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My Wine Notes

In taberna quando sumus...

Un milanese eno-dialoga con una romana: roba da Twitter!

Pubblicato

il

Solopergusto

Da oggi consigli di abbinamento dei vini alle ricette di Solopergusto

Roba de matt! Ma che mi sta mai succedendo? Colpa di quel dannatissimo meccanismo di dipendenza che si sta rivelando Twitter, ultimamente, io milanese residente a Bergamo, lombardo (e non lumbard) super orgoglioso e, diciamolo francamente, non molto filo – romano (anzi…), sto intrecciando buoni rapporti in serie con una serie di abitanti di quella città che francamente non amo. Da cui manco, se i miei calcoli sono esatti, (e non ne sento alcuna mancanza, anzi…) da ben cinque anni.

A Roma francamente non mi viene mai alcuna voglia di tornare, ci tornerei solo ma per motivi del tutto inconfessabili qui…, eppure…

Eppure, come ha già ben raccontato la mia interlocutrice qui, è capitato che cinguettando cinguettando m’imbattessi in una simpatica “pischella” romana alla quale io, che per il gusto di una battuta mi venderei l’anima, ho indirizzato qualche sfottò “rimproverandole” appunto di essere nativa di quella città. E non della vera capitale d’Italia, morale e non solo, la mia adorata Milano.

Come non potevo prevedere, l’interlocutrice non mi ha allegramente mandato aff (è una signora per bene e molto educata, mamma di una vivacissima bambina di circa tre anni, ingegnere e moglie di un ingegnere), ma ha risposto per le rime, dimostrando un sense of humour e un’ironia che mi hanno subito colpiti. Così sono andato a visitare il suo blog Solopergusto, e ho scoperto che era davvero brava e che come food blogger se la cavava e aveva un suo stile e accento personale che mi garbavano molto.

Così sfottò dopo sfottò, è nata la mia modesta proposta: ma senti, cosa ne diresti di abbinare alle tue ricette, che sono sempre stuzzicanti, un mio consiglio di abbinamento ad un vino? Consiglio dato sempre in tono scherzoso, perché sempre di cibo e vino se stà a parlà (anvedi…) e non stamo di certo a salvà er monno.

E pertanto eccovi oggi le prime prove di dialogo, enogastronomico beninteso, tra un’orgogliosa romana e un polentone ancora più fiero di lei di esserlo. Partiamo subito nel segno della lazialità e romanità più spiccate (mi tocca subito esordire in trasferta…) con un classicissimo, i bucatini all’amatriciana, che la food blogger de’ Trastevere (che ha un nome bellissimo e raro) propone, come potete leggere qui, nella versione, sacra e inviolabile, di mamma.

E cosa abbinare mai ad un piatto forza Roma e forza Lazio come questo? Un vino nordico? Non sia mai, ma nientemeno che un vino emblema del vino romano e laziale come… Beh, andatevi a leggere il post e lo scoprirete: buona lettura!

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. amarituda

    22/04/2013 at 15:32

    io a pischella ero già contenta! Cosa dire, ne vredremo delle belle, anzi buone.
    Ma grazie

  2. Francesco Bonfio

    22/04/2013 at 17:21

    Bella idea, Franco.
    Complimenti e in bocca al lupo a tutti e due.

  3. Manuela

    22/04/2013 at 17:59

    bella idea, complimenti!

  4. Paolo Boldrini

    22/04/2013 at 22:32

    Caro Franco…ti sembrerà strano, ma la cosa non mi sorprende affatto…!
    Ti dico solo che il prossimo 6 giugno mia moglie ed io festeggeremo il nostro 21° anniversario di matrimonio. Cosa c’è di strano? Semplice: mia moglie è Ciociara (della Valle di Comino per la precisione… zona del Cabernet di Atina), e come te non aveva per nulla in simpatia i Romani.
    Della serie “chi disprezza…compra !” 😉

  5. Giancarlob

    23/04/2013 at 15:48

    Per curiosità: ma come fa ad essere sicuro che l’ accoppiata funziona vista la distanza che vi divide ?

  6. valerio rosati

    24/04/2013 at 09:28

    Bell’idea Ziliani. Vederla scrivere in romanesco mi ha fatto lo stesso effetto di quanto ho sentito Celentano recitare (si fa per dire…) nella nostra lingua nell’immortale capolavoro “Er più”. Una piccola richiesta: nei prossimi consigli potrebbe essere più preciso e indicare una bottiglia specifica? Purtroppo di Frascati in giro ce n’è fin troppo…

    • Paolo Boldrini

      24/04/2013 at 12:12

      Celentano in quel film lo ricordo molto bene anch’io, e per questo dico che… “nun se pò senti’…”!!!

  7. silvana

    24/04/2013 at 10:00

    Che bello! Ecco qualcosa che funziona solo se c’è ironia, nell’aria, e nella testa della gente. E questa signora di ironia (anche auto) pare che ce ne abbia da vendere. Altrove manca (calmo, non intendevo chez toi!, però anche tu …) Bello davvero e anche un bell’esperimento.
    E una curiosità: come mai le foto di quel blog sono tutte ‘targate’? Vuol dire che se non sovrapponi la scritta (R) te le usano?
    Io non cucino – e non amo cucinare – ma quell’amatriciana (perché però mangio) ha un aspetto molto attraente. Bello e buono.

    • amarituda

      24/04/2013 at 11:33

      Non posso che ringraziare per i complimenti.
      Per le foto del blog ebbene si le riusano, lo fanno.
      (Sospetto fortemente che siano gli stessi che mettono la cipolla nell’amatriciana, ma non ne ho la certezza)
      Grazie ancora!

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