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Indiscrezioni

Vertice Renzi – Bersani: e a tavola la Vernatsch di Colterenzio

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C’è una domanda, urgente e pressante, che emerge dal vertice di ieri in un ristorante romano tra il segretario del PD e aspirante Premier Pierluigi Bersani ed il sindaco di Firenze, sconfitto dall’apparatchik Bersani durante le recenti primarie.
La domanda, molto semplice, non è se davvero ora il PD sia “un partito all’americana”, elemento che per tanti suoi elettori di stampo non veltroniano ma sovietico può anche costituire un elemento non proprio rassicurante.
Ma insomma, chi ha scelto la bottiglia di vino della Produttori Colterenzio, mi sembra la Vernatsch Menzenhof, che campeggia, insieme ad altre bottiglie credo di grappa, sulla tavola.
E’ stato Bersani, che mi sembra più un tipo da rossi tosti, a sceglierla, oppure Renzi, che ricordo in un simpatico incontro fiorentino, nel 2011, appassionato di Barolo.
Ma poi ai due l’hanno fatto il controllo del palloncino?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Maura

    04/01/2013 at 11:22

    simpatico questo post, ma non le sembra di avere scelto un argomento e un taglio da Intravino?
    Non se la prenda troppo per questa osservazione 🙂

    • franco ziliani

      04/01/2013 at 11:29

      Maura, non me la sono presa di certo, ho capito che era solo una battuta, altrimenti…
      Non credo che sia un tema e un taglio stile il blog che cita. E non credo che loro, pur prendendosi molto sul serio, abbiano il monopolio su certi post.
      A me sembra piuttosto un post in stile Vino al vino. E se poi le ho pubblicate io, che non sono notoriamente elettore PD, invece che loro (molto più vicini alla sinistra) queste scherzose domande, allora merito a me. E ad una destra, vinosa, che riesce ad essere spiritosa e a sorridere sul triste spettacolo della politica di casa nostra. Ho scritto con la a, ma volevo usare un’altra vocale…

  2. roberto m. moschella

    04/01/2013 at 11:51

    Non credo che abbiano avuto la necessita’ di controllarsi col palloncino in quanto viaggiano con l’autista pagato con i rimborsi elettorali a carico dei contribuenti.
    Comunque e’ difficile stabilire chi ha scelto il vino, di sicuro c’e’ che questa tavola appare ingannevole, ”poootrebbe” sembrare un convivio di compagni di un partito di stampo sovietico, ma anche in questo piccolo particolare traspare il vero carattere, cioe’ il partito dell’inciucio. Infatti le tavole dei dirigenti sovietici non si limitavano a sole quattro bottiglie ma erano colme di un copioso assortimento di super alcoolici e liquori vari gia’ quasi svuotati.

    • silvana biasutti

      04/01/2013 at 14:31

      Il Pranzo dell’Inciucio – uno dei numerosi che ci ammanniscono i ‘nostri’ politici – bella definizione. E’ ovvio che il palloncino non è cosa loro, tra l’altro Renzi non ci risparmia vanterie podistiche…
      Avrebbero dovuto scegliere Champagne, o Franciacorta, per brindare alle …….. a cui ci sottoporranno, con gli accordi post elettorali…
      Credo che un pranzetto all’Hotel Lux con i gerarchi sovietici sarebbe stato più innocuo.

      • franco ziliani

        04/01/2013 at 14:35

        eh sì, l’Hotel Lux quelli come il compagno Bersani lo conoscono bene… In fondo vengono da quella tradizione, mai rinnegata, e da quelle storie…
        Ce lo vedo male il giovane Renzi, che lo guardi e pensi ai boy scout o all’oratorio, o al massimo all’Acli o all’Azione Cattolica, nelle grinfie di quel marpione…
        Peccato, o come direbbe un noto produttore piemontese con aziende anche in Toscana, darmagi…

        • silvana biasutti

          04/01/2013 at 18:43

          All’Hotel Lux ho rubato un piatto da dessert, con una certa soddisfazione….

          • franco ziliani

            04/01/2013 at 18:48

            … i soliti comunisti… 🙂

  3. Fabrizio Ferriani

    04/01/2013 at 13:52

    Bel post!Ci ho pensato tutto ieri a cosa potesse essere, anche io ho optato per il Menzenhof. Probabilmente ho sbagliato, ma almeno lo so ancora distinguere da un Brunello…http://www.ilgiornale.it/news/interni/bersani-apparecchia-renzi-e-mette-sul-piatto-17-seggi-sicuri-871060.html

    • franco ziliani

      04/01/2013 at 13:54

      Adesso segnalo a quelli del Giornale che il Brunello era solo nella loro fervida fantasia… 🙂

  4. Sonia

    04/01/2013 at 17:09

    Buon lavoro e buon anno
    sonia

  5. Rinaldo

    04/01/2013 at 17:29

    Se lo cucina a puntino il tenero Renzi il tovarisch Bersani..

  6. Roberto

    04/01/2013 at 17:52

    ha visto che anche quelli di Intravino hanno commentato il vertice Bersani – Renzi?
    http://www.intravino.com/grande-notizia/aggiungi-un-comunista-a-tavola/ Cosa ne pensa?

    • franco ziliani

      04/01/2013 at 18:01

      cosa vuole che dica Roberto? Che ho avuto l’ennesima conferma che il responsabile di quel blog tiene d’occhio quello che scrivo e che ha dimostrato ancora una volta il proprio occhio di falco, avendo individuato anche lui dalla foto che non si trattava di Brunello, come sparavano a caso alcuni giornali, bensì di una Vernatsch altoatesina. Poi é un piccolo dettaglio che il mio post, dove dicevo, prima di chiunque altro, che trattavasi di Schiava di Colterenzio, sia stato pubblicato pochi minuti prima delle 11, mentre quello di quel blog, dove si “scopre” che si tratta di Vernatsch, é delle 12.20…
      I blog importanti, si sa, ponderano bene le “notizie” prima di darle…

    • franco ziliani

      04/01/2013 at 18:29

      e ora, buon ultimo, anche Wine News dà la “notizia” che la bottiglia bevuta da Renzi e Bersani era una Vernatsch di Colterenzio:
      http://www.winenews.it/laprima/laprima_n1026_04-01-2013.pdf
      Anche in questo caso, con il tipico “stile” di Regoli che non si regola, non viene citato Vino al vino che per primo ha notato questo particolare.
      Proprio dei “compagni di merende” Intravino e Wine news…

  7. Zakk

    04/01/2013 at 18:15

    Tra tanta schiava disponibile una trista! Sono proprio di sinistra.

    • franco ziliani

      04/01/2013 at 18:24

      Zakk!!! Io me la ricordo buona, ma non trascendentale, non certo tra le mie preferite, quella Schiava, pardon Vernatsch…

  8. roberto m. moschella

    04/01/2013 at 19:42

    A parte motivi di anagrafe non credo che gli attuali dirigenti del PD (menoelle) avrebbero potuto rilassarsi all’hotel Lux perche’ la selezione per essere ammessi, a quell’epoca era molto severa. I sospettati di inciucio la notte venivano prelevati e fatti sparire nel nulla.

  9. Andrea Pagliantini

    04/01/2013 at 22:58

    Sono due marie antoniette antaniste.
    Si fanno ritrarre a desinare insieme a Roma come fossero due stelle della televisione quando invece a breve potrebbero avere le chiavi del paese in alternativa al berlusconismo con una situazione sociale ed economica disastrose che si traduce in gente allo stremo.
    La classe dirigente dovrebbe essere un pochino più sobria nei modi ma ogni azione è guidata da qualche consulente d’immagine per far vendere un prodotto che si mostri coeso e compatto.
    A Siena (e provincia) il partitone ha diritto di veto anche sul volo e l’atterraggio dei piccioni in Piazza del Campo.

    • franco ziliani

      04/01/2013 at 23:13

      stai parlando del PCI, poi PDS, poi DS e ora, nel nome del più abietto compromesso storico tra l’ex PCI e l’ex DC, PD?

  10. Andrea Pagliantini

    04/01/2013 at 23:25

    Guarda che il compromesso storico nasce nel 1976 con l’appoggio esterno al governo Andreotti, ma io parlo degli attuali piccioni di Piazza del Campo.
    Mai così precisi, ognuno nella sua mattonella di piazza senza litigare per le briciole lasciano bambini o turisti.

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