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My Wine Notes

Indiscrezioni

Cosa farà mai Castello Banfi a Bolgheri? Sicuramente pianterà Sangiovese!

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La mission segreta: mostrare con l’esempio maremmano quanto sia grande il Sangiovese a Montalcino

Mentre leggevo questa notizia mi sono chiesto. Ma perché mai, soprattutto ora che dai Super Tuscan cercano di scappare (se ci riescono) un po’ tutti, perché il cosiddetto “fascino di Bolgheri” acchiappa sempre meno, un’azienda di cui tutto si può dire tranne che sia sprovveduta come Castello Banfi sbarca a Bolgheri acquistando cinque ettari di vigna?
Lo farà per produrre dei Super Tuscan, direte voi, perché sul mercato di quegli Stati Uniti che sono la sede della famiglia Mariani proprietaria della nota azienda, ci sono degli irriducibili che credono ancora siano il meglio del vino toscano e italiano.
Risposta plausibile anche se è tutto da dimostrare che a Bolgheri i Super Tuscan vengano meglio e siano più appealing che a Montalcino, dove hanno il privilegio di potersi presentare come Sant’Antimo Doc. Hai detto niente…
Arrovellandomi il cervello alla ricerca di una spiegazione, ho finalmente capito perché Castello Banfi abbia deciso di sbarcare nella Maremma bolgherese e soprattutto che vini produrrà e su quali uve abbia deciso di puntare.
Merlot? Troppo banale? Cabernet Sauvignon o Franc? Idem. Syrah o Petit Verdot? Scontato e senza grandi prospettive.
Voci di corridoio mi dicono che il management ed i tecnici della casa produttrice del Summus, dell’Excelsus e del Cum Laude (ah già, producono anche due vini “minori” denominati Poggio all’Oro e Poggio alle Mura) abbiano scelto di piantare una varietà ancora rara a Bolgheri e dintorni, il Sangiovese.

Lo faranno sicuramente per riuscire a far capire, dai grandi vini che non ho alcun dubbio produrranno in Maremma, quanto siano grandi e quanto non abbiano bisogno di nulla, di nessuna aggiuntina/correzione/ammodernamento di disciplinare/adeguamento enologico alle esigenze dei nuovi mercati, i vini espressione del solo Sangiovese prodotti, anche da Banfi, in quel di Montalcino.
E se questa sarà la “mission” di Castello Banfi, se questo il suo progetto, far capire che di fronte al Sangiovese non c’è gara in Toscana, che tutti gli altri vitigni gli sono largamente inferiori, come non esclamare, come fece anni fa, un celebre mio collega, “Viva Banfi!”?

p.s.
le foto degli splendidi grappoli di Sangiovese sono state scattate da me, alcuni anni fa, a Montalcino, nei vigneti dell’Azienda Case Basse, proprietà dell’ex socio, ora espulso, dal Consorzio del Brunello di Montalcino Gianfranco Soldera…

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Tino

    25/04/2013 at 11:53

    Mah, il Sangiovese maremmano potrà venire utile come vino di rinforzo per vinelli Sangiovese della Toscana interna, in annate “piccole” 😉

    • franco ziliani

      25/04/2013 at 12:19

      Pensiero cattivo ma cosa proibita e lontana dalla mentalità’ Banfi

  2. Hervé LALAU

    26/04/2013 at 11:59

    J’ai dégusté hier Centine, le rosé de Banfi. Pas aimé du tout.
    Je préfère de loin les rosés des Pouilles!
    http://hlalau.skynetblogs.be/archive/2013/04/26/pas-aime.html

    • franco ziliani

      26/04/2013 at 12:01

      Mon cher ami, excuse moi mais tu est un peu con, si tu n’arrive à comprendre la grandeur et la complexité de ce rosé chef-d’oeuvre… Excuse, this rosé masterpiece…

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