Conosco i vini di San Polo, che assaggio ogni anno, non trovandoli né ora né in passato particolarmente esaltanti – eppure la zona dove sono i vigneti é splendida – nel corso del Benvenuto Brunello. Degustazioni le mie rigorosamente alla cieca, senza alcun tipo di condizionamento.
      Non ho mai messo piede in azienda, e sicuramente sono ancor meno incentivato a farlo da quando la tenuta ha cambiato proprietà.
      Per sua norma, io non sono saccente, mi limito a scrivere – senza blandire il potente di turno, sport cui si dedicano attivamente molti miei colleghi – quello che penso. E se scrivo di un vino non lo faccio per sentito dire, ma perché l’ho assaggiato.
      Non metto in dubbio che lei applichi anche a Montalcino lo stesso Amore (con la maiuscola) che ha dedicato alla Valpolicella da cui proviene.
      Vedo che anche come recente produttore a Montalcino lei ha fatto suo un comportamento che contraddistingue svariati abitanti (e produttori) del bel borgo del Brunello, ovvero il provare a dipingermi come un nemico di Montalcino e del Brunello (che resta Brunello anche al plurale, si informi…), il quale raccontando di quanto accaduto cinque anni fa, durante Brunellopoli, avrebbe nuociuto alla loro causa.
      Un tentativo goffo e patetico, il suo, che respingo al mittente.

  3. Zakk

    11/08/2013 at 15:34

    Noooooo dai, due volte in un giorno stare dalla parte di Ziliani….
    Signora Allegrini, abbia pazienza, ma lei produce sicuramente ottimi vini, ma non ottimi valpolicella o amarone e non ottimi brunello di Montalcino. Tecnicamente i suoi sono vini ineccepibili, ci mancherebbe, con quell’enologo alle sue dipendenze, ma la territorialità sta da un’altra parte, se lo lasci dire da uno che i suoi vini, sia veneti che toscani li ha comprati e bevuti in cieca con fior di bevitori. Si faccia un giro da Le Potazzine, Capanna, Macioche, Uccelliera, Ragnaie, Tiezzi, Gianni Brunelli, Fattoi, Baricci, Mastrojanni, Lisini, Salvioni…. Ce ne sono tanti che hanno la terra ilcinese nel bicchiere senza neanche scomodare i due mammasantissima della DOCG.
    Mi tolga una curiosità: in via del tutto ipotetica, se un giorno (SIA MAI!!!) venisse concesso l’uso di vitigni diversi dal sangiovese grosso lei lo farebbe un tentativo o resterebbe fedele alla tradizione?
    Solo un’ultima cosa: a Montalcino la 2005 non è una grande annata. La 2004 e la 2006 si, ma la 2005 quei picchi se li sogna.

    • franco ziliani

      11/08/2013 at 16:13

      io all’elenco fatto, ma é davvero lui?, da Zakk aggiungerei altre aziende esemplari, Campi di Fonterenza, Pian dell’Orino, Poderi Salicutti, Caprili, Ciacci Piccolomini, per citare solo i primi che mi vengono in mente. E non chiamo in causa i sommi Il Greppo e Case Basse…
      Quanto alla sua domanda finale, crede ancora che a Montalcino vogliano ancora pensare ad un Brunello prodotto non solo a base Sangiovese (di Montalcino)? Non siamo mica nel 2005-2006-2007-2008 e anni precedenti quando qualcuno queste strane tentazioni le aveva avute…
      P.S.
      Il 2005 a me a Montalcino (come a Barolo) piace molto. Tannino un po’ rigido, ma bella personalità. Ovviamente nei vini buoni, non in tutti…

      • Zakk

        11/08/2013 at 16:36

        Sono proprio Zakk, chi altro?
        Le ho gia detto che per quel che riguarda i vini fermi concordo spesso con lei. Vediamo di capirci, sui rosati non proprio.

        La mia era solo un’ipotesi volutamente provocatoria per la signora Allegrini. Mi piacerebbe sapere come intende il brunello un produttore che assume Ferrini.

        • Franco Ziliani

          11/08/2013 at 16:56

          bella domanda Zakk, avrei qualche risposta ma preferisco tenermela per me. A Montalcino hanno la querela facile…

  4. Fabrizio Rosso

    11/08/2013 at 16:07

    Quando i francesi cambiano il prezzo delle annate lo consideriamo un investimento di marketing per rinnovare l’interesse del mercato nei confronti delle loro produzioni, quando lo fanno gli italiani è una svendita o una maniera per svuotare le contine
    Si continua sempre a puntare i riflettori sotto i produttori, mentre ci sono altre figure nella filiera vitivinicola che fanno il bello e il cattivo tempo senza che nessuno si permetta di dire o fare nulla!
    Non sarebbe meglio andare alla ricerca delle VERE frodi nella produzione e nel commercio???

    • franco ziliani

      11/08/2013 at 16:35

      Fabrizio, io penso di scrivere in italiano chiaro ed intellegibile. Mai parlato di !”frodi nella produzione e nel commercio” nel caso segnalato in questo post.
      Mi sono limitato a far notare che i vini di un’azienda mediatica, proprietà di una produttrice che sa mantenere ottimi rapporti con la stampa che conta, e di un potentissimo importatori di vini italiani negli States, che insieme hanno investito in Maremma e poi a Montalcino, evidentemente non vanno poi così a ruba oltre Oceano, altrimenti quel sito non si sarebbe sognato di vendere alcune annate, 2003, 2004 e 2005, a prezzi di saldo.
      Questa constatazione non é stata gradita dalla produttrice che ha pensato bene di additarmi al pubblico ludibrio come nemico pubblico di Montalcino. Giochi già visti e rivisti, che non funzionano…

  5. Nicola Biasi

    12/08/2013 at 07:15

    Buongiorno Sig. Ziliani,
    Sono Nicola Biasi, direttore tecnico e membro del CdA dell’azienda Poggio San Polo.
    Ho letto il suo articolo ma faccio fatica a capire il perche’ di quanto scritto.
    Come Lei riporta la signora Allegrini e il Signor Lo Cascio (non c’e’ rispetto a definirli il duo Allegrini-Lo Cascio) hanno acquistato ad inizio 2007 l’azienda a Montalcino e pochi mesi dopo io ho iniziato la mia collaborazione con loro.
    E’ evidente dunque che le annate di cui Lei parla non sono state prodotte dalla nuova gestione.
    Quindi perche’ Lei scrive: “cosa ne e’ stato del progetto viticolo…” ?
    Nel 2007 il brunello 2003 era già in bottiglia come il 2004 e il 2005 aveva già terminato l’affinamento in legno.
    Delle annate a cui Lei si riferisce io e Marilisa Allegrini non abbiamo visto nemmeno un grappolo… e si chiede che fine ha fatto il progetto viticolo? Semplicemente non era ancora iniziato!
    La prego di valutare il nostro lavoro in vigneto a partire dall’annata 2007 per lo meno.
    E comunque voglio farLe notare che anche i proprietari precedenti non avevano fatto un cattivo lavoro: Infatti abbiamo vinto un tender con la compagnia aerea Finnair proprio con il Brunello 2005, battendo ben 180 Brunelli di altri produttori.
    Mi sarebbe piaciuto un giorno riceverla in azienda per mostrarle quello che stiamo facendo per rispettare e valorizzare il territorio di Montalcino. Cantina ipogea quasi invisibile versus tanti orribili capannoni (anche vicini a noi), gestione dei vigneti senza l’utilizzo di diserbi e con riduzione del 50% dei prodotti anticrittogamici, riconoscimento parametri CasaClima (seconda azienda al mondo e prima toscana a raggiungere questo risultato)…
    ma la sua vis polemica Le impedisce perfino di vedere le cose positive che sono sotto gli occhi di tutti.
    Grazie per l’attenzione.

    Nicola Biasi

    • franco ziliani

      12/08/2013 at 08:27

      prendo atto innanzitutto che dall’arroganza padronale siamo passati ad un tono, quello utilizzato dal “direttore tecnico e membro del CdA dell’azienda Poggio San Polo”, decisamente più civile e disponibile al dialogo.
      Quante preoccupazioni per il mio semplicissimo modesto post pubblicato un sabato pomeriggio, che ha indotto in una domenica d’agosto che m’immaginavo la vedesse impegnata in ben altre piacevoli incombenze, la co-proprietaria dell’azienda ilcinese ad intervenire!
      Suvvia, non preoccupatevi, questo blog lo leggono in quattro gatti e la Signora ed il suo socio possono sempre contare sul sostegno amicale di larghissima parte della stampa che conta…
      Tutto questo però non ha impedito che tre annate, prodotte dalla precedente gestione di San Polo, rimanessero ai distributori e importatori Usa un po’ “sul gobbo”, tanto da costringerli a ricorrere alla collaborazione di Vitis per provare a piazzarne un po’…
      Prendo atto dell’impegno e delle buone intenzioni tese a fare sempre meglio e resto a disposizione del dottor Biasi qualora avesse sempre intenzione di ricevermi in azienda. Ne ho visitate parecchie a Montalcino, una più una meno non fa certo male, anzi…

  6. amedeo failli

    12/10/2013 at 03:21

    Vivo da molti anni negli USA e seguo da vicino il mercato del Brunello in questo paese. Negli ultimi sei-otto mesi si assiste a marcate riduzioni sul prezzo di vari Brunello (non solo San Polo) anche di recenti annate. Penso che questo sia conseguenza della disponibilita’ sul mercato di ottimi vini a prezzi molto concorrenziali. In altre parole il prezzo del Brunello non e’ piu’ concorrenziale (fatte alcune eccezioni: Soldera, Biondi Santi ed altri) in questo paese.

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