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Mon coeur mis a nu...

Sommellerie italiana, senza confronti al mondo. Riflessioni dopo la settimana delle Anteprime toscane

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SommelierChiantiClassico

Voglio fare una riflessione semplice semplice (tranquilli, non vi parlerò, per ora, di politica e delle elezioni politiche terremoto del 24-25 febbraio), alla vigilia di una tre giorni, anzi quattro, se aggiungo la trasferta di venerdì in quel di Bari, per la seconda delle iniziative del ricchissimo programma di Aspettando Radici del Sud 2013, che mi vedrà impegnato, con piena sintonia, questa sera a Treviglio per una Serata Sangiovese, quindi mercoledì sera vicino a Mantova per un assaggio di Valpolicella e giovedì sera a Varese per una grande Serata Barbaresco, con gli amici dell’Onav.

Mi trovo splendidamente a collaborare, grazie all’amico Vito Intini, che dell’organizzazione è “Propresidente”, con l’Onav, ma… Ma, lo capirebbe benissimo chiunque che svariati anni di collaborazione strettissima con un’altra celebre organizzazione della sommellerie italiana, collaborazione finita non per mia scelta in maniera un po’ traumatica, non si possono dimenticare…

E quindi, anche se ho “elaborato il lutto” e voltato pagina, con la certezza che il tempo, a differenza di certe persone, è galantuomo, non ho potuto che accogliere con grande gioia, sceso in Toscana per la settimana delle Anteprime, l’accoglienza che tanti sommelier A.I.S. delle varie delegazioni toscane, responsabili del servizio (impeccabile, applausi) dei vini durante gli assaggi a San Gimignano, Firenze, Montepulciano e Montalcino, mi hanno riservato.

Magari i grandi capi, anche in Toscana, si sono limitati a salutarmi freddamente, in conformità agli ordini di servizio ricevuti dai responsabili nazionali, ordini che hanno decretato il mio ostracismo e la cessazione di ogni collaborazione. Ma i sommelier, la base dell’A.I.S., il popolo dell’Associazione italiana sommeliers, hanno continuato, in Toscana, e ovunque girando mi trovi ad entrare in rapporto con loro, una commovente, caldissima testimonianza di affetto.

Di rispetto e apprezzamento per quanto ho fatto in oltre cinque anni di lavoro, professionale e giornalistico, per e insieme all’A.I.S. Di rammarico per la cessazione di un dialogo che loro avvertivano e avvertono come positivo e utile all’Associazione e per le scelte di vertici che, per tante cose, e non solo per i miei fatti personali, sentono come lontani dal sentire diffuso degli associati.

E’ stato bellissimo, e mi ha davvero scaldato il cuore (proprio in coincidenza con il mio primo imbattermi, dopo oltre un anno che non lo vedevo più, con il presidente dell’Associazione. Incontro che inizialmente, lo confesso, mi ha scioccato, ma che poi ho superato pensando di non aver incontrato nessuno…), ricevere tante attestazioni di stima. E sarà bellissimo, tra un mese, tornare a condurre per A.I.S., cosa che i vertici non potranno assolutamente impedire, una serata dedicata alla degustazione e discussione di uno dei vini che più ho nel cuore, il Barbaresco.

Una serata speciale che, lo sento, sarà solo la prima di altre, se davvero le parole relative al rispetto delle autonomie decisionali delle varie realtà regionali sono concetti reali e concreti e non vuote espressioni di cui in A.I.S. si riempiono la bocca.

Una cosa è certa: si chiami A.I.S. o Onav, la sommellerie italiana, con la sua professionalità, la sua preparazione, la sua capacità di mettersi al servizio della causa del vino italiano di qualità, è davvero unica al mondo e non teme confronti. E averla vista all’opera, ad esempio a Montalcino durante Benvenuto Brunello, o a Firenze per la Chianti Classico Collection, ne è stata l’ennesima riprova.

PER LA VERSIONE IN INGLESE LEGGETE QUI

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Alessandra Pocaterra

    28/02/2013 at 11:07

    Ieri tanti soci che hanno fatto l’esame da sommelier sono passati in negozio a rendermi partecipe della gioia di essere stati promossi, E questo sta a significare che ho fatto qualcosa di buono in due anni come delegata,
    ma purtroppo il concetto da me già sottolineato e, che con lei condivido, è che il lavorare con passione con questa attuale gestione purtroppo non è sufficiente

    • franco ziliani

      28/02/2013 at 12:30

      cara Alessandra, lei deve avere la coscienza a posto. E’ una persona seria che ha lavorato bene. Sono altri che non hanno la coscienza a posto. Il tempo é galantuomo e si occuperà di renderle/renderci giustizia

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